skip to content

Cookie policy del Parlamento Europeo Ufficio D'informazione in Italia

Utilizziamo i cookie sul nostro sito per migliorare l'esperienza dell'utente. I cookie non vengono utilizzati per trattare dati personali, ma al fine delle statistiche tramite Google Analytics. Per saperne di più e per scoprire come disattivare i cookies sul vostro computer puoi visitare www.aboutcookies.org.

Continua
 
 
 

I deputati chiedono azioni concrete dopo l'omicidio di Daphne Caruana Galizia

Il PE ha discusso martedì su come proteggere il lavoro dei giornalisti e garantire la libertà dei media. I deputati hanno unanimemente riconosciuto il lavoro della giornalista uccisa e denunciato un attacco contro la democrazia. Alcuni hanno chiesto azioni concrete al Governo maltese e all’UE.

Nel corso del dibattito di martedì sera, i presidenti dei gruppi politici hanno reso omaggio alla giornalista maltese Daphne Caruana Galizia, riconoscendo il suo coraggio e ciò che lei ha incarnato: un mestiere in cui si è pronti a porre domande scomode, per permettere alla democrazia di prosperare e difendere lo stato di diritto.

Una grande maggioranza ha riconosciuto altresì che i problemi venuti alla luce grazie al lavoro della giornalista riguardano tutta l’Unione europea e che, di conseguenza, è necessaria un’azione unitaria.

Alcuni hanno ritenuto responsabili le autorità maltesi, chiedendo un’inchiesta internazionale su quanto accaduto e un controllo su stato di diritto, corruzione e criminalità organizzata a Malta. Altri ancora hanno scelto di concentrarsi sulla necessità di un’azione europea più globale per lottare contro un problema divenuto comune.

A fine mattinata la Plenaria aveva osservato un minuto di silenzio in presenza della famiglia di Daphne Caruana Galizia, e il Presidente Antonio Tajani aveva annunciato la decisione di intitolare a suo nome la sala stampa del Parlamento europeo a Strasburgo.

La giornalista investigativa e blogger era nota per le sue inchieste contro la corruzione e il riciclo di denaro, e aveva contribuito al lavoro della Commissione parlamentare d'inchiesta sui “Panama Papers”: è stata assassinata in un attentato con un’autobomba, il 16 ottobre 2016 nei pressi della sua abitazione a Malta.

Sempre martedì, una risoluzione non legislativa sulle misure legittime per proteggere gli informatori che agiscono nell'interesse pubblico, quando divulgano informazioni riservate di imprese e organismi pubblici, è stata approvata con 399 voti, 101 contrati e 166 astensioni.

 

Pubblicato il 25 ottobre 2017