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I deputati sostengono le riforme per accelerare l’esame delle richieste di asilo

Secondo le nuove regole adottate mercoledì dalla commissione libertà civili del Parlamento europeo, la procedura di domanda e concessione di asilo dovrà essere più semplice e rapida, e includerà alcune garanzie rafforzate, in particolare per i minori.

I deputati della commissione libertà civili, giustizia e affari interni, hanno sostenuto la proposta di nuovo regolamento sulla procedura comune in materia di concessione della protezione internazionale nell’UE, che precisa come le autorità nazionali dovranno gestire le richieste di asilo.

Il testo, adottato con 36 voti a favore, 12 contrari e 8 astensioni, mira a trattare le domande di asilo in UE in maniera più omogenea, per scoraggiare i richiedenti a depositare la propria domanda in Stati membri diversi.  

La relatrice della proposta, Laura Ferrara (EFDD/IT) ha dichiarato: “Questo regolamento rappresenta un passo in avanti importante verso la creazione di un vero regime di asilo europeo comune. Le differenze attuali in termini di procedure saranno risolte e il sistema sarà ulteriormente armonizzato. Il Parlamento ha fatto un buon lavoro per assicurare il giusto equilibrio nel garantire la correttezza delle procedure per gli autentici richiedenti asilo e, allo stesso tempo, prevenire gli abusi che contribuiscono al collasso dell’attuale regime di asilo europeo”.

Rifiuto a cooperare: domanda respinta

I richiedenti dovranno presentare la domanda nello stato membro di prima entrata, o in quello stabilito nel quadro del regolamento di Dublino modificato. Rifiutare di fornire le proprie informazioni personali (nome, data di nascita, nazionalità, carta d’identità), i dati biometrici o non permettere alle autorità di esaminare i propri documenti, porterà al rigetto della domanda.

I richiedenti asilo dovranno essere informati, in modo comprensibile e chiaro, sulla procedura e sui loro obblighi e diritti, in particolare all’assistenza giuridica e ad essere rappresentati gratuitamente.

Primo paese d'asilo e paesi terzi sicuri

Sarà applicata una procedura di esame accelerata di due mesi se il richiedente dovesse fornire informazioni incoerenti o false, se cercasse solamente di ritardare un’espulsione, se dovesse provenire da un paese d’origine sicuro o rappresentasse un pericolo per la sicurezza nazionale. I minori non accompagnati potranno essere sottoposti alla procedura accelerata solo per ragioni legate alla sicurezza nazionale o all’ordine pubblico.

Il regolamento includerà una lista di paesi d’origine sicuri (democrazie dove non vengono praticate torture, violenza indiscriminata e non sono in atto conflitti armati): Albania, Bosnia-Erzegovina, l’ex Repubblica di Jugoslavia, Macedonia, Kosovo, Montenegro e Serbia. I deputati hanno escluso la Turchia dall’elenco, che potrà essere modificato in futuro dai co-legislatori sulla base di informazioni fornite da Stati membri dell’UE, Servizio europeo per l’azione esterna, Ufficio europeo di sostegno in materia di asilo, UNHCR, Consiglio d’Europa e altri organismi e ONG.

Garanzie supplementari per i minori

Le decisioni relative ai bambini dovranno essere prioritarie, secondo quanto affermano i deputati. Tutti i minori non accompagnati dovranno beneficiare di un tutore entro le 24 ore seguenti la domanda, e sempre prima che i dati biometrici siano raccolti.

I minori, accompagnati o non, dovranno ricevere informazioni adeguate sui loro diritti in materia di richiesta di asilo. I concetti di primo paese d’asilo e paese terzo sicuro non si applicano ai minori non accompagnati a meno che ciò non sia chiaramente nel loro interesse.

Prossime tappe

La commissione libertà civili ha approvato anche - con 39 voti a favore, 9 contrari e 4 astenuti - anche un mandato che permetterà ai deputati di aprire negoziati inter-istituzionali con il Consiglio sul regolamento. Tale mandato deve ancora essere adottato dal Parlamento nel suo insieme. I negoziati con il Consiglio avranno inizio una volta che ii ministri dell’UE avranno deciso il loro approccio generale sulla legislazione.

 

Contesto

La proposta di regolamento relativa alla nuova procedura comune in materia di protezione internazionale si iscrive in un progetto più ampio che mira a rinnovare il regime d’asilo europeo. La pietra angolare è la revisione del regolamento di Dublino, ma la proposta include anche un aggiornamento della direttiva relativa alle condizioni di accoglienza, un nuovo regolamento sulle condizioni necessarie per la protezione internazionale, il nuovo regolamento EURODAC (identificazione dei richiedenti) e il rafforzamento dell’Ufficio europeo di sostegno per l’asilo (EASO).

Con l’approvazione della proposta in plenaria, il Parlamento avrà definito la sua posizione su tutto il pacchetto “asilo”. I negoziati con il Consiglio sono già iniziati per la maggior parte dei testi ma i deputati attendono l’accordo tra gli Stati membri su una posizione comune per la riforma chiave del regolamento di Dublino.

 

Pubblicato il 27 aprile 2018