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Mare e spiaggia senza plastica? Si può!

Tappi e bottiglie, mozziconi di sigaretta, bastoncini cotonati: sono questi gli oggetti rinvenuti più spesso sulla spiaggia. Dal luglio 2021 gli oggetti in plastica monouso saranno vietati in UE. Spiagge più pulite, vacanze più belle!

Quante volte, da bambini, abbiamo raccolto sulla spiaggia conchiglie, pezzi di legno usurati dal mare, sassolini e vetri colorati? Aiuteremo l’ambiente abituandoci a raccogliere ben altri oggetti durante le nostre passeggiate sul bagnasciuga: parliamo di tappi e bottiglie, mozziconi di sigaretta, cotton-fioc. Sono questi infatti gli oggetti rinvenuti più spesso sulle spiagge europee.

La maggior parte della plastica presente nei nostri mari proviene dalla terraferma. È di plastica l’80-85% dei rifiuti marini sulle spiagge europee; di questi, gli oggetti di plastica monouso rappresentano il 50% e quelli collegati alla pesca il 27% del totale.

Ciò rappresenta una grave minaccia alla biodiversità dei nostri mari e delle nostre coste, e per la salute umana. A causa della sua lenta decomposizione infatti, la plastica si accumula nei mari, negli oceani e sulle spiagge. I suoi residui sono ingeriti dalle specie marine (come tartarughe, foche, balene e uccelli, ma anche dai pesci e dai crostacei) e sono quindi presenti nella catena alimentare umana.

I rifiuti marini costano inoltre all’economia dell’Unione europea, si stima, tra i 259 e i 695 milioni di euro l’anno, interessando in particolare i settori turistico e ricreativo, nonché quello ittico; settori che sono a loro volta fonte di inquinamento da rifiuti marini.

Nel maggio 2018, la Commissione europea ha proposto un progetto legislativo per affrontare il problema dei rifiuti marini in plastica. Il testo ha introdotto una serie di misure riguardanti i 10 oggetti monouso in plastica rinvenuti più frequentemente sulle spiagge europee, così come i residui della pesca, con lo scopo di ridurre il loro impatto sull’ambiente.

Il 27 marzo 2019 il Parlamento europeo ha votato la direttiva in via definitiva. Completata la procedura legislativa, il 5 giugno 2019 si è giunti alla firma dell’atto finale e il 12 giugno 2019 alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea.

Gli Stati membri hanno due anni di tempo (entro il 3/7/2021) per trasporre la nuova direttiva nella legislazione nazionale.

 

Pubblicato il 24 giugno 2019