Anno europeo delle lingue 2001

Con decisione del Parlamento europeo e del Consiglio dell'Unione europea dell'8 giugno 20001 è stato concordato di organizzare l'Anno europeo delle lingue 2001. Una campagna d'informazione paneuropea è prevista allo scopo di aumentare la consapevolezza circa il patrimonio rappresentato dalla diversità linguistica in Europa e la necessità di un apprendimento delle lingue lungo tutto l'arco della vita. Verranno altresì fornite informazioni sui metodi di apprendimento delle lingue.

La diversità linguistica rappresenta un elemento fondamentale del patrimonio culturale europeo e sarà così anche in futuro. Comprendere la diversità è un requisito preliminare per la costruzione di un'Europa in cui tutti i cittadini abbiano lo stesso status e gli stessi diritti, anche per quanto riguarda le rispettive lingue.

Promuovere la conoscenza delle lingue europee diverse dalla lingua madre è un modo di sviluppare proficui contatti politici, economici e personali tra le persone appartenenti a gruppi linguistici diversi, favorisce la comprensione interculturale e contribuisce a debellare xenofobia, razzismo e intolleranza. Parlare altre lingue oltre alla lingua madre offre maggiori opportunità personali e professionali e un reale accesso ai diritti concessi dall'Unione europea, in particolare il diritto di vivere e lavorare in qualsiasi posto della UE.

Gli Stati membri europei hanno messo in rilievo l'obiettivo di migliorare e diversificare l'apprendimento delle lingue, in particolare, il Consiglio ha segnalato in recenti risoluzioni2 che in generale gli scolari devono avere la possibilità di apprendere una o più lingue oltre alla propria lingua madre, iniziando da un'età precoce.

L'Unione europea ha anche sostenuto e promosso per molti anni l'importanza dell'apprendimento delle lingue, ad esempio mediante i programmi comunitari Lingua, Socrates e Leonardo da Vinci.

L'Anno europeo delle lingue 2001 differisce tuttavia da questi programmi in materia di istruzione e formazione per il fatto di essere destinato al pubblico generale, mentre i programmi esistenti tendono a indirizzarsi a persone già coinvolte nell'apprendimento o nell'insegnamento delle lingue.

Le attività e le misure previste durante l'Anno europeo delle lingue comprendono:

  • un'apposita pagina web
  • materiale stampato: poster, pieghevoli, opuscoli e una "Guida per studenti di lingue straniere"
  • mostre e eventi
  • giornate aperte negli istituti di lingue
  • gare europee
  • una Giornata europea delle lingue
  • una settimana dedicata agli adulti che studiano lingue straniere
  • copertura TV, radio e stampa.

I progetti devono riguardare una delle seguenti lingue:

  • le undici lingue ufficiali dell'Unione europea (danese, tedesco, greco, inglese, spagnolo, francese, italiano, olandese, portoghese, finlandese e svedese)
  • irlandese e lussemburghese
  • islandese e norvegese (lingue degli Stati membri dello Spazio Economico Europeo)
  • qualsiasi altra lingua - comprese le lingue regionali e minoritarie e le lingue gestuali - che gli Stati membri dell'Unione europea designano come ammissibili.

È in parte grazie al Parlamento europeo che questo programma ha potuto essere preparato per tempo. Esso ha sollecitato riunioni informali insieme alla Commissione e al Consiglio per concordare un testo di compromesso che consentisse di evitare una seconda lettura della proposta, il che ha permesso di adottare la decisione che già nel giugno 2000 ha istituito l'Anno europeo delle lingue.

Direzione generale degli studi
Divisione degli affari sociali, giuridici e culturali

7 luglio 2000


1 Decisione del Parlamento europeo e del Consiglio dell'8 giugno 2000 (GU …)
2 Risoluzione del Consiglio del 15 marzo 1995 (GU C 207/95).
   Risoluzione del Consiglio del 16 dicembre 1997 (GU C 1/98).