Renata BRIANO : Written explanations of vote 

Members can submit a written explanation of their vote in plenary. Rule 183

Eurojust-Denmark Agreement on judicial cooperation in criminal matters (A8-0192/2019 - Claude Moraes) IT  
 

L'accordo di cooperazione giudiziaria penale tra Eurojust e il Regno di Danimarca è necessario a seguito della "lisbonizzazione" di Eurojust, che ha comportato l'abrogazione della decisione del Consiglio 2002/187/GAI e la sua sostituzione con il regolamento (UE) 2018/1727 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 novembre 2018, che istituisce l'Agenzia dell'Unione europea per la cooperazione giudiziaria penale (Eurojust).
Alla luce dello status speciale assunto dalla Danimarca nell'ambito della giustizia penale a seguito del trattato di Lisbona (protocollo n. 22), la Danimarca non partecipa al nuovo regolamento e non è da esso vincolata. Tuttavia, la Danimarca ha manifestato il desiderio di continuare a partecipare alle attività di Eurojust. A tal fine è necessaria la conclusione di un accordo di cooperazione tra la Danimarca ed Eurojust (analogo all'accordo che la Danimarca ha dovuto concludere in seguito alla "lisbonizzazione" di Europol).
Perciò, la Danimarca avrà uno status intermedio tra quello di uno Stato membro e quello di un paese terzo. Benché un sistema comune di cooperazione giudiziaria penale applicabile a tutti gli Stati membri dovrebbe rappresentare la norma e sia preferibile, un accordo con la Danimarca è importante per garantire la prosecuzione della partecipazione della Danimarca alla struttura di Eurojust.

CO2 emission performance standards for new heavy-duty vehicles (A8-0354/2018 - Bas Eickhout) IT  
 

L'Unione e gli Stati membri hanno firmato l'accordo di Parigi, che mira a contenere l'aumento della temperatura globale ben al di sotto di 2°C rispetto ai livelli preindustriali e a compiere sforzi per limitare l'aumento della temperatura a 1,5°C in più rispetto ai livelli preindustriali.
Il settore dei trasporti, le cui emissioni sono in aumento e nel 2016 hanno generato il 25% delle emissioni complessive di gas a effetto serra nell'UE, deve fornire un contributo sostanziale agli sforzi dell'Unione nell'ambito del clima. È necessario accelerare la decarbonizzazione del settore, e le emissioni di gas a effetto serra e di inquinanti atmosferici generate dai trasporti dovrebbero raggiungere lo zero netto al più tardi entro la metà del secolo.
La fissazione di requisiti di prestazione in materia di emissioni per i veicoli pesanti ha il potenziale di ridurre le emissioni di CO₂, contribuendo così alla riduzione delle emissioni di gas a effetto serra e alla mitigazione dei cambiamenti climatici, permettendo nel contempo agli operatori del settore dei trasporti di realizzare significativi risparmi di carburante, consentendo ai costruttori di veicoli pesanti dell'UE di mantenere un elevato livello di innovazione e leadership tecnologica e apportando sostanziali miglioramenti alla qualità dell'aria.

Promotion of clean and energy-efficient road transport vehicles (A8-0321/2018 - Andrzej Grzyb) IT  
 

La proposta di direttiva che modifica la direttiva 2009/33/CE elativa alla promozione di veicoli puliti e a basso consumo energetico nel trasporto su strada, stabilendo obiettivi minimi per l'appalto pubblico di veicoli puliti, mira alla promozione di un trasporto pulito, sostenendo nuove tecnologie pulite e, a lungo termine, la riduzione delle emissioni di inquinanti atmosferici e CO2.
Nel suo progetto di relazione, il relatore associa la definizione di veicolo pulito per i veicoli leggeri e pesanti alla direttiva 2014/94/UE sulla realizzazione di un'infrastruttura per i combustibili alternativi. Tale allineamento dovrebbe consentire di creare, a lungo termine, prevedibilità e stabilità nel diritto dell'Unione. La direttiva modificata dovrebbe contribuire inoltre allo sviluppo di un'infrastruttura per i combustibili alternativi, nonché alla conformità dei veicoli ai requisiti delle norme più recenti per le emissioni di inquinanti atmosferici e gas a effetto serra.
Il progetto di relazione precisa inoltre le disposizioni in materia di obiettivi minimi di appalto: la data di entrata in vigore, la durata dei termini per gli obiettivi e il momento rilevante del ciclo dell'appalto pubblico che occorre tenere in considerazione per il calcolo degli obiettivi.

