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Una delegazione del PE incontra le autorità italiane e visita il Quartier generale dell'Operazione Sophia

Una delegazione della sottocommissione Sicurezza e difesa (SEDE) del Parlamento europeo sarà a Roma dall'8 al 10 febbraio 2016 per una serie di incontri con i responsabili dei dicasteri Interno e Difesa, del Dipartimento per le Politiche europee e del Parlamento italiano. I deputati visiteranno anche il Quartier Generale Europeo Italiano dell'operazione EUNAVFOR MED - Sophia, voluta per combattere il traffico di esseri umani nel Mediterraneo e prevenire le morti in mare.

I deputati europei incontreranno Sandro Gozi, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio con delega alle Politiche europee, il ministro dell'Interno Angelino Alfano, il sottosegretario alla Difesa Domenico Rossi, e i deputati delle commissioni Affari esteri e Difesa della Camera e del Senato della Repubblica.

Un incontro è previsto con due rappresentanti dello IAI, Istituto Affari Internazionali, presso la sede dell'Ufficio d'Informazione del Parlamento europeo in Italia.

La delegazione di europarlamentari intende discutere delle operazioni UE volte a contrastare le migrazioni irregolari, interrompere il traffico di esseri umani nel Mediterraneo e ridurre le perdite di vite umane in mare.

In questo contesto si inserisce la visita al Quartier Generale dell'Operazione EUNAVFOR MED, l'operazione militare dell'Unione europea nel Mediterraneo centromeridionale. L'operazione, a guida italiana e al comando della quale è stato nominato l'ammiraglio di divisione Enrico Credendino, è stata approvata dal Consiglio europeo il 18 maggio 2015 e lanciata nel successivo mese di giugno.

L'operazione è stata in un secondo tempo battezzata EUNAVFOR MED, operazione Sophia, dal nome dato alla bambina nata a bordo di una nave dell'operazione nell'agosto 2015, dopo il salvataggio della madre al largo delle coste libiche. Al momento vi contribuiscono 22 Stati membri: Belgio, Bulgaria, Cipro, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Repubblica Ceca, Regno Unito, Romania, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria.

 

Articolo pubblicato il 4 febbraio 2016