Marco ZANNI
  • Marco
    ZANNI
  • Europe of Freedom and Direct Democracy Group
  • Member
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  • Date of birth: 11 July 1986, Lovere (BG)

Member

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    26/05/2016 17:09 - twitter
  • LE CARTOLARIZZAZIONI SEMPLICI E TRASPARENTI DELLA COMMISSIONE EUROPEA Nell'ambito dei suoi sforzi per creare un'unione del mercato dei capitali (la cosidetta Capital Market Union), la Commissione Europea ha di recente avanzato delle proposte legislative per creare un framework europeo di cartolarizzazioni "semplici, trasparenti e standardizzata": le STS securitisation, come le ha volute chiamare Juncker. Secondo la retorica dei tecnocrati di Bruxelles questa rivitalizzazione degli strumenti finanziari che hanno portato alla più grande crisi globale della storia servirebbe a creare un canale di finanziamento alternativo a quello bancario per le Piccole e Medie Imprese dell'Unione (PMI) e così facendo a contribuire alla creazione di posti di lavoro, di investimenti e di crescita sostenibile. Bellissimo, a parole sembra uno spot della Mulino Bianco con Juncker al posto di Banderas che con fare bucolico e da buon padre di famiglia aiuta le PMI europee a investire e creare posti di lavoro e a rendere questa UE un nuovo paradiso terrestre. Tuttavia la realtà dietro la retorica della Commissione è ben diversa, e ancora una volta questa proposta dimostra come Juncker e la UE siano più sensibili e accondiscendenti alla voglia di profitti sempre più esagerati da parte delle lobbies della finanza che al volere dei cittadini. Cominciamo dicendo che i dossier sul tavolo sono 2: il primo (http://www.europarl.europa.eu/RegData/docs_autres_institutions/commission_europeenne/com/2015/0472/COM_COM(2015)0472_EN.pdf), relatore Paul Tang dei Socialisti, mira a creare un framework europeo per le cartolarizzazioni semplici, trasparenti e standardizzate, mentre il secondo (http://www.europarl.europa.eu/RegData/docs_autres_institutions/commission_europeenne/com/2015/0473/COM_COM(2015)0473_EN.pdf), relatore Pablo Zalba del PPE, mira a rivedere la Capital Requirements Directive (CRR) per abbassare gli accantonamenti prudenziali richiesti per la detenzione di questo tipo di cartolarizzazioni. La retorica di Juncker sulla favola della creazione di canali di finanziamento alternativi per le PMI viene subito smontata da due dati riportati dalla BCE, un'istituzione dell'UE: il primo dato è che secondo un sondaggio BCE il primo problema che riscontrano le imprese europee non è la mancanza di liquidità o di fonti di finanziamento adeguate, ma la mancanza di domanda, di un mercato di sbocco per gli investimenti e i prodotti. Il secondo dato è che storicamente in UE, anche prima della crisi del 2008, il mercato dei prestiti alle PMI cartolarizzati era marginale, a causa proprio dell'opacità di questo tipo di strumenti. Le cartolarizzazioni che erano di moda e che riceveranno benefici da questa azione della Commissione sono quelle sostenute da mutui immobiliari: questi strumenti, che andavano di gran moda in Paesi come Spagna e UK, hanno causato gravi bolle immobiliari e una pericolosa e scorretta allocazione delle risorse finanziarie che ha creato gli shock visti dopo il 2008. Scorrendo invece la proposta sulla modifica della CRR, si capisce subito quale sia il vero obiettivo del lobbista Juncker, da sempre al soldo della grande finanza: si parla infatti di "significativa riduzione dei requisiti prudenziali di capitale sia per i compratori che per i venditori di cartolarizzazioni STS": ecco qui la realtà dei fatti, quella di una proposta che mira a ridurre il peso per le banche dell'UE (già sotto stress e alcune in difficoltà a raggiungere e mantenere i requisiti prudenziali di capitale di Basilea) e non ha nulla a che vedere con la crescita e la creazione dei posti di lavoro. Altro punto forte della retorica della Commissione è quella di insistere su una terminologia "positiva" quando si parla di questa proposta: Juncker usa i termini "semplice", "Trasparente" e "Standardizzata", facendo credere alla gente che questo tipo di cartolarizzazioni saranno qualcosa di diverso rispetto agli strumenti finanziari nefasti che hanno creato lo scoppio della crisi del 2008. Tuttavia nella proposta legislativa nulla fa pensare a cartolarizzazioni semplici e trasparenti: infatti nel framework STS la commissione vuole includere le cartolarizzazioni sintetiche (in cui si utilizzano strumenti derivati complessi come i Credit Default Swaps o gli Interest Rate Swaps) e vuole permettere il tranching. Alla faccia della semplicità e della trasparenza! L'ultima pazzia riguarda l'obbligo che la Commissione vuole mettere a chi origina queste cartolarizzazioni (di solito grandi banche): infatti l'UE vorrebbe che le banche si tenessero a bilancio una porzione della cartolarizzazioni che originano e vendono sul mercato, di modo da assumersi parte del rischio direttamente per scoraggiare l'azzardo morale e i comportamenti scorretti visti prima del 2008. E quale percentuale minima di ogni cartolarizzazione venduta dovranno tenersi a bilancio queste banche? Ma il 5% secondo Juncker! Questa percentuale non è minimamente adatta a scoraggiare le banche a comportamenti spericolati: alcuni esperti suggeriscono un minimo del 20%, io direi anche di più. Ecco, se avete tempo leggetevi le proposte, anche se sono un po' tecniche. Ancora una volta l'UE gestita da servi delle lobbies finanziarie maschera dietro un provvedimento che spaccia come utile alle imprese, alla crescita e ai posti di lavoro un'ulteriore deregulation finanziaria e un'accelerazione della finanziarizzazione dell'economia reale. Al motto di "Prima le banche".
    26/05/2016 17:09 - facebook
  • RT @ignaziocorrao: @MartinSelmayr have you wrote this tweet after drinking all Jean-Claude's whisky? You could come and serve drinks at #G7…
    26/05/2016 14:59 - twitter

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