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15/01/2015

I deputati chiedono il rimpatrio dei marò italiani

Nella risoluzione votata oggi, il Parlamento europeo auspica che il contenzioso diplomatico tra l'Italia e l'India sul caso dei due marò italiani accusati di aver ucciso due pescatori indiani nel 2012 durante delle operazioni anti-pirateria sia presto risolta, sotto la giurisdizione italiana e/o tramite arbitrato internazionale. I deputati chiedono inoltre il rimpatrio dei due fucilieri, poiché la loro detenzione senza accusa è "una grave violazione dei diritti umani".

© European Union 2015 - European Parliament
© European Union 2015 - European Parliament

Nella risoluzione comune approvata per alzata di mano, i deputati esprimo profonda tristezza per la tragica morte dei due pescatori indiani, ma anche grande preoccupazione per la detenzione senza capi d'accusa dei due marò italiani.

Durante il dibattito di mercoledì sera, l'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri Federica Mogherini ha detto che: "È una questione che riguarda il rispetto dei diritti umani (...), il rispetto dei principi del diritto informazionale (...) e quindi la credibilità stessa delle nostre azioni anti pirateria: è una questione che riguarda l'Unione europea".

I deputati sottolineano che le restrizioni alla libertà di movimento dei fucilieri rappresentano "una grave violazione dei loro diritti umani" e ne chiedono il rimpatrio. Appoggiano inoltre la posizione adottata dall'Italia sull'incidente e auspicano quindi che "la competenza giurisdizionale sia attribuita alle autorità italiane e/o a un arbitraggio internazionale".

Per l'Italia l'incidente si è verificato in acque internazionali e i marò dovrebbero quindi essere processati in Italia o dinanzi a un tribunale internazionale, mentre l'India sostiene la sua competenza a processarli poiché l'incidente sarebbe accaduto nelle acque costiere poste sotto la sua giurisdizione. Fino a ora le autorità indiane non hanno formulato alcuna imputazione.

I deputati invitano Federica Mogherini a intraprendere ogni azione necessaria per proteggere i due fucilieri italiani e sostengono gli sforzi compiuti da tutte le parti coinvolte per trovare una soluzione accettabile per tutti.

Nel febbraio 2012, i due marò italiani, imbarcati su una nave commerciale italiana nell'ambito della missione internazionale contro la pirateria, avevano aperto il fuoco temendo un attacco dei pirati e due pescatori indiani vennero uccisi.