skip to content

Cookie policy del Parlamento Europeo Ufficio D'informazione in Italia

Utilizziamo i cookie sul nostro sito per migliorare l'esperienza dell'utente. I cookie non vengono utilizzati per trattare dati personali, ma al fine delle statistiche tramite Google Analytics. Per saperne di più e per scoprire come disattivare i cookies sul vostro computer puoi visitare www.aboutcookies.org.

Continua
 
 
 

Prevenzione e lotta alla violenza sulle donne: se ne parla a Strasburgo

In discussione lunedì e al voto martedì 12 settembre in Plenaria, la proposta di adesione alla convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, cosiddetta Convenzione di Istanbul. Scopri di più.

 .

La commissione Libertà civili, giustizia e affari interni insieme alla commissioni Diritti della donna e uguaglianza di genere ha adottato la relazione interlocutoria di Anna Maria Corazza Bildt (PPE, SE) e Christine Revault d'Allonnes Bonnefoy (S&D, FR) sulla proposta di decisione del Consiglio relativa alla conclusione da parte dell'Unione europea della convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica.

La richiesta alla Presidenza estone è quella di accelerare la ratifica da parte dell’UE della Convenzione di Istanbul, sottolineando che l’adesione a tale convenzione garantirà la messa in essere di un quadro giuridico e coerente in Europa per prevenire e combattere la violenza nei confronti delle donne e la violenza di genere.

Nell’accogliere positivamente la firma dell’adesione UE alla Convenzione, avvenuta il 13 giugno 2017, i deputati hanno deplorato la limitazione a due ambiti - ossia le questioni connesse alla cooperazione giudiziaria in materia penale e quelle legate all'asilo e al non respingimento - che solleva incertezze giuridiche sulla portata dell'adesione dell'UE, nonché preoccupazioni riguardanti l'attuazione della convenzione.

La relazione invita il Consiglio, la Commissione e gli Stati membri a tenere conto di una serie di raccomandazioni tra cui:

  • aprire un dialogo con il Consiglio e gli Stati membri, in cooperazione con il Consiglio d’Europa, per sciogliere le riserve, le obiezioni e le inquietudini espresse sulla convenzione da alcuni Stati membri;
  • tenere informato il Parlamento europeo di tutte le tappe negoziali e vegliare perché esso venga associato al monitoraggio e alla messa in atto della Convenzione;
  • vegliare affinché gli Stati membri assicurino l’applicazione corretta della Convenzione e dedichino mezzi sufficienti alla prevenzione e alla lotta contro la violenza nei confronti delle donne ;
  • elaborare una strategia globale dell’Unione per la lotta contro la violenza verso le donne e la violenza di genere;
  • designare un coordinatore dell’Unione che abbia il compito di rappresentare l’UE al Comitato delle Parti del Consiglio d’Europa una volta ratificata la Convenzione di Istanbul;
  • elaborare linee guida pratiche e strategie per l’applicazione della Convenzione;
  • prendere le misure necessarie conformemente agli articoli 60 e 61 della Convenzione in materia di migrazione e asilo, tenuto conto che le donne migranti e richiedenti asilo hanno il diritto di vivere al riparo dalla violenza.

I deputati hanno altresì invitato la Commissione a presentare un atto giuridico destinato a sostenere gli Stati membri nella loro azione di prevenzione ed eliminazione di tutte le forme di violenza verso le donne, e a creare un osservatorio europeo sulla violenza di genere.

Da parte sua, il Consiglio dovrebbe attivare la clausola passerella, adottando all’unanimità una decisione che definisca la violenza nei confronti delle donne e delle ragazze come uno degli ambiti della criminalità enumerati all’articolo 83, paragrafo 1, del Trattato sul Funzionamento dell’Unione europea.

 

Pubblicato venerdì 8 settembre 2017