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06/12/2013

ReACT4Trade - Il Parlamento europeo e la globalizzazione dei mercati

Si è tenuto a Napoli il 29/11 al Maschio Angioino React4Trade, la tappa napoletana della campagna “Agire. ReAgire. Decidere”, organizzata dal Parlamento europeo in vista delle elezioni del maggio 2014. Alla presenza di Luigi de Magistris, sindaco della città, degli eurodeputati Andrea Cozzolino, Erminia Mazzoni, Gianni Pittella, dell’Assessore Enrico Panini, di Adriano Giannola, Valentina Grado, Massimo Marrelli, Guglielmo Trupiano e Maurizio Maddaloni, Presidente della Camera di Commercio di Napoli, coordinati da Carmine Festa del Corriere del Mezzogiorno, si sono analizzate a fondo le politiche commerciali espresse dall’Unione europea in difesa delle aziende.

Erminia Mazzoni ha parlato dell'importanza degli appuntamenti informativi organizzati sul territorio. Sul tema dell'incontro, la sua opinione è che si debba rilanciare il sud d'Europa in una logica euro-mediterranea, e che non debbano essere costruite barriere ma fatti investimenti "positivi". Sugli accordi commerciali con paesi nei quali c'è scarso rispetto dei diritti fondamentali delle persone, a suo avviso non si deve arretrare su un tema che può diventare occasione per far crescere gli altri paesi colmandone le carenze (di istruzione, formazione, etc.). Questo deve valere anche a livello europeo, non solo globale, e gli Stati membri su questo devono essere allineati: dunque, ad esempio, non si deve delocalizzare una produzione da un paese UE a un altro paese UE dove il costo della mano d'opera è inferiore.

La Presidente della Commissione petizioni del PE ha voluto ricordare l’importanza del movimento popolare che ha portato alla presentazione di una petizione di circa 3 milioni di firme contro l'accordo ACTA (Anti Counterfeiting Trade Agreement) tra UE e USA-Svizzera-Marocco e molti altri Paesi. Petizione che poi ha portato al voto contrario del Parlamento europeo e quindi al rifiuto dell’accordo.
L'Europarlamento ha scelto di recepire e fare propria la preoccupazione espressa da milioni di cittadini in merito a un'eccessiva restrizione alla libertà di espressione, soprattutto su internet, dovuta al carattere fortemente condizionante delle norme contenute nell'accordo.

Importanti risvolti sulle imprese, anche medio piccole, dei Paesi UE hanno anche gli accordi bilaterali di libero scambio (ALS). I benefici di tali accordi sono notevoli. I dazi medi imposti sulle esportazioni dell'Unione, infatti, dovrebbero ridursi del 50% circa. Si prevede, inoltre, che gli accordi di libero scambio contribuiranno alla crescita economica dell'UE nella misura di un ulteriore 2,2% del PIL dell'Unione. Non di meno, una grossa discussione si è avuta di recente nel caso degli accordi UE-Marocco in materia di pesca e agricoltura, su cui i deputati italiani hanno espresso voto contrario all'accordo, che tuttavia è stato approvato.

"L'Unione Europea ha fatto molto ma ancora molto c'è da fare", ha detto Gianni Pittella, Vicepresidente del Parlamento europeo. "È necessario che si superino le barriere nazionali e che alcune tematiche di ampia importanza come la politica estera e quella commerciale vengano poste sotto una direzione strategica unica a livello europeo. Si sente inoltre il bisogno di un vero ministro degli esteri che si ponga come portavoce di una politica estera comunitaria, a difesa delle imprese nazionali all'estero e del made in".

Dunque, secondo Pittella, bisogna fermare la competizione sleale subita dalle imprese europee, armonizzare i mercati e istituire una governance economica europea; è necessario inoltre cedere sovranità nazionale in nome dell'interesse comune, e lavorare perché l'Europa diventi un vero attore politico.
L'Unione Europea, infatti, ha una competenza esclusiva in materia di accordi commerciali e adotta una politica commerciale comune ai sensi degli articoli 3 e 207 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE).

A seguito dell'entrata in vigore del Trattato di Lisbona (2009), inoltre, il Parlamento europeo ha acquisito un importante ruolo nella negoziazione degli accordi commerciali internazionali.  

A conferma di questo incremento di potere negoziale, il Parlamento europeo ha deliberato, il 25 aprile di quest'anno, sugli accordi TTIP (Transatlantic Trade and Investment Partnership) tra Stati Uniti e Unione Europea che riguardavano la rimozione delle barriere doganali e dei dazi in numerosi settori tra cui appalti e proprietà intellettuale. Un grande movimento di cittadini e rappresentanti della cultura si sono schierati con una petizione che chiede l'esclusione del settore culturale dai TTIP: il secondo round dei negoziati è previsto entro la fine del 2013.

Il Sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, ha voluto salutare l’iniziativa tributando il proprio plauso al Parlamento europeo - di cui è stato membro dal 2009 al 2011 - per il quale auspica sempre maggiori poteri quale assemblea democraticamente eletta dai cittadini. "Credo fortemente nelle potenzialità del Parlamento europeo - ha detto de Magistris - e da questa istituzione ho imparato la grande attenzione nella valorizzazione dei diritti civili e nel rafforzamento del concetto di unità nella diversità".
Dichiara che è ora di chiudere la pagina che vede il Sud incapace di spendere i soldi che gli spettano e auspica che il prossimo PE rimetta al centro del suo lavoro le persone.

Enrico Panini, Assessore al lavoro e attività produttive del Comune di Napoli, si è concentrato sulla necessità di valorizzare e proteggere, attraverso il prodotto - anche alimentare - i singoli artigiani e produttori. Con il progetto "Emozione Napoli" al città intende ingaggiare una lotta alla contraffazione, che alimenta una rete di criminalità, sottosviluppo e lavoro nero nonché sottopagato.

Andrea Cozzolino ha invece posto l’attenzione sulla necessità di superare gli attuali 26 accordi bilaterali specifici che ad oggi regolamentano i rapporti commerciali tra UE e Cina con un unico accordo commerciale globale.
Ha inoltre evidenziato come in fase di stesura del presente accordo sia stato richiesto da tutti gli europarlamentari il rispetto delle clausole sociali e ambientali e il mantenimento di un’alta l’attenzione per evitare possibile sfruttamento del lavoro minorile e del lavoro forzato dei detenuti.

Secondo Cozzolino c'è bisogno di ricostruire un "interesse europeo" e l'UE non deve essere solo un'area di consumo. La produzione in mercati dove il costo del lavoro è molto inferiore fa sì che sia possibile acquistare nei paesi UE prodotti a basso costo. L'acquisto di tali prodotti corrisponde alla perdita di posti di lavoro, alla chiusura di industrie, alla morte di interi settori produttivi. Si deve quindi rimettere al centro della discussione la crescita del lavoro in UE e tutelare le nostre produzioni. Inoltre, gli interessi degli stati nord-europei (che sono soprattutto importatori) sono diversi da quelli dei paesi del centro/sud Europa (maggiormente produttori): ciascuno rivendica i propri e questo provoca uno scontro all'interno del PE.

Si è parlato anche del ruolo nuovo che le autonomie locali assumeranno nella gestione dei fondi comunitari per la prossima programmazione.