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Investire nelle ciclovie per stimolare la crescita del turismo culturale nelle località poco visitate dai flussi turistici tradizionali

Le destinazioni culturali italiane, per poter essere competitive, dovrebbero diversificare quanto più possibile l’offerta, in modo da rispondere alle rinnovate motivazioni/bisogni dei turisti e contestualmente cercare di mantenere e accrescere le proprie risorse in modo da preservarle nel tempo, in un’ottica di sostenibilità economica, sociale e culturale.

Di qui l’esigenza di investire in  “nuovi turismi” che comprendono, oltre all’offerta legata ai beni archeologici e storico-artistici, tematismi quali:
- il turismo enogastronomico
- il turismo della memoria
- il turismo religioso
- il turismo del paesaggio culturale
- il turismo “naturalistico”, che nella sua accezione più ampia, comprende anche: il turismo “verde”, l’ecoturismo, il cicloturismo, il turismo rurale, l’agriturismo.

Si propone quindi una maggiore attenzione del nostro paese nell’investimento nelle ciclovie per poter attirare più cicloturisti per la valorizzazione di siti culturali che sono trascurati dai flussi turistici tradizionali.

Natura e cultura, paesaggio ed esperienza, rimangono, infatti, ancora tra le primarie motivazioni di viaggio. Il cicloturista è in grado di innescare, un meccanismo virtuoso il cui fine è l’accrescimento del benessere economico e socio-culturale della comunità ospitante e, in ultima analisi, anche della sua predisposizione verso l’altro (turista), che sentendosi accolto, avrà una maggiore propensione a tornare nella destinazione.

I vantaggi negli investimenti nel cicloturismo sono molteplici. Questa forma di turismo consente, da un lato, a piccoli territori di far conoscere i propri siti culturali ad un pubblico più vasto, senza però intaccare il territorio con la costruzione di grandi infrastrutture, e dall’altro di attivare una crescita economica basata su piccole imprese artigianali.

Il cicloturismo infatti richiede più la presenza di bed and breakfast e agriturismi, piuttosto che di grandi alberghi e promuove la creazione di piccole attività imprenditoriali quali ciclo officine, negozi specializzati in abbigliamento sportivo, ecc., e anche la necessità di creare nuove figure professionali quali la guida cicloturistica, in grado di coniugare la conoscenza del patrimonio culturale con la propria abilità nel settore dello sport.

Il modello da seguire nella costruzione delle ciclovie potrebbe essere quello della “National Cyclist Network” britannica, che ha consentito al Paese di creare un’unica grande ciclovia che collega tutto il Paese, con risorse nazionali (attraverso una lotteria nazionale), ed europee. Il progetto ha permesso di recuperare strade rurali a bassa intensità di traffico, linee ferroviarie in disuso attraverso un lavoro meticoloso di mappatura e di segnalazione dei percorsi.

L’Italia è fortemente in ritardo in questo settore, nonostante sia notevolmente avvantaggiato rispetto ad altri Paesi europei, grazie alle condizioni meteorologiche, che sono in grado di garantire, specialmente in alcune regioni del sud, bel tempo per gran parte dell’anno.

Claudia Salvi, coordinatrice Europe Direct Roma - FormezPA