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Premio del cittadino: onorare i cittadini europei impegnati

Sono 47 i vincitori del Premio del cittadino europeo 2015 che il Parlamento europeo premierà per il loro contributo alla cooperazione europea e alla promozione dei valori comuni. La lista dei vincitori, provenienti da tutti gli stati membri dell'UE, è stata pubblicata il 3 giugno dopo una consultazione sulle 74 proposte selezionate dalle giurie nazionali.

La medaglia del Premio del cittadino europeo, incisa con l'immagine della plenaria a Strasburgo e con il logo del Parlamento europeo.
La medaglia del Premio del cittadino europeo

La vicepresidente del PE Sylvie Guillaume (S&D, FR), nonché presidente della giuria di premiazione, ha detto che il "Premio del cittadino europeo 2015" intende riconoscere gli sforzi dei cittadini per fornire assistenza sanitaria per i più poveri, gli aiuti alimentari, il salvataggio, la solidarietà, l'educazione, la lotta contro la radicalizzazione e la protezione dei diritti LGBTI (Lesbian, gay, bisexual, transgender and intersex).

Il lavoro quotidiano di questi cittadini è essenziale per la coesione sociale dei nostri paesi.

Le cerimonie di premiazione nazionali (in Italia il 18 settembre a Firenze) saranno seguite da una cerimonia centrale, che si terrà nel mese di ottobre 2015 al Parlamento di Bruxelles.

I vincitori per l'Italia sono quattro: conosciamoli meglio.

Istituto di Medicina Solidale Onlus

L’Istituto si è costituito nel 2003 come Associazione di volontariato non a fini di lucro. Dal 2004 opera in varie aree della periferia romana a favore delle persone socialmente svantaggiate ed escluse dall’assistenza sanitaria. La sua missione è garantire il diritto alla salute per le fasce sociali povere ed emarginate realizzando sportelli socio-sanitari a bassa soglia d’accesso. Il suo obiettivo è contrastare il diffondersi di patologie legate alla povertà, accogliendo chiunque chieda di essere curato senza frapporre ostacoli di natura culturale, politica, etnica e burocratica. L’IMES mira a garantire interventi sanitari efficaci, effettuati da personale sanitario altamente qualificato, e a trovare le risorse necessarie per estendere le sue attività al crescente numero di persone che si rivolgono alle sue cure, per far si che nessuno resti escluso dall’accesso alle stesse. 100.000 visite mediche, 4.000 gravidanze sostenute, 2.000 bambini coinvolti in programmi di sorveglianza pediatrica e igienico-nutrizionale, 3.200 bambini coinvolti in programmi di distribuzione di viveri, 12.000 persone coinvolte in programmi di educazione sanitaria e di offerta attiva di screening per HIV, epatiti e tubercolosi. Il 70% degli assistiti è composto da immigrati (Nord Africa, Africa sub-sahariana, Europa dell’Est, Medio Oriente, Asia, America Centro-Meridionale) e rom; il 30% sono italiani; il 70% degli assistiti sono donne.

Medici con l'Africa - CUAMM

Nata nel 1950, è la prima ONG italiana in campo sanitario e la più grande organizzazione italiana per la promozione e la tutela della salute delle popolazioni africane. Presente in modo capillare sul territorio africano, è stata fin da subito attiva nel contrasto al virus Ebola ed ha garantito il fondamentale diritto alla salute a larga parte della popolazione, con un occhio particolare ai più vulnerabili come mamme e bambini. Il lavoro di Medici con l'Africa non si limita all'assistenza sanitaria: viene infatti svolta anche una funzione educativa in ospedali, scuole e università, favorendo una cultura di solidarietà e cooperazione tra i popoli in un'ottica di perseguimento di pace e giustizia. Le azioni quotidiane di Medici con l'Africa rappresentano un eccezionale esempio di messa in pratica dei valori contenuti nella Carta dei diritti fondamentali dell'Unione. Il premio ha un particolare valore in quest'anno in cui si celebra il decennale dalla morte di Maria Bonino, una delle più celebri e amate volontarie dell'associazione. Maria, pediatra, partì per la prima volta per l'Africa nel 1981, curando giorno e notte i bambini affetti da strane emorragie di sangue. Tra le prime a segnalare il virus di Marburg alle autorità, donò la vita alla sua missione fino alla morte, avvenuta in una clinica di Luanda il 24 Marzo 2005.