Use of digital tools and processes in company law (A8-0422/2018 - Tadeusz Zwiefka) IT  
 

Nella risoluzione del 2017 sul piano d'azione per l'e-government, il Parlamento europeo ha invitato la Commissione a prendere in considerazione ulteriori modalità di promozione delle soluzioni digitali per l'espletamento delle formalità amministrative durante il ciclo di vita di una società e ha sottolineato l'importanza delle iniziative riguardanti l'interconnessione dei registri delle imprese.
Nell'UE, se si guarda agli strumenti online di cui le imprese possono disporre nei contatti con le autorità in materia di diritto societario, si notano differenze considerevoli tra uno Stato membro e l'altro. Il livello dei servizi di e-government forniti è eterogeneo: alcuni Stati membri sono molto avanzati e forniscono soluzioni interamente online di facile uso, mentre altri non offrono soluzioni online nel campo del diritto societario, ad esempio per la registrazione come persona giuridica.
Pertanto la Commissione pubblica la presente proposta, unitamente alla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva (UE) 2017/1132 per quanto riguarda le trasformazioni, le fusioni e le scissioni transfrontaliere, al fine di adeguare il contesto giuridico e offrire un insieme esauriente di misure miranti a dotare l'Unione europea di norme di diritto societario eque, moderne e in grado di favorire lo sviluppo delle imprese.

Cross-border conversions, mergers and divisions (A8-0002/2019 - Evelyn Regner) IT  
 

Da trent'anni la Corte di giustizia si pronuncia attraverso la sua giurisprudenza sulla mobilità delle imprese, stabilendo se e in quale misura le operazioni aziendali transfrontaliere sono coperte dalla libertà di stabilimento (articoli 49 e 54 TFUE).
Con sentenze pionieristiche come Daily Mail e General Trust plc (C-81/87), seguita da Centros (C-212/91), Überseering (C-208/00), Inspire Art (C-167/01), Cadburry Schweppes (C-196/04), Sevic (C-411/03), Cartesio (C-201/06), VALE (C-210/06), National Grid Indus (C-371/10), la Corte ha interpretato, in mancanza di una normativa applicabile armonizzata e di altre norme di diritto derivato che definiscano regole per le operazioni transfrontaliere, la libertà di stabilimento.
L'interpretazione estensiva ha portato al risultato che le società godono della libertà di spostarsi in un altro Stato membro iscrivendo la propria controllata nel suo registro delle imprese, anche se non svolgono in tale Stato alcuna attività economica (società fittizia), e ciò solo per beneficiare di una legislazione più favorevole. È ora di porre termine a tali attività speculative ed opportunistiche.

European Defence Fund (A8-0412/2018 - Zdzisław Krasnodębski) IT  
 

Il contesto geopolitico in cui si colloca l'Unione europea è cambiato radicalmente nell'ultimo decennio. La situazione nelle regioni limitrofe dell'Europa è instabile e l'Unione è confrontata a un quadro complesso e difficile, dove l'emergere di nuove minacce, come attacchi ibridi e cibernetici, si affianca alla recrudescenza di quelle più convenzionali. Di fronte a tale situazione, i cittadini europei e i loro leader politici concordano sul fatto che occorre fare di più, a livello collettivo, nel settore della difesa.
Il 75% degli europei è favorevole a una politica di difesa e sicurezza comune. La dichiarazione di Roma dei leader di 27 Stati membri e del Consiglio europeo, del Parlamento europeo e della Commissione, del 25 marzo 2017, afferma che l'Unione intende rafforzare la propria sicurezza e difesa comuni.

Exposures in the form of covered bonds (A8-0384/2018 - Bernd Lucke) IT  
 

I limiti all'indice di copertura del finanziamento sono elemento necessario per garantire la qualità creditizia delle obbligazioni garantite. L'articolo 129, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 575/2013 fissa limiti all'indice di copertura del finanziamento per i prestiti su immobili e su navi, ma non precisa in che modo tali limiti devono essere applicati, e può pertanto generare incertezza.
I limiti all'indice di copertura del finanziamento dovrebbero essere applicati come limiti di copertura flessibili, nel senso che, sebbene non vi siano limiti all'entità del prestito sottostante, tale prestito può fungere da garanzia reale solo entro i limiti all'indice di copertura del finanziamento imposti sull'attività. I limiti all'indice di copertura del finanziamento determinano la quota percentuale del prestito che contribuisce al requisito di copertura delle passività.
È pertanto opportuno precisare che i limiti all'indice di copertura del finanziamento determinano la quota del prestito che contribuisce alla copertura dell'obbligazione garantita. Per assicurare una maggiore chiarezza è inoltre opportuno precisare che i limiti all'indice di copertura del finanziamento si applicano per tutta la durata del prestito. L'indice di copertura effettivo del finanziamento non dovrebbe cambiare, rimanendo tra l'80% e il 60% del valore del bene per prestiti su immobili non residenziali o navali.

Covered bonds and covered bond public supervision (A8-0390/2018 - Bernd Lucke) IT  
 

Il trattamento delle obbligazioni garantite può essere considerato nel complesso armonizzato per quanto riguarda le condizioni per l'investimento in obbligazioni garantite. Vi è tuttavia una mancanza di armonizzazione nell'Unione per quanto concerne le condizioni per l'emissione di obbligazioni garantite, e ciò ha almeno due conseguenze. In primo luogo, il trattamento preferenziale è concesso alle stesse condizioni a strumenti la cui natura e il cui livello di rischio e di tutela degli investitori possono differire.
In secondo luogo, le differenze tra le salvaguardie previste dalle norme nazionali possono creare un rischio per la stabilità finanziaria quando obbligazioni garantite che presentano livelli diversi di tutela degli investitori possono essere acquistate come tali in tutta l'Unione e possono beneficiare del trattamento prudenziale preferenziale a norma del regolamento (UE) n. 575/2013 e di altri atti normativi dell'Unione.
L'armonizzazione di taluni aspetti dei regimi nazionali sulla scorta delle migliori pratiche riscontrate assicurerà uno sviluppo organico e continuo di mercati delle obbligazioni garantite ben funzionanti nell'Unione e limiterà i rischi potenziali e le vulnerabilità per la stabilità finanziaria.

InvestEU (A8-0482/2018 - José Manuel Fernandes, Roberto Gualtieri) IT  
 

Con un volume pari all'1,8% del PIL dell'UE nel 2016, in discesa rispetto al 2,2% nel 2009, gli investimenti infrastrutturali nell'Unione hanno subito un calo del 20% circa rispetto ai livelli registrati prima della crisi finanziaria mondiale. Pertanto, benché si osservi una ripresa del rapporto investimenti/PIL nell'Unione, quest'ultimo resta al di sotto di quanto ci si potrebbe attendere in un periodo di forte ripresa e non è sufficiente a compensare anni di carenza di investimenti.
Un aspetto ancora più importante è rappresentato dal fatto che gli attuali livelli di investimento pubblico e privato e quelli previsti per il futuro non soddisfano il fabbisogno di investimenti strutturali dell'Unione necessario per sostenere la crescita a lungo termine di fronte allo sviluppo tecnologico e alla competitività a livello mondiale, in particolare per quanto riguarda l'innovazione, le competenze, le infrastrutture, le piccole e medie imprese (PMI) e la necessità di affrontare sfide sociali cruciali, quali la sostenibilità e l'invecchiamento della popolazione.
Di conseguenza, è necessario un sostegno costante per rimediare ai fallimenti del mercato e alle situazioni di investimento subottimali, onde ridurre la carenza di investimenti in settori mirati al fine di conseguire gli obiettivi delle politiche dell'Unione.

European Maritime Single Window environment (A8-0006/2019 - Deirdre Clune) IT  
 

Il 17 maggio 2018 la Commissione ha pubblicato una proposta che istituisce un sistema di interfaccia unica marittima europea e abroga la direttiva 2010/65/UE relativa alle formalità di dichiarazione delle navi. L'iniziativa fa parte del terzo pacchetto "L'Europa in movimento", che mantiene gli impegni della nuova strategia per la politica industriale del settembre 2017 e mira a completare quel processo che consentirà all'Europa di cogliere fino in fondo i benefici della modernizzazione della mobilità. Le nuove tecnologie stanno radicalmente mutando il paesaggio della mobilità.
In tale contesto, l'UE e le sue industrie devono raccogliere questa sfida e porsi come leader mondiali nel campo della mobilità. Attualmente gli operatori dei trasporti marittimi devono soddisfare una nutrita serie di requisiti in materia di dichiarazioni ogniqualvolta una nave fa scalo in un porto. Ogni anno si registrano oltre due milioni di scali nei porti dell'UE. Le formalità di dichiarazione delle navi che fanno scalo nei porti