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21/01/2015

Uguaglianza di genere significa uguaglianza di diritti e di accessibilità

Ogni anno la commissione parlamentare per i Diritti della donna prepara una relazione per valutare i progressi compiuti in materia di parità tra donne e uomini. Ieri la commissione FEMM ha approvato la relazione sulla parità di genere nel 2013 elaborata dal deputato belga di centro sinistra Marc Tarabella.

© European Union 2013 - European Parliament
© European Union 2013 - European Parliament

Secondo il relatore, una reale uguaglianza di genere è il presupposto per il ritorno alla crescita. Nell'elaborazione delle loro politiche e procedure di bilancio, agli Stati si raccomanda di tenere conto della prospettiva di genere.

Parlando di occupazione, in termini di riduzione del divario tra gli stipendi, livello occupazionale e qualità degli impieghi, il progresso fatto dall'UE è troppo lento.

26 paesi su 28 devono rispondere agli interrogativi espressi dalla CE sulla conformità delle legislazioni nazionali alla direttiva 2006/54/CE sull'attuazione dei principi di parità di genere in materia di occupazione e impiego. Secondo uno studio dell'OCSE del 2012, una reale parità sul mercato del lavoro garantirebbe un aumento del 12% del PIL.

Il relatore chiede al Consiglio di prendere posizione sulla distribuzione degli incarichi esecutivi nelle società quotate in borsa, perché la direttiva possa proseguire il suo percorso legislativo.
La relazione deplora inoltre il blocco della direttiva sul congedo di maternità da parte deo Consiglio, e sottolinea l'importanza di promuovere misure volte a valorizzare la partecipazione di entrambi i genitori alla vita familiare.

Altra questione importante è la povertà: le categorie particolarmente a rischio sono le donne anziane e le ragazze madri. La conseguenza del divario retributivo di genere si riperquote sulle pensioni: quelle delle donne sono inferiori del 39% a quelle degli uomini e in Europa più di un terzo delle donne anziane non percepisce alcuna pensione. I sistemi di sicurezza sociale dovrebbero contribuire maggiormente a ridurre i rischi di povertà anche delle famiglie monoparentali tenendo conto che il 91% si genitori singoli è donna.

Tarabella indica l'eliminazione della violenza contro le donne come una priorità, e una sfida per la società. La CE dovrebbe incoraggiare le ratifiche nazionali e avviare la procedura di adesione dell'UE alla Convenzione di Istambul.

Il Parlamento europeo insiste sul fatto che le donne debbano avere il controllo dei loro diritti sessuali e riproduttivi, e sostiene tutte le azioni necessarie a migliorare l'accesso ai servizi disponibili e all'informazione sui tali diritti. Un invito è rivolto agli Stati membri e alla Commissione perché mettano in atto misure volte a sensibilizzare gli uomini alle loro responsabilità in materia sessuale e riproduttiva.