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Migrazione: il PE richiama a soluzioni comuni fondate sulla solidarietà

In vista del Consiglio europeo del 28-29 giugno a Bruxelles, deputati esortano i leader europei a trovare una soluzione al problema migratorio e sottolineano di essere pronti a iniziare i negoziati sulla riforma delle regole esistenti.

A monte di questa riunione cruciale, nel corso della quale i dirigenti europei discuteranno sul miglior modo di trattare l’afflusso dei migranti e dei richiedenti asilo, i deputati sottolineano che l’Europa ha bisogno di un sistema europeo comune di asilo che rispetti i diritti fondamentali, insieme a migliori controlli alle frontiere e una sicurezza rafforzata.

Il Parlamento ha già adottato la sua posizione su tutti i dossier legislativi legati alla riforma della politica di asilo dell’UE ed è pronto a iniziare i negoziati con i ministri degli stati membri.

Claude Moraes (S&D, UK), presidente della commissione libertà civili, ha dichiarato: “È cruciale che il Consiglio proponga soluzioni globali, umanitarie ed efficaci, al problema della migrazione nel corso di questo summit. Il Parlamento europeo ha fatto il suo lavoro di co-legislatore presentando la sua posizione su Dublino. Con la riforma del sistema europeo comune di asilo, è sul tavolo la soluzione per un approccio dell’UE fondato sulla solidarietà e la condivisione delle responsabilità, e il Consiglio ora deve agire. E se non sarà possibile adottare una decisione all’unanimità, è tempo di decidere a maggioranza”.

"l casi dell’Acquarius e del Lifeline hanno dimostrato ancora una volta l’importanza di un approccio dignitoso e umano da parte dell’Unione europea, e il Consiglio non può più permettersi di bloccare il dossier di Dublino, che è essenziale per andare avanti su questo tema”, ha insistito Moraes precisando che “non sosterremo le soluzioni politiche non percorribili, come i centri di trattamento delocalizzati che mettono vite umane in pericolo. Si tratta di una linea rossa per il Parlamento”.

Cecilia Wilkström (ALDE, SE), relatrice per il PE sulla riforma del regolamento di Dublino ha aggiunto: ”È tempo per il Consiglio di agire e unirsi. Il Parlamento europeo è pronto dallo scorso novembre a iniziare i negoziati sul regolamento. Mi auguro che i governi dell’Unione, nel corso di questo summit, trovino la volontà di mettere da parte le loro differenze di vedute per consentire ai negoziati tra il PE e il Consiglio di avere inizio”.

“Dobbiamo trovare il modo di avanzare, per permettere la creazione di un regime di asilo funzionante, con un adeguato sostegno agli Stati situati in prima linea, la condivisione delle responsabilità e una gestione appropriata delle nostre frontiere esterne. Senza questi negoziati, ci ritroviamo impotenti con il sistema attuale che non funziona e senza poter dare risposte ai cittadini”, ha concluso.

 

Contesto

Il Parlamento ha adottato nel novembre 2017 il suo mandato sulla riforma del regolamento di Dublino, che determina quale Stato membro è responsabile del trattamento di una domanda di asilo, e che è al cuore della riforma globale della politica di asilo dell’UE, ma i negoziati sul testo finale non inizieranno prima che gli Stati membri abbiano adottato una posizione comune.

I deputati hanno richiamato a più riprese il Consiglio a dare dimostrazione di una reale volontà politica a fare avanzare le riforme e mettere fine all’ecatombe nel Mediterraneo.

Il Parlamento e gli Stati membri sono pervenuti ad accordi preliminari su molti altri dossier del pacchetto “asilo”, come il riadattamento della direttiva relativa alle condizioni di accoglienza e il nuovo regolamento relativo alle condizioni che devono essere rispettate dai richiedenti protezione internazionale, o ancora la nuova Agenzia europea per l’asilo, che non potranno essere confermati se non sarà raggiunto un accordo sul regolamento di Dublino.
Progressi significativi sono stati realizzati durante i negoziati sul sistema EURODAC rafforzato e il nuovo quadro dell’Unione per il reinsediamento.

L’aggiornamento del regolamento sulle procedure e della carta blu dell’UE per i lavoratori altamente qualificati sono due altre proposte sulle quali i co-legislatori sperano di raggiungere un accordo prima della fine dell'attuale legislatura.

 

Pubblicato il 28 giugno 2018