Marco ZANNI : Written explanations of vote 

Members can submit a written explanation of their vote in plenary. Rule 183

Exposures in the form of covered bonds (A8-0384/2018 - Bernd Lucke) IT  
 

Si tratta della proposta, comprendente un regolamento e una direttiva, con cui si vogliono stabilire i requisiti minimi di armonizzazione, che tutte le obbligazioni garantite (covered bonds) in Europa dovranno rispettare, allo scopo di rafforzarne l'uso, come fonte di finanziamento stabile e conveniente, sotto il profilo dei costi per le banche, specialmente laddove i mercati sono meno sviluppati, offrendo quindi anche agli investitori una gamma di opportunità di investimento più ampia e considerata più sicura.
Tuttavia, ritengo sempre piuttosto problematico, accelerare verso qualsiasi armonizzazione a livello UE, soprattutto in un settore che ha finora funzionato bene a livello nazionale. Inoltre, questi strumenti sono ancora allineati a livello locale, alle procedure di insolvenza e, nel caso, a quelle sui mutui ipotecari e la legge sulla proprietà, che variano da Paese a Paese.
È per questo, che mi sono astenuto su entrambe le relazioni, come scelta più equilibrata, considerando anche che si tratta di misure anche potenzialmente utili, ma intese in ogni caso a rafforzare l'Unione dei mercati dei capitali, emblema di una sempre più massiccia finanziarizzazione dell'economia, con scarsi benefici sull'economia reale e le PMI.

Covered bonds and covered bond public supervision (A8-0390/2018 - Bernd Lucke) IT  
 

Si tratta della proposta, comprendente un regolamento e una direttiva, con cui si vogliono stabilire i requisiti minimi di armonizzazione che tutte le obbligazioni garantite (covered bonds) in Europa, dovranno rispettare, allo scopo di rafforzarne l'uso, come fonte di finanziamento stabile e conveniente sotto il profilo dei costi per le banche, specialmente laddove i mercati sono meno sviluppati, offrendo quindi anche agli investitori una gamma di opportunità di investimento più ampia e considerata più sicura.
Tuttavia, ritengo sempre piuttosto problematico accelerare verso qualsiasi armonizzazione a livello UE, soprattutto in un settore che ha finora funzionato bene a livello nazionale. Inoltre, questi strumenti sono ancora allineati a livello locale alle procedure di insolvenza e, nel caso, a quelle sui mutui ipotecari e la legge sulla proprietà, che variano da Paese a Paese.
È per questo, che mi sono astenuto su entrambe le relazioni come scelta più equilibrata, considerando che si tratta di misure anche potenzialmente utili, ma intese in ogni caso a rafforzare l'Unione dei mercati dei capitali, emblema di una sempre più massiccia finanziarizzazione dell'economia, con scarsi benefici sull'economia reale e le PMI.

Capital Requirements (Regulation) (A8-0242/2018 - Peter Simon) IT  
 

Le proposte del cosiddetto pacchetto bancario per la riduzione dei rischi mirano ad attuare le riforme concordate a livello internazionale per rafforzare il settore bancario, soprattutto a seguito della crisi finanziaria del 2007-2008.
Per quanto riguarda nello specifico CRR II e CRD V vi sono alcune misure che sono state accolte e che migliorano la proposta iniziale della Commissione come, ad esempio, la riduzione degli assorbimenti di capitale per la cessione del quinto dello stipendio, la sterilizzazione in termini di capitale di vigilanza degli impatti delle cessioni di NPL, la conferma e l'estensione dell'ambito di applicazione del fattore di sostegno alle PMI.
Permangono tuttavia molte criticità che avranno un considerevole impatto sul sistema bancario italiano, visto che le nostre banche dovranno accantonare nei prossimi anni livelli sempre più alti di capitale e aumenteranno i costi di raccolta.
Inoltre si è cercato di ridurre il pericolo di crisi nel settore bancario senza fare nessun passo avanti verso una vera condivisione dei rischi.
Si persevera nel voler intervenire sulle conseguenze della crisi del 2008 senza però approfondire e intervenire sulle cause che l'hanno scatenata.
Ho scelto quindi di astenermi sulle due relazioni sui requisiti patrimoniali delle banche.