Don Michele De Paolis - Associazione Comunità sulla strada di Emmaus

Emmaus nasce nel 1978 da una “Piccola Comunità” di sacerdoti salesiani e un gruppo di giovani della parrocchia Sacro Cuore, in un quartiere degradato della periferia di Foggia. Nel 1984 nasce l’Associazione Comunità sulla Strada di Emmaus Onlus, fra i cui padri fondatori c’è Don Michele De Paolis, nato nel 1921 e scomparso nell’ottobre 2014 dopo 66 anni di sacerdozio e una vita spesa per i più deboli. Don Michele è stato il principale fautore del Progetto "Accoglienza minori stranieri presso il Villaggio Don Bosco" che ha l’obiettivo di accogliere i minori stranieri non accompagnati che arrivano in Italia sfuggendo a situazioni di estrema miseria, guerre e trattamenti persecutori. L’idea del villaggio è di ricercare nuove forme di convivialità come risposte concrete all'isolamento in cui viviamo. Il fatto che le famiglie decidano di condividere un percorso della loro vita per accogliere ragazzi in difficoltà prevede una circolarità dei processi educativi che interroga un’organizzazione familiare sempre più spinta verso l'isolamento. Il villaggio si propone come spazio multietnico, dove sperimentare la scoperta e la valorizzazione della diversità. La nostra società si avvia a divenire convivenza di molteplici etnie e mancano luoghi di reale confronto costruttivo tra culture e modi di vivere diversi. A oggi sono stati accolti ragazzi provenienti da Mali, Pakistan, Bangladesh, Nuova Guinea, Costa d'avorio, Ghana, Nigeria, Senegal, Eritrea, Afghanistan, Egitto e Tunisia.

Gaia Ferrara

Gaia Ferrara nel 2014 ha realizzato "1.200 km in bici per i fantasmi di Portopalo", un percorso nell'Italia del Sud, per chiedere alle Istituzioni il recupero del relitto F-174, affondato a Natale del 1996 al largo di Porto Palo con quasi 300 migranti a bordo. Si tratta di uno dei naufragi passato quasi sotto silenzio: i corpi delle vittime non sono mai stati recuperati. Insieme all’associazione Viandando, di cui è fondatrice e direttrice, porta avanti l'impegno di diffusione di informazioni corrette e di incentivo alla riflessione e al dibattito sulle tematiche connesse al fenomeno migratorio: intende affermare un approccio diverso alla questione dei flussi di persone in viaggio e in arrivo, sempre più numerose, nelle nostre comunità. Unendo la responsabilità civile alla passione del viaggio e della bici, Gaia Ferrara mette al centro le persone che di questo processo sono protagoniste: quelle che partono così come quelle che abitano i luoghi di arrivo. Dal 27 marzo al 7 giugno del 2015 sta realizzando l'iniziativa di #12000 km in bici, per chiedere alle autorità una diversa attenzione verso il fenomeno dell'immigrazione ma soprattutto per chiedere maggiore impegno all’Italia e all’Europa su questo tema, mettendo fine al traffico degli esseri umani da un lato e, dall'altro, occupandosi dell’accoglienza dei migranti nel rispetto dei valori dell'Unione europea.

 

Premio del cittadino europeo

Ogni anno il Parlamento europeo assegna il "Premio del cittadino europeo", un riconoscimento che intende premiare le attività o azioni intraprese da cittadini, gruppi, associazioni o organizzazioni che si sono distinti per l'impegno nel promuovere una migliore comprensione reciproca e una maggiore integrazione tra le popolazioni degli Stati membri, o nell'agevolare la cooperazione transfrontaliera o transnazionale nell'Unione europea.

Ciò può comprendere attività o azioni di cittadini che si siano impegnati nella cooperazione culturale transfrontaliera o transnazionale a lungo termine, contribuendo così a rafforzare uno spirito europeo.
È accordata la preferenza ai progetti connessi all'Anno europeo in corso. Azioni quotidiane che traducono in pratica i valori sanciti nella Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea.

 

Articolo pubblicato il 4 giugno 2015

Il banner del Premio del cittadino europeo - Civi Europaeo Praemium
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