• Renata   BRIANO  

Renata BRIANO : Written explanations of vote - 8th parliamentary term 

Members can submit a written explanation of their vote in plenary. Rule 194

Eurojust-Denmark Agreement on judicial cooperation in criminal matters (A8-0192/2019 - Claude Moraes) IT  
 

L'accordo di cooperazione giudiziaria penale tra Eurojust e il Regno di Danimarca è necessario a seguito della "lisbonizzazione" di Eurojust, che ha comportato l'abrogazione della decisione del Consiglio 2002/187/GAI e la sua sostituzione con il regolamento (UE) 2018/1727 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 novembre 2018, che istituisce l'Agenzia dell'Unione europea per la cooperazione giudiziaria penale (Eurojust).
Alla luce dello status speciale assunto dalla Danimarca nell'ambito della giustizia penale a seguito del trattato di Lisbona (protocollo n. 22), la Danimarca non partecipa al nuovo regolamento e non è da esso vincolata. Tuttavia, la Danimarca ha manifestato il desiderio di continuare a partecipare alle attività di Eurojust. A tal fine è necessaria la conclusione di un accordo di cooperazione tra la Danimarca ed Eurojust (analogo all'accordo che la Danimarca ha dovuto concludere in seguito alla "lisbonizzazione" di Europol).
Perciò, la Danimarca avrà uno status intermedio tra quello di uno Stato membro e quello di un paese terzo. Benché un sistema comune di cooperazione giudiziaria penale applicabile a tutti gli Stati membri dovrebbe rappresentare la norma e sia preferibile, un accordo con la Danimarca è importante per garantire la prosecuzione della partecipazione della Danimarca alla struttura di Eurojust.

CO2 emission performance standards for new heavy-duty vehicles (A8-0354/2018 - Bas Eickhout) IT  
 

L'Unione e gli Stati membri hanno firmato l'accordo di Parigi, che mira a contenere l'aumento della temperatura globale ben al di sotto di 2°C rispetto ai livelli preindustriali e a compiere sforzi per limitare l'aumento della temperatura a 1,5°C in più rispetto ai livelli preindustriali.
Il settore dei trasporti, le cui emissioni sono in aumento e nel 2016 hanno generato il 25% delle emissioni complessive di gas a effetto serra nell'UE, deve fornire un contributo sostanziale agli sforzi dell'Unione nell'ambito del clima. È necessario accelerare la decarbonizzazione del settore, e le emissioni di gas a effetto serra e di inquinanti atmosferici generate dai trasporti dovrebbero raggiungere lo zero netto al più tardi entro la metà del secolo.
La fissazione di requisiti di prestazione in materia di emissioni per i veicoli pesanti ha il potenziale di ridurre le emissioni di CO₂, contribuendo così alla riduzione delle emissioni di gas a effetto serra e alla mitigazione dei cambiamenti climatici, permettendo nel contempo agli operatori del settore dei trasporti di realizzare significativi risparmi di carburante, consentendo ai costruttori di veicoli pesanti dell'UE di mantenere un elevato livello di innovazione e leadership tecnologica e apportando sostanziali miglioramenti alla qualità dell'aria.

Promotion of clean and energy-efficient road transport vehicles (A8-0321/2018 - Andrzej Grzyb) IT  
 

La proposta di direttiva che modifica la direttiva 2009/33/CE elativa alla promozione di veicoli puliti e a basso consumo energetico nel trasporto su strada, stabilendo obiettivi minimi per l'appalto pubblico di veicoli puliti, mira alla promozione di un trasporto pulito, sostenendo nuove tecnologie pulite e, a lungo termine, la riduzione delle emissioni di inquinanti atmosferici e CO2.
Nel suo progetto di relazione, il relatore associa la definizione di veicolo pulito per i veicoli leggeri e pesanti alla direttiva 2014/94/UE sulla realizzazione di un'infrastruttura per i combustibili alternativi. Tale allineamento dovrebbe consentire di creare, a lungo termine, prevedibilità e stabilità nel diritto dell'Unione. La direttiva modificata dovrebbe contribuire inoltre allo sviluppo di un'infrastruttura per i combustibili alternativi, nonché alla conformità dei veicoli ai requisiti delle norme più recenti per le emissioni di inquinanti atmosferici e gas a effetto serra.
Il progetto di relazione precisa inoltre le disposizioni in materia di obiettivi minimi di appalto: la data di entrata in vigore, la durata dei termini per gli obiettivi e il momento rilevante del ciclo dell'appalto pubblico che occorre tenere in considerazione per il calcolo degli obiettivi.

Use of digital tools and processes in company law (A8-0422/2018 - Tadeusz Zwiefka) IT  
 

Nella risoluzione del 2017 sul piano d'azione per l'e-government, il Parlamento europeo ha invitato la Commissione a prendere in considerazione ulteriori modalità di promozione delle soluzioni digitali per l'espletamento delle formalità amministrative durante il ciclo di vita di una società e ha sottolineato l'importanza delle iniziative riguardanti l'interconnessione dei registri delle imprese.
Nell'UE, se si guarda agli strumenti online di cui le imprese possono disporre nei contatti con le autorità in materia di diritto societario, si notano differenze considerevoli tra uno Stato membro e l'altro. Il livello dei servizi di e-government forniti è eterogeneo: alcuni Stati membri sono molto avanzati e forniscono soluzioni interamente online di facile uso, mentre altri non offrono soluzioni online nel campo del diritto societario, ad esempio per la registrazione come persona giuridica.
Pertanto la Commissione pubblica la presente proposta, unitamente alla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva (UE) 2017/1132 per quanto riguarda le trasformazioni, le fusioni e le scissioni transfrontaliere, al fine di adeguare il contesto giuridico e offrire un insieme esauriente di misure miranti a dotare l'Unione europea di norme di diritto societario eque, moderne e in grado di favorire lo sviluppo delle imprese.

Cross-border conversions, mergers and divisions (A8-0002/2019 - Evelyn Regner) IT  
 

Da trent'anni la Corte di giustizia si pronuncia attraverso la sua giurisprudenza sulla mobilità delle imprese, stabilendo se e in quale misura le operazioni aziendali transfrontaliere sono coperte dalla libertà di stabilimento (articoli 49 e 54 TFUE).
Con sentenze pionieristiche come Daily Mail e General Trust plc (C-81/87), seguita da Centros (C-212/91), Überseering (C-208/00), Inspire Art (C-167/01), Cadburry Schweppes (C-196/04), Sevic (C-411/03), Cartesio (C-201/06), VALE (C-210/06), National Grid Indus (C-371/10), la Corte ha interpretato, in mancanza di una normativa applicabile armonizzata e di altre norme di diritto derivato che definiscano regole per le operazioni transfrontaliere, la libertà di stabilimento.
L'interpretazione estensiva ha portato al risultato che le società godono della libertà di spostarsi in un altro Stato membro iscrivendo la propria controllata nel suo registro delle imprese, anche se non svolgono in tale Stato alcuna attività economica (società fittizia), e ciò solo per beneficiare di una legislazione più favorevole. È ora di porre termine a tali attività speculative ed opportunistiche.

European Defence Fund (A8-0412/2018 - Zdzisław Krasnodębski) IT  
 

Il contesto geopolitico in cui si colloca l'Unione europea è cambiato radicalmente nell'ultimo decennio. La situazione nelle regioni limitrofe dell'Europa è instabile e l'Unione è confrontata a un quadro complesso e difficile, dove l'emergere di nuove minacce, come attacchi ibridi e cibernetici, si affianca alla recrudescenza di quelle più convenzionali. Di fronte a tale situazione, i cittadini europei e i loro leader politici concordano sul fatto che occorre fare di più, a livello collettivo, nel settore della difesa.
Il 75% degli europei è favorevole a una politica di difesa e sicurezza comune. La dichiarazione di Roma dei leader di 27 Stati membri e del Consiglio europeo, del Parlamento europeo e della Commissione, del 25 marzo 2017, afferma che l'Unione intende rafforzare la propria sicurezza e difesa comuni.