Capital Requirements (Directive) (A8-0243/2018 - Peter Simon) IT  
 

Le proposte del cosiddetto pacchetto bancario per la riduzione dei rischi mirano ad attuare le riforme concordate a livello internazionale per rafforzare il settore bancario, soprattutto a seguito della crisi finanziaria del 2007-2008.
Per quanto riguarda nello specifico CRR II e CRD V vi sono alcune misure che sono state accolte e che migliorano la proposta iniziale della Commissione come, ad esempio, la riduzione degli assorbimenti di capitale per la cessione del quinto dello stipendio, la sterilizzazione in termini di capitale di vigilanza degli impatti delle cessioni di NPL, la conferma e l'estensione dell'ambito di applicazione del fattore di sostegno alle PMI.
Permangono tuttavia molte criticità che avranno un considerevole impatto sul sistema bancario italiano, visto che le nostre banche dovranno accantonare nei prossimi anni livelli sempre più alti di capitale e aumenteranno i costi di raccolta.
Inoltre si è cercato di ridurre il pericolo di crisi nel settore bancario senza fare nessun passo avanti verso una vera condivisione dei rischi.
Si persevera nel voler intervenire sulle conseguenze della crisi del 2008 senza però approfondire e intervenire sulle cause che l'hanno scatenata.
Ho scelto quindi di astenermi sulle due relazioni sui requisiti patrimoniali delle banche.

Loss-absorbing and recapitalisation capacity for credit institutions and investment firms (Regulation) (A8-0216/2018 - Gunnar Hökmark) IT  
 

Tra le misure fondamentali convenute per ridurre il rischio nel sistema bancario le proposte del cosiddetto pacchetto bancario rafforzano il quadro per la risoluzione delle banche.
Si chiede agli enti a rilevanza sistemica a livello globale (G-SII) una maggiore capacità di assorbimento delle perdite e di ricapitalizzazione, stabilendo i requisiti in materia di importo e qualità di fondi propri e passività ammissibili (MREL) necessari per garantire un processo di bail-in efficace e ordinato. Si prevedono inoltre salvaguardie provvisorie e ulteriori azioni possibili per le autorità di risoluzione.
Per quanto concerne nello specifico le modifiche alla direttiva sul risanamento e la risoluzione delle banche (BRRD) e al regolamento sul meccanismo di risoluzione unico (SRMR) permangono ancora molte criticità che avranno un considerevole impatto sul sistema bancario italiano.
Le nostre banche dovranno infatti accantonare nei prossimi anni livelli sempre più alti di capitale e nuovi requisiti per l'assorbimento delle perdite ai fini del bail-in. È previsto anche il blocco temporaneo dei depositi protetti in caso di risoluzione.
Ho quindi espresso un voto negativo sulle due relazioni sul risanamento e la risoluzione delle banche in difficoltà.

Loss-absorbing and recapitalisation capacity of credit institutions and investment firms (Directive) (A8-0218/2018 - Gunnar Hökmark) IT  
 

Tra le misure fondamentali convenute per ridurre il rischio nel sistema bancario le proposte del cosiddetto pacchetto bancario rafforzano il quadro per la risoluzione delle banche.
Si chiede agli enti a rilevanza sistemica a livello globale ('G-SII') una maggiore capacità di assorbimento delle perdite e di ricapitalizzazione, stabilendo i requisiti in materia di importo e qualità di fondi propri e passività ammissibili (MREL) necessari per garantire un processo di bail in efficace e ordinato. Si prevedono inoltre salvaguardie provvisorie e ulteriori azioni possibili per le autorità di risoluzione.
Per quanto concerne nello specifico le modifiche alla direttiva sul risanamento e la risoluzione delle banche (BRRD) e al regolamento sul meccanismo di risoluzione unico (SRMR), permangono ancora molte criticità che avranno un considerevole impatto sul sistema bancario italiano.
Le nostre banche dovranno infatti accantonare nei prossimi anni livelli sempre più alti di capitale e nuovi requisiti per l'assorbimento delle perdite ai fini del bail in; è previsto anche il blocco temporaneo dei depositi protetti in caso di risoluzione.
Ho quindi espresso un voto negativo sulle due relazioni sul risanamento e la risoluzione delle banche in difficoltà.

Sovereign bond-backed securities (A8-0180/2019 - Jonás Fernández) IT  
 

Si tratta di una proposta di regolamento che intende promuovere lo sviluppo di titoli garantiti da obbligazioni sovrane (SBBS), di fatto un nuovo prodotto che integra i bond di diversi paesi dell'Eurozona.
La proposta ha l'obiettivo di sostenere un'ulteriore integrazione e la diversificazione all'interno del settore finanziario europeo, basandosi sui cardini dell'Unione bancaria e dell'Unione dei mercati dei capitali, con tutte le criticità più volte sottolineate per tali progetti. Con questa iniziativa si verrebbe a creare un nuovo strumento che di fatto non sarà privo di rischi in caso di scenari estremi, come ad esempio, una crisi che coinvolga gli Stati membri dell'eurozona, e quindi si dimostra senza una particolare utilità o efficacia.
Da sottolineare, invece, come questo porterà ad una nuova penalizzazione per il sistema italiano, in quanto, ad esempio, i titoli di debito tedeschi e francesi, considerati meno rischiosi, finirebbero nelle tranche senior, mentre quelli italiani, finirebbero in quelle più rischiose, non risolvendo affatto le problematiche che riguardano la gestione dei nostri titoli di Stato, ma aprendo piuttosto la via ad una concezione per cui questi strumenti non sono più considerati privi di rischio. Per tutti questi motivi ho scelto di votare contro tale relazione.

