skip to content

Cookie policy del Parlamento Europeo Ufficio D'informazione in Italia

Utilizziamo i cookie sul nostro sito per migliorare l'esperienza dell'utente. I cookie non vengono utilizzati per trattare dati personali, ma al fine delle statistiche tramite Google Analytics. Per saperne di più e per scoprire come disattivare i cookies sul vostro computer puoi visitare www.aboutcookies.org.

Continua
 
 
 

I deputati chiedono un meccanismo stringente per ripartire le richieste d'asilo

La commissione Libertà civili del PE ha approvato giovedì scorso un meccanismo d'urgenza per rilocalizzare un numero iniziale di 40.000 richiedenti asilo da Italia e Grecia verso altri paesi UE. A parere dei deputati, maggiore solidarietà e suddivisione della responsabilità tra gli Stati membri devono essere le basi del nuovo sistema permanente, sul quale il Parlamento deciderà congiuntamente con il Consiglio.

Mimmo Paladino, Porta d'Europa, isola di Lampedusa - Si ringrazia Vito Manzari per la foto
Mimmo Paladino, Porta d'Europa, isola di Lampedusa - Si ringrazia Vito Manzari per la foto
 .

Secondo la relatrice, Ska Keller (Verdi/ALE - DE), l'Europa non otterrà risultati sulla politica migratoria se i paesi non lavoreranno tutti insieme.

I deputati della commissione LIBE stimano che tenere conto, nella misura del possibile, di bisogni (ad esempio, i legami familiari), preferenze (sociali o culturali) e qualifiche (competenze linguistiche, soggiorni di studio o lavoro precedenti) possa sostenere l'integrazione dei richiedenti asilo, facilitandola, ed eviterebbe successivi spostamenti tra un paese e l'altro. Punti di contatto nazionali faciliterebbero le procedure e organizzerebbero i colloqui con quanti necessitano di asilo.

Per alleggerire la pressione su Italia e Grecia, un numero iniziale di 40.000 persone - che potrà aumentare per essere adattato ai flussi di rifugiati - dovrebbe essere ricollocato. Questo servirebbe anche come test per la futura proposta legislativa su un meccanismo d'urgenza di rilocalizzazione permanente.

I deputati hanno inserito nel documento un riferimento alla via dei Balcani occidentali - che attraversa la frontiera turca con Grecia e Bulgaria, e la frontiera terrestre dell'Ungheria - sottolineando come essa venga sempre più utilizzata da persone che fuggono da conflitti e persecuzioni.

Sulla base di questi criteri, l'Italia e la Grecia, con l'aiuto dell'Ufficio europeo di sostegno in materia d'asilo (EASO) dovrebbero decidere come ricollocare ciascuno dei richiedenti (nell'ordine, 24.000 e 16.000).
La proposta di decisione modificata dalla commissione libertà civili riguarda il meccanismo di "ricollocamento" per il trasferimento di richiedenti asilo da uno Stato membro all'altro, ripartendoli in seno all'UE. Una raccomandazione distinta della Commissione europea suggerisce come reinstallare negli Stati membri i 20.000 rifugiati che si trovano al di fuori dell'Unione.

I ministri europei degli affari interni si sono riuniti il 20 luglio per dibattere dell'argomento (leggi le conclusioni) mentre il PE si pronuncerà sulla sua posizione in settembre. La Commissione europea si è impegnata a presentare entro la fine del 2015 una proposta sul sistema di ricollocamento permanente.

 

Articolo pubblicato il 22 luglio 2015