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04/02/2015

Settimana parlamentare europea: la governance economica tra austerità e crescita

I tagli di bilancio negli Stati membri dell'UE dovrebbero riuscire a mantenere le finanze pubbliche in ordine, ma è proprio la mancanza di investimenti che ostacola la crescita. Questo è ciò che la Commissione europea spiega nella sua analisi annuale della crescita. La sua pubblicazione in dicembre 2014 ha dato il via ad un processo di definizione degli obiettivi di politica economica per il semestre europeo. Iniziati ieri gli incontri tra eurodeputati e deputati nazionali.

La settimana parlamentare europea è un incontro annuale che ha l'obiettivo di fornire un input parlamentare al dibattito sulle priorità economiche dell'UE per il 2015.

I parlamentari, tra i quali il presidente Martin Schulz e il Vicepresidente Olli Rehn, si concentreranno su un pacchetto di investimenti annunciato dalla Commissione che mira a stimolare la crescita e creare nuovi posti di lavoro. Discuteranno anche la creazione di una dimensione sociale dell'Unione economica e monetaria.

Dato che il semestre europeo può richiedere dei tagli di bilancio in settori sensibili come la sanità e gli investimenti pubblici, nonché una riforma delle pensioni, il Parlamento ha insistito a più riprese affinché il processo abbia una maggiore legittimità democratica.

Critiche da parte di alcuni al processo decisionale non abbastanza democratico: per esempio le regole esistenti prevedono che i governi mandino i loro bilanci per l'approvazione alla Commissione prima di farli votare al Parlamento.

Dopo che gli Stati membri avranno presentato il loro budget e la loro politica economica alla Commissione, quest'ultima, nel mese di giugno, ha inviato le raccomandazioni specifiche per ogni paese definendo ciò che i governi devono fare per rispettare i limiti del debito UE e le esigenze di riforme strutturali. Il Consiglio dell'Unione europea si pronuncerà successivamente sulle raccomandazioni, dando tempo fino alla fine dell'anno di attuarle i loro bilanci.

A complicare ulteriormente le cose è il divario tra coloro che sostengono le politiche di austerità e di coloro che imputano la crescita debole e l'aumento della disoccupazione ai tagli della spesa pubblica.