Disclosure of income tax information by certain undertakings and branches (A8-0227/2017 - Hugues Bayet, Evelyn Regner) IT  
 

L'obiettivo di questa proposta è quello di garantire la cosiddetta comunicazione pubblica paese per paese in merito ai dati fiscali delle imprese, al fine di aumentare la trasparenza e contrastare l'evasione e l'elusione fiscale internazionale. La dichiarazione dovrebbe essere pubblicamente accessibile sul sito dell'impresa stessa e in un registro comune gestito dalla Commissione UE.
Nella relazione vengono indicate tutte le informazioni che devono essere presenti nella dichiarazione, riguardanti le imprese che registrano nel bilancio di un esercizio finanziario un fatturato netto consolidato superiore a 750 000 000 EUR: una cifra piuttosto elevata che garantirebbe che non si vadano a colpire le piccole e medie imprese. Visti i minimi progressi ottenuti rispetto al mandato conferito dal Parlamento europeo nel 2017, si è preferito chiudere ora con questa posizione e rimandare al nuovo Parlamento la ricerca dell'accordo finale.
Credo, che questa proposta sia positiva; resta per me importante, infatti, mantenere una soglia elevata al di sopra della quale diventi necessaria la rendicontazione paese per paese, al fine di garantire che siano effettivamente le multinazionali, che sono quelle che traggono maggiore beneficio da pratiche fiscali internazionali, a dover sottostare a queste nuove misure.

Minimum loss coverage for non-performing exposures (A8-0440/2018 - Esther de Lange, Roberto Gualtieri) IT  
 

Questa relazione si occupa di valutare le coperture minime, con riferimento alle esposizioni deteriorate, altresì note con l'acronimo inglese NPL, ovvero "non performing loans". Ricordo che gli NPL sono dei prestiti la cui riscossione è considerata a rischio per diversi aspetti, trattandosi in genere di esposizioni degli istituti di credito verso soggetti che non sono in grado di far fronte alle proprie obbligazioni. L'approccio scelto dalla Commissione è stato quello di intervenire solo su questo tipo di esposizioni, senza sforzarsi di capire le ragioni strutturali e congiunturali che hanno portato a tale situazione, in particolare in alcuni Paesi. Ho ritenuto quindi opportuno esprimere un voto negativo.
Sebbene la relazione votata sia frutto di un accordo che ha in parte migliorato la proposta originale della Commissione, rimane comunque insostenibile. Infatti, seguendo questa proposta, il grande rischio è che le banche richiederanno ai clienti sempre maggiori garanzie, e questo avrà un impatto negativo soprattutto sui finanziamenti a PMI e alle famiglie. Con questa misura si agisce - male - solo sulle conseguenze dei crediti deteriorati, senza analizzare e risolvere le cause alla radice, motivo per cui si tratta di un provvedimento inutile, oltre che dannoso.

Establishment of the European Monetary Fund (A8-0087/2019 - Pedro Silva Pereira, Vladimír Maňka) IT  
 

Il testo in oggetto ha come obiettivo l'istituzione del Fondo monetario europeo. Innanzitutto, è bene precisare che la proposta qui votata, è una semplice relazione interlocutoria con la posizione del Parlamento europeo, non comporta quindi un'approvazione del progetto legislativo a questo stadio, ma ha in ogni caso, un forte significato politico.
La proposta originale della Commissione prevedeva sostanzialmente di trasformare il Meccanismo di Stabilità europea in un Fondo monetario europeo, allo scopo di fornire assistenza finanziaria agli Stati membri che lo necessitano. In realtà, questa misura costituirebbe di fatto l'istituzionalizzazione della Troika, assoggettando l'erogazione di finanziamenti a vincoli e misure decise a Bruxelles, sotto pesanti condizionalità, senza tenere in conto, le diverse prerogative nazionali.
Inoltre, il testo sottolinea in generale tutti i successi dell'euro e dell'Unione economica e monetaria, ed insiste sulla necessità di superare la natura intergovernamentale del MES, inserendolo a pieno titolo nel quadro giuridico dell'UE.
Ribadisco quindi la mia posizione negativa nei confronti di una relazione, che si concentra quasi maggiormente sulla forma, rispetto alla sostanza dei contenuti che, in ogni caso, restano per noi totalmente inaccettabili.

Contact 

  • Bruxelles 

    Parlement européen
    Bât. Wiertz
    00U036
    60, rue Wiertz / Wiertzstraat 60
    B-1047 Bruxelles/Brussel
     
  • Strasbourg 

    Parlement européen
    Bât. Winston Churchill
    M03105
    1, avenue du Président Robert Schuman
    CS 91024
    F-67070 Strasbourg Cedex
     
  • Postal address 

    European Parliament
    Rue Wiertz
    Altiero Spinelli 07H255
    1047 Brussels
     
    Contact data: