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27/01/2015

Il Piano Juncker creerà 1,3 milioni di posti di lavoro, dice Katainen ai deputati della commissione affari economici del PE

La Commissione europea calcola che il Piano Juncker per un Fondo europeo strategico per gli investimenti creerà 1,3 milioni di posti di lavoro, ha detto il Commissario per la crescita e l'occupazione Jyrki Katainen in un dibattito con la commissione Affari economici e monetari lunedì.

© European Union 2015 - European Parliament
© European Union 2015 - European Parliament

I deputati hanno espresso preoccupazione quanto ai rischi associati al Fondo, che dovrebbe sfiorare i 315 miliardi di euro in investimenti, al suo possibile impatto sul budget UE, a come verranno selezionati i progetti. Katainen ha difeso l'approccio "ad alto rischio" della CE, sostenendo che c'è sufficiente liquidità sul mercato ma scarsità di investimenti nel settore privato e che, le perdite iniziali e calcolate consentiranno al Fondo di decollare.

La natura dei progetti dovrebbe essere in linea con le politiche dell'UE. Ad esempio si potrebbe investire nello sviluppo di tecnologie nel campo dell'energia solare e delle smart city, in progetti per il mercato unico come le reti digitali, l'unione dei mercati di capitali, e in progetti per contrastare il cambiamento climatico.
La carenza di investimenti è causata da mancanza sia di domanda che di offerta, ha detto Katainen, aggiungendo che "alcuni stati membri non sono sufficientemente competitivi". Alcuni hanno scelto di tagliare la spesa pubblica, con un impatto negativo sugli investimenti europei. "In un mondo ideale, gli investimenti supererebbero gli attuali di 300 miliardi di euro".

La selezione dei progetti sarà a-politica. "La cmmissione di valutatori deciderà in modo indipendente, e il Consiglio Governativo della Banca europea per gli investimenti formalizzerà la decisione. A questo stadio non c'è possibilità di influenzare politicamente la scelta", ha detto Katainen per rassicurare i deputati.

Replicando alle preoccupazioni dei deputati sui "trattamenti di favore" proposti nei limiti del Patto di stabilità e crescita per gli investimenti nazionali attraverso il Fondo, Katainen ha detto che i paesi con un deficit superiore al 3% del PIL potrebbero guadagnare un margine di manovra se i loro governi decidessero in merito alle necessarie riforme strutturali. Non si è spinto a dire che l'approvazione di tali riforme dovrebbe essere anche un pre-requisito.

Rispondendo sul perché la BCE non potrebbe supportare direttamente gli investimenti, il commissario ha fatto riferimento al suo piano di acquisto di titoli garantiti dagli attivi. I prestiti alle PMI possono essere garantiti attraverso questo meccanismo.