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20/04/2015

I deputati votano il piano UE per gli investimenti

Le commissioni Bilanci e Problemi economici e monetari del PE votano oggi, 20 aprile, una relazione comune sull'istituzione del Fondo europeo per gli investimenti strategici (EFSI), elemento chiave del più ampio piano EU da 315 miliardi di euro per superare la scarsità di investimenti causata in Europa dalla crisi. L'iniziativa ambiziosa, lanciata dalla Commissione europea guidata da Jean-Claude Juncker, non dovrebbe implicare oneri finanziari ulteriori da parte dei contribuenti. Scopri di più in questa pagina e segui il voto in diretta alle 16,45.

Lo scopo dell'EFSI - European Fund for Strategic Investments, che dovrà essere portato avanti dalla Banca Europea per gli Investimenti (BEI) è di supportare - con denaro pubblico - progetti economicamente affidabili ma che non sarebbero finanziati da investitori privati, esitanti per via della situazione economica incerta e l'alto rischio di perdite economiche. Il Fondo assumerà parte di questo rischio, incoraggiando così gli investimenti da parte di privati.

Il fondo dovrebbe includere 16 miliardi di euro garantiti dall'Unione europea e ulteriori 5 miliardi dalla BEI. Questo dovrebbe consentire alla Banca europea di emettere bond tre volte superiori a tale importo e utilizzare la liquidità per cofinanziare progetti a fianco di investitori del settore privato, per far sì che ogni euro speso dal fondo attragga ulteriori 15 euro di investimenti da compagnie e autorità pubbliche, portando l'importo finale a 315 miliardi di euro in totale.

"L'effetto moltiplicatore 'per 15' è realistico. Il piano avrà successo se potrà mobilitare investimenti privati, supportare le imprese - in particolare le PMI - e contribuire alla crescita del mercato interno. La sua complementarietà con gli altri programmi ne garantirà il successo", secondo il deputato portoghese José Manuel Fernandes, relatore responsabile per la commissione BUDG.

Secondo il tedesco Udo Bullmann (S&D) membro della commissione ECON, "il piano avrà successo solo se arricchirà la vita quotidiana delle persone: più lavoro e migliore, crescita sostenibile per superare la crisi. Controllo democratico e coinvolgimento del PE nel processo sono imperativi. I progetti selezionati dovrebbero essere quelli con il maggior valore sociale ed economico ma che necessitano di una spinta, specialmente nei settori sotto-finanziati come le infrastrutture, la banda larga e l'efficienza energetica".

Il piano sarà complementare e non rimpiazzerà i programmi già esistenti dell'UE e della BEI.