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Premio Sakharov: incontro a Roma con Lorent Saleh

Il Parlamento europeo in Italia organizza un incontro per parlare di diritti umani e libertà di pensiero, al quale sarà presente Lorent Saleh, vincitore del Sakharov 2017 insieme all'Opposizione democratica in Venezuela. A seguire, la cerimonia di assegnazione del Premio per il 2018 in diretta dalla Plenaria di Strasburgo.

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Dopo quattro anni di carcere a Caracas, Lorent Saleh è stato rilasciato dalle autorità venezuelane e si trova attualmente in Europa. Era stato catturato in Colombia ed estradato in Venezuela, dove era ricercato per il suo presunto coinvolgimento in un complotto contro il governo.

Nel 2017 il Parlamento ha conferito il Premio Sacharov all'Opposizione democratica in Venezuela, ovvero all'Assemblea nazionale del paese (rappresentata da Julio Borges) e a tutti i prigionieri politici figuranti nell'elenco del Foro Penal Venezolano e rappresentati da Leopoldo López, Antonio Ledezma, Daniel Ceballos, Yon Goicoechea, Lorent Saleh, Alfredo Ramos e Andrea González.

Dopo la sua testimonianza seguiremo, in diretta streaming dall'aula plenaria di Strasburgo, la cerimonia di consegna del Premio Sakharov 2018 vinto quest'anno dal regista ucraino Oleg Sentsov.

Come Saleh lo scorso anno e molti altri vincitori negli anni passati, anche Sentsov non sarà presente a Strasburgo per ricevere il premio perché condannato a 20 anni di reclusione, che sta scontando con l'accusa di aver progettato atti terroristici contro il dominio "de facto" della Russia in Crimea.

Nel maggio 2018 Sentsov ha iniziato uno sciopero della fame. Nel mese di giugno il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione sulla Russia, in cui chiede che le autorità russe liberino immediatamente e senza riserve il regista e tutti gli altri cittadini ucraini illegalmente detenuti in Russia e nella penisola di Crimea.

L'iniziativa vedrà la partecipazione di associazioni e organizzazioni della società civile, studenti, insegnanti e, in generale, la cittadinanza.

 

Dove e quando

Auditorium | Palazzo delle Esposizioni
Via Nazionale, 194 | ROMA

Mercoledì 12 dicembre 2018
dalle ore 11,00 alle 13,00

Per partecipare è necessario registrarsi scrivendo a
epitalia@europarl.europa.eu


Per ulteriori informazioni: tel. 06 699501

 

Il Premio Sakharov per la libertà di pensiero

Il Premio, istituito con una risoluzione del Parlamento europeo approvata nel dicembre 1985, è intitolato allo scienziato sovietico, dissidente e vincitore del premio Nobel per la pace, Andrej Sacharov.

La figura di Sacharov fu scelta perché egli era "un cittadino europeo che era la personificazione della libertà di pensiero e di espressione e che aveva deciso, in nome dei suoi principi e seguendo la sua coscienza, di rinunciare a tutti i vantaggi materiali e a tuttti gli onori che aveva a disposizione", come affermato dal relatore dell'iniziativa Jean-Francois Deniau.

Sacharov, da parte sua, accettò che un premio alla libertà di pensiero portasse il suo nome come un apprezzamento importante del suo lavoro in favore dei diritti umani.

Il Parlamento europeo attribuisce alla fine di ogni anno il Premio (dell'importo di 50.000 euro) durante una seduta solenne a Strasburgo nel mese di dicembre. Sono molti i gruppi, organizzazioni e personalità eccezionali, insigniti del premio a partire dalla prima edizione nel 1988, quando venne vinto da Nelson Mandela e Anatolij Marčenko (postumo).

Il premio viene conferito a riconoscimento dell'impegno profuso da singoli individui od organizzazioni nella difesa dei diritti umani e delle libertà fondamentali, in particolare il diritto alla libertà di espressione, nella tutela dei diritti delle minoranze, nel rispetto del diritto internazionale, nello sviluppo della democrazia e dello Stato di diritto.

 

Il Parlamento europeo sostiene i diritti umani

Diverse commissioni del Parlamento europeo si occupano delle questioni connesse con la difesa dei diritti umani.

La sottocommissione per i diritti dell'uomo (DROI) elabora relazioni e risoluzioni che vengono approvate dalla commissione per gli affari esteri (AFET). Le commissioni DROI e AFET difendono i diritti umani al di fuori dell'Unione europea e promuovono la campagna contro la pena di morte, la tortura e l'impunità con il sostegno di altri attori chiave del Parlamento.

La situazione attuale dei diritti umani nel mondo è oggetto di relazioni e studi pubblicati periodicamente e messi a disposizione del pubblico.