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Migrazione nel Mediterraneo: aiuto all’Italia e soluzione a lungo termine

Nel corso di un'audizione della commissione Libertà civili del PE, i deputati hanno chiesto a tutti i paesi UE di contribuire a evitare gli annegamenti di migranti nell'attraversare il Mediterraneo verso l'Italia, e richiamato a una strategia a lungo termine per una migliore gestione delle migrazioni.

L’audizione, organizzata dalla commissione libertà civili mercoledì 12 luglio 2017, si è concentrata sulle operazioni di ricerca e di salvataggio, le relazioni tra i differenti attori (in particolare le marine militari europee, il personale di Frontex e le ONG), la necessità di lottare contro gli scafisti e la cooperazione con le autorità libiche.

Il capitano Sandro Gallinelli della Guardia Costiera italiana, il direttore esecutivo di Frontex Fabrice Leggeri, e i rappresentanti di Medici Senza Frontiere e Human Rights Watch hanno reso partecipe la commissione LIBE delle loro opinioni.

Nel corso del dibattito, la maggior parte dei deputati ha difeso il lavoro delle ONG dalle critiche secondo le quali la loro presenza e gli interventi di salvataggio incoraggerebbero i viaggi a rischio, sostenendo addirittura i trafficanti di esseri umani. Alcuni hanno affermato che sarebbe necessario un codice di condotta per mettere ordine nelle operazioni di ricerca e salvataggio in mare.

Numerosi deputati hanno espresso dubbi riguardo la cooperazione con la Libia, per via dell’instabilità politica del paese e della poca affidabilità delle autorità, nonché del rischio elevato di abusi e violenze verso i migranti riaccompagnati sulle coste libiche.

Infine, la maggior parte dei deputati ha stimato che sarebbe necessaria una soluzione strutturale a lungo termine, attraverso un sistema di asilo efficace basato sulla condivisione equa dell’impegno tra gli Stati membri, combinato a vie legali per la migrazione verso l’Unione europea e a una strategia di lotta alle cause profonde della migrazione condotta nel paese di origine.

Guarda la registrazione dell’audizione
 

Il contesto

L’Italia è nell'UE il principale punto di arrivo per i migranti e i richiedenti asilo dalla chiusura della rotta dei Balcani e l’accordo tra Unione europea e Turchia. Alla data del 18 luglio 2017 - secondo i dati del Ministero dell'Interno italiano - oltre 93.000 persone hanno raggiunto le coste italiane: circa il 17% in più dello stesso periodo nel 2016.  

Stando ai dati dell’Alto Commissariato ONU per i rifugiati, tra il 1° gennaio e il 30 giugno 2.253 persone hanno perso la vita o sono state dichiarate disperse nel tentativo di attraversare il Mediterraneo: la quasi totalità di loro (2.171) sulla rotta verso l’Italia.

In conformità con le due decisioni di rilocalizzazione d’urgenza adottate nel 2015, 34.953 richiedenti asilo, che probabilmente vedranno attribuirsi lo status di rifugiati, dovrebbero essere trasferite dall’Italia verso altri paesi UE. Ciò nonostante, solo 7.615 di essi lo sono stati (dati al 13 luglio 2017).

 

Pubblicato il 19 luglio 2017