Exposures in the form of covered bonds (A8-0384/2018 - Bernd Lucke) IT  
 

I limiti all'indice di copertura del finanziamento sono elemento necessario per garantire la qualità creditizia delle obbligazioni garantite. L'articolo 129, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 575/2013 fissa limiti all'indice di copertura del finanziamento per i prestiti su immobili e su navi, ma non precisa in che modo tali limiti devono essere applicati, e può pertanto generare incertezza.
I limiti all'indice di copertura del finanziamento dovrebbero essere applicati come limiti di copertura flessibili, nel senso che, sebbene non vi siano limiti all'entità del prestito sottostante, tale prestito può fungere da garanzia reale solo entro i limiti all'indice di copertura del finanziamento imposti sull'attività. I limiti all'indice di copertura del finanziamento determinano la quota percentuale del prestito che contribuisce al requisito di copertura delle passività.
È pertanto opportuno precisare che i limiti all'indice di copertura del finanziamento determinano la quota del prestito che contribuisce alla copertura dell'obbligazione garantita. Per assicurare una maggiore chiarezza è inoltre opportuno precisare che i limiti all'indice di copertura del finanziamento si applicano per tutta la durata del prestito. L'indice di copertura effettivo del finanziamento non dovrebbe cambiare, rimanendo tra l'80% e il 60% del valore del bene per prestiti su immobili non residenziali o navali.

Covered bonds and covered bond public supervision (A8-0390/2018 - Bernd Lucke) IT  
 

Il trattamento delle obbligazioni garantite può essere considerato nel complesso armonizzato per quanto riguarda le condizioni per l'investimento in obbligazioni garantite. Vi è tuttavia una mancanza di armonizzazione nell'Unione per quanto concerne le condizioni per l'emissione di obbligazioni garantite, e ciò ha almeno due conseguenze. In primo luogo, il trattamento preferenziale è concesso alle stesse condizioni a strumenti la cui natura e il cui livello di rischio e di tutela degli investitori possono differire.
In secondo luogo, le differenze tra le salvaguardie previste dalle norme nazionali possono creare un rischio per la stabilità finanziaria quando obbligazioni garantite che presentano livelli diversi di tutela degli investitori possono essere acquistate come tali in tutta l'Unione e possono beneficiare del trattamento prudenziale preferenziale a norma del regolamento (UE) n. 575/2013 e di altri atti normativi dell'Unione.
L'armonizzazione di taluni aspetti dei regimi nazionali sulla scorta delle migliori pratiche riscontrate assicurerà uno sviluppo organico e continuo di mercati delle obbligazioni garantite ben funzionanti nell'Unione e limiterà i rischi potenziali e le vulnerabilità per la stabilità finanziaria.

InvestEU (A8-0482/2018 - José Manuel Fernandes, Roberto Gualtieri) IT  
 

Con un volume pari all'1,8% del PIL dell'UE nel 2016, in discesa rispetto al 2,2% nel 2009, gli investimenti infrastrutturali nell'Unione hanno subito un calo del 20% circa rispetto ai livelli registrati prima della crisi finanziaria mondiale. Pertanto, benché si osservi una ripresa del rapporto investimenti/PIL nell'Unione, quest'ultimo resta al di sotto di quanto ci si potrebbe attendere in un periodo di forte ripresa e non è sufficiente a compensare anni di carenza di investimenti.
Un aspetto ancora più importante è rappresentato dal fatto che gli attuali livelli di investimento pubblico e privato e quelli previsti per il futuro non soddisfano il fabbisogno di investimenti strutturali dell'Unione necessario per sostenere la crescita a lungo termine di fronte allo sviluppo tecnologico e alla competitività a livello mondiale, in particolare per quanto riguarda l'innovazione, le competenze, le infrastrutture, le piccole e medie imprese (PMI) e la necessità di affrontare sfide sociali cruciali, quali la sostenibilità e l'invecchiamento della popolazione.
Di conseguenza, è necessario un sostegno costante per rimediare ai fallimenti del mercato e alle situazioni di investimento subottimali, onde ridurre la carenza di investimenti in settori mirati al fine di conseguire gli obiettivi delle politiche dell'Unione.

European Maritime Single Window environment (A8-0006/2019 - Deirdre Clune) IT  
 

Il 17 maggio 2018 la Commissione ha pubblicato una proposta che istituisce un sistema di interfaccia unica marittima europea e abroga la direttiva 2010/65/UE relativa alle formalità di dichiarazione delle navi. L'iniziativa fa parte del terzo pacchetto "L'Europa in movimento", che mantiene gli impegni della nuova strategia per la politica industriale del settembre 2017 e mira a completare quel processo che consentirà all'Europa di cogliere fino in fondo i benefici della modernizzazione della mobilità. Le nuove tecnologie stanno radicalmente mutando il paesaggio della mobilità.
In tale contesto, l'UE e le sue industrie devono raccogliere questa sfida e porsi come leader mondiali nel campo della mobilità. Attualmente gli operatori dei trasporti marittimi devono soddisfare una nutrita serie di requisiti in materia di dichiarazioni ogniqualvolta una nave fa scalo in un porto. Ogni anno si registrano oltre due milioni di scali nei porti dell'UE. Le formalità di dichiarazione delle navi che fanno scalo nei porti degli Stati membri sono attualmente definite nella direttiva 2010/65/UE relativa alle formalità di dichiarazione.
La direttiva ha lo scopo di semplificare e armonizzare le procedure amministrative applicate ai trasporti marittimi introducendo un'interfaccia unica per le formalità di dichiarazione delle navi.

Disclosures relating to sustainable investments and sustainability risks (A8-0363/2018 - Paul Tang) IT  
 

L'integrazione di fattori ambientali, sociali e di governance nel processo decisionale in materia di investimenti può produrre vantaggi che non si limitano ai mercati finanziari. Pertanto, è essenziale che i partecipanti ai mercati finanziari forniscano le informazioni necessarie per consentire la comparabilità degli investimenti e l'adozione di decisioni di investimento informate.
Inoltre, al fine di ottemperare ai loro obblighi di dovuta diligenza relativi all'impatto e ai rischi in termini di sostenibilità e di fornire informazioni utili agli investitori finali, i partecipanti ai mercati finanziari necessitano di una comunicazione delle informazioni affidabile, comparabile e armonizzata da parte delle società partecipate.
Questo processo può riuscire soltanto in presenza di definizioni concordate a livello giuridico. La transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio, più sostenibile, efficiente in termini di risorse e circolare è fondamentale per assicurare la competitività a lungo termine dell'economia dell'Unione.
L'accordo di Parigi sul clima (COP21), ratificato dall'Unione il 5 ottobre 2016 ed entrato in vigore il 4 novembre 2016, si propone di rafforzare la risposta al cambiamento climatico, tra l'altro rendendo i flussi finanziari compatibili con un percorso verso uno sviluppo a basse emissioni di gas a effetto serra e resiliente dal punto di vista climatico.

Persistent organic pollutants (A8-0336/2018 - Julie Girling) IT  
 

La rifusione del regolamento relativo agli inquinanti organici persistenti (POP) è l'ultimo aggiornamento della relazione approvata per la prima volta nel 2004, i cui allegati sono stati aggiornati conformemente alle decisioni prese nelle Conferenze delle parti della convenzione di Stoccolma del 2015 e 2017.
La rifusione definisce inoltre un nuovo ruolo per l'Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) a sostegno del lavoro della Commissione nella preparazione tecnica di fascicoli riguardanti le sostanze. Gli emendamenti proposti sono intesi ad allineare il testo a quello del regolamento REACH, al fine di garantire chiarezza e coerenza per tutti gli attori, inclusi i cittadini e le industrie le cui attività sono interessate dalla presente rifusione.
Il nuovo allegato V bis è tratto dal regolamento REACH. L'utilizzo delle valutazioni d'impatto per valutare le proposte di POP, ove opportuno, è anche in linea con gli orientamenti del programma "Legiferare meglio".

Clearing obligation, reporting requirements and risk-mitigation techniques for OTC derivatives, and trade repositories (A8-0181/2018 - Werner Langen) IT  
 

La semplificazione di alcuni settori disciplinati dal regolamento (UE) n. 648/2012, e un approccio più proporzionato a detti settori, è in linea con il programma della Commissione di controllo dell'adeguatezza e dell'efficacia della regolamentazione (REFIT), che sottolinea la necessità di ridurre i costi e semplificare, per assicurare che le politiche dell'Unione raggiungano i loro obiettivi nel modo più efficiente, e che mira in particolare a ridurre gli oneri regolamentari e amministrativi, fatto salvo l'obiettivo generale di preservare la stabilità finanziaria e ridurre i rischi sistemici.
Il regolamento (UE) n. 648/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio è stato pubblicato sulla GU dell'UE il 27 luglio 2012. Gli obblighi ivi previsti, in particolare la compensazione centrale dei contratti derivati over-the counter (OTC) standardizzati, i requisiti in materia di margini, gli obblighi di attenuazione del rischio operativo per i contratti derivati OTC che non sono compensati centralmente, gli obblighi di segnalazione dei contratti derivati, i requisiti delle controparti centrali (CCP) e dei repertori di dati sulle negoziazioni, contribuiscono a ridurre il rischio sistemico aumentando la trasparenza del mercato dei derivati OTC e attenuando il rischio di credito di controparte e il rischio operativo inerente a tali derivati.

Authorisation of CCPs and recognition of third-country CCPs (A8-0190/2018 - Danuta Maria Hübner) IT  
 

Successivamente all'adozione del regolamento (UE) n. 648/2012, il volume dell'attività delle CCP nell'Unione e a livello mondiale è cresciuto rapidamente in termini di dimensioni e di portata. L'espansione delle attività delle CCP è destinata a proseguire nei prossimi anni con l'introduzione di ulteriori obblighi di compensazione, in modo particolare in relazione ai derivati OTC su azioni o in valuta come classi di attività nell'ambito di applicazione originario, e l'aumento della compensazione volontaria effettuata da controparti non soggette all'obbligo di compensazione.
La proposta della Commissione del 4 maggio 2017, volta a modificare il regolamento (UE) n. 648/2012 in modo mirato per migliorarne l'efficacia e la proporzionalità, incentiverà ulteriormente le CCP ad offrire alle controparti la compensazione centralizzata dei derivati e ad agevolare l'accesso alla compensazione per le piccole controparti finanziarie e non finanziarie. Si tratta di aspetti fondamentali ai fini della piena realizzazione degli obiettivi del G20, onde migliorare a lungo termine la stabilità del sistema finanziario.
L'Unione dei mercati dei capitali (CMU), rendendo i mercati dei capitali più spessi e integrati, aumenterà ulteriormente la necessità di compensazione transfrontaliera nell'Unione, accrescendo così l'importanza e l'interconnessione delle CCP all'interno del sistema finanziario.

Promotion of the use of SME growth markets (A8-0437/2018 - Anne Sander) IT  
 

L'iniziativa dell'Unione dei mercati dei capitali è intesa a ridurre la dipendenza dai prestiti bancari, a diversificare le fonti di finanziamento basate sul mercato per le piccole e medie imprese ("PMI") e a promuovere l'emissione di obbligazioni e di azioni da parte delle PMI sui mercati pubblici.
Le imprese stabilite nell'Unione che intendono raccogliere capitali nelle sedi di negoziazione si trovano a sostenere costi di informativa una tantum e continua e di conformità elevati che possono dissuaderle fin dall'inizio dal chiedere l'ammissione alla negoziazione nelle sedi di negoziazione dell'Unione.
Inoltre, le azioni emesse dalle PMI nelle sedi di negoziazione dell'Unione tendono a presentare livelli di liquidità più bassi e una maggiore volatilità, il che aumenta il costo del capitale, rendendo troppo onerosa questa fonte di finanziamento.
È pertanto indispensabile disporre di una politica europea orizzontale per le PMI che sia inclusiva, coerente ed efficace e che tenga conto dei diversi sottogruppi di PMI e delle loro diverse necessità. In tal senso è opportuno introdurre ulteriori normative che favoriscano l'avvicinamento delle PMI a formule quali i business angel, il capitale di avviamento, il capitale di rischio, ecc. La diversificazione creditizia delle PMI costituisce una garanzia per la salute economica dell'Unione.

European Border and Coast Guard (A8-0076/2019 - Roberta Metsola) IT  
 

Due anni fa, Frontex è stata ampliata fino a diventare l'attuale Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera. Il nuovo mandato dell'Agenzia e le sue accresciute risorse rappresentano una risposta chiara e forte alle sfide che si presentano alle frontiere esterne dell'UE, sfide che derivavano dalla crisi migratoria ma che sono riconducibili anche alla difficoltà di incoraggiare una maggiore solidarietà tra gli Stati membri, nonché di rafforzare lo scambio di informazioni tra i medesimi e la cooperazione delle forze dell'ordine nella lotta alla criminalità transfrontaliera e al terrorismo.
L'istituzione della guardia di frontiera e costiera europea nel 2016 ha comportato progressi significativi negli ultimi due anni. Tuttavia, la dipendenza dai contributi volontari di personale e attrezzature da parte degli Stati membri si è tradotta in continue lacune che hanno compromesso l'efficienza delle operazioni congiunte dell'Agenzia.
Si impone manifestamente un controllo più efficace delle frontiere esterne dell'UE. Il ruolo della guardia di frontiera e costiera europea deve essere ulteriormente rafforzato destinandovi maggiori risorse e conferendole un mandato rafforzato. L'Europa deve essere in grado di gestire efficacemente le sue frontiere esterne, assicurare che i rimpatri siano effettuati in modo più efficiente e garantire una maggiore sicurezza all'interno dell'Unione.

Protocol to the EU-Denmark Agreement on the criteria and mechanisms for establishing the State responsible for examining a request for asylum and 'Eurodac' (A8-0196/2019 - Ignazio Corrao) IT  
 

L'ETIAS andrà a colmare il vuoto informativo sui viaggiatori esenti dall'obbligo di visto al momento dell'attraversamento delle frontiere esterne; determinerà l'ammissibilità dei cittadini di paesi terzi esenti da tale obbligo prima che si rechino nello spazio Schengen e stabilirà se il loro viaggio rappresenta un rischio per la sicurezza, un rischio di immigrazione irregolare o un alto rischio epidemico; darà inoltre ai viaggiatori la sicurezza di poter attraversare le frontiere senza ostacoli. Se necessario, l'autorizzazione ai viaggi ETIAS potrà essere negata dalle unità nazionali ETIAS. La valutazione dei rischi di cui sopra implicherà il trattamento automatizzato dei dati personali forniti nelle domande di autorizzazione ai viaggi.
Il regolamento ETIAS stabilisce che tali dati vengano confrontati con quelli contenuti nelle cartelle, nei fascicoli o nelle segnalazioni registrate nei sistemi di informazione o nelle banche dati dell'UE (sistema centrale ETIAS, sistema d'informazione Schengen (SIS), sistema di informazione visti (VIS), sistema di ingressi/uscite (EES) o Eurodac), nei dati Europol o nelle banche dati Interpol (banca dati Interpol sui documenti di viaggio rubati o smarriti (SLTD) o banca dati Interpol sui documenti di viaggio associati a segnalazioni (TDAWN).

Establishing Horizon Europe – laying down its rules for participation and dissemination (A8-0401/2018 - Dan Nica) IT  
 

Al fine di produrre un impatto scientifico, economico e sociale in vista di questo obiettivo generale e massimizzare il valore aggiunto europeo dei suoi investimenti in RS&I, l'Unione dovrebbe investire nella ricerca e nell'innovazione attraverso Orizzonte Europa – il programma quadro di ricerca e innovazione per il periodo 2021-2027 – per sostenere la creazione, la diffusione e il trasferimento di conoscenze e tecnologie di alta qualità nell'Unione, rafforzare l'impatto della ricerca e dell'innovazione nell'affrontare le sfide globali, tra cui gli obiettivi di sviluppo sostenibile e il cambiamento climatico, nonché nell'ambito dello sviluppo, del sostegno e dell'attuazione delle politiche dell'Unione, sostenere l'adozione di soluzioni innovative e sostenibili nell'industria e nella società dell'Unione al fine di creare posti di lavoro e potenziare la crescita economica e la competitività industriale.
Il programma dovrebbe promuovere tutte le forme di innovazione, rafforzare la diffusione sul mercato di soluzioni innovative, nonché ottimizzare la realizzazione degli investimenti.

Programme implementing Horizon Europe (A8-0410/2018 - Christian Ehler) IT  
 

Tenendo conto dell'importanza della lotta contro i cambiamenti climatici, in linea con gli impegni assunti dall'Unione per attuare l'accordo di Parigi e realizzare gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, il programma specifico contribuirà all'integrazione delle azioni per il clima nelle politiche e al conseguimento dell'obiettivo generale di destinare il 25% delle spese di bilancio dell'UE al sostegno degli obiettivi climatici.
Le azioni nel quadro del programma specifico dovrebbero destinare almeno il 35 % della dotazione finanziaria complessiva del programma specifico agli obiettivi e agli impegni climatici dell'UE, ove opportuno. Le azioni pertinenti saranno individuate durante la preparazione e l'attuazione del programma specifico, nonché monitorate, segnalate e rivalutate nell'ambito delle valutazioni e dei processi di riesame pertinenti.
Le azioni del programma specifico dovrebbero essere usate per rafforzare, ampliare ed estendere l'eccellenza della base scientifica e tecnologica dell'Unione, far fronte alle principali sfide globali, accrescere la leadership industriale dell'Unione, migliorare la qualità di vita nell'Unione nonché promuovere gli investimenti, affrontare fallimenti del mercato o situazioni di investimento non ottimali, sfruttando finanziamenti supplementari piuttosto che escludendo il finanziamento privato.

Market surveillance and compliance of products (A8-0277/2018 - Nicola Danti) IT  
 

La libera circolazione delle merci è la più sviluppata delle quattro libertà fondamentali. Tale pilastro si fonda sulla fiducia dei consumatori europei, che devono poter contare sul fatto che i prodotti che acquistano sono sicuro e conformi, a prescindere dal produttore, dallo Stato membro in cui avviene l'acquisto e tramite quale canale (tradizionale o online).
Numerosi scandali recenti, come ad esempio il "dieselgate", hanno mostrato che l'esistenza di prodotti non sicuri e non conformi è ancora una realtà nel mercato dell'UE, mettendo in risalto la necessità di un coordinamento e di un'efficacia maggiori della vigilanza del mercato nell'Unione.
La presenza sul mercato di prodotti che non rispettano le normative armonizzate dell'Unione mina la fiducia che i consumatori nutrono nei confronti della qualità, della sicurezza e della compatibilità ambientale dei prodotti sul mercato, mettendo a repentaglio il corretto funzionamento del mercato unico. In questo modo è compromesso l'interesse sia pubblico che dei consumatori, mentre le imprese che rispettano le norme subiscono uno svantaggio competitivo.
L'incremento delle importazioni verso l'UE, il maggior quantitativo di prodotti nel mercato unico, l'aumento delle attività di commercio online pongono nuove sfide per le autorità di vigilanza del mercato degli Stati membri e per le istituzioni dell'UE.