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Tolleranza zero per le mutilazioni genitali femminili

La Commissione e gli Stati membri devono intensificare i loro sforzi per sradicare la pratica delle mutilazioni genitali femminili: è quanto affermano i deputati nella risoluzione votata mercoledì a Strasburgo.

Dopo il dibattito nella plenaria di martedì 6 febbraio, Giornata internazionale della tolleranza zero alle mutilazioni genitali femminili (MGF), i deputati hanno adottato una risoluzione che richiama la Commissione e gli Stati membri a includere misure di prevenzione alle mutilazioni genitali femminili in tutte le aree politiche - incluse salute, lavori sociali, educazione, giustizia – a facilitare la cooperazione intersettoriale, aiutare la costruzione di ponti tra le organizzazioni che operano sul territorio e a garantire un’ampia azione preventiva nei campi profughi.

I deputati hanno anche fatto notare che, nonostante in tutti gli Stati membri la legge protegga le donne dalle MGF, solo pochissimi casi sono trattati nei tribunali. Sono particolarmente necessari programmi di formazione per quanti sono responsabili di individuare, investigare e perseguire i casi di MGF.

I deputati hanno infine esortato gli Stati membri che non hanno ancora ratificato la Convenzione di Istanbul sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, devono farlo senza indugio in modo che gli impegni dell’UE siano conformi alle norme internazionali che promuovono un approccio integrato per mettere termine alla violenza contro le donne e alle MGF.

La risoluzione è stata approvata per alzata di mano.

 

Da sapere

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, almeno 200 milioni di donne e ragazze nel mondo vivono attualmente le pericolose conseguenze delle mutilazioni genitali. Si stima che almeno 500.000 donne residenti in UE le abbiano subite e che altre 180.000 ragazze e donne siano a rischio di subirne.

Le mutilazioni genitali femminili sono interventi che includono l’ablazione parziale o totale dei genitali esterni della donna o altre lesioni agli organi genitali praticate per ragioni non mediche. Sono riconosciute a livello internazionale come una violazione dei diritti fondamentali delle donne e delle ragazze.

Gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’ONU richiamano all’eradicazione delle MGF entro il 2030 (obiettivo 5 relativo all’uguaglianza tra i sessi).

 

Pubblicato l'8 febbraio 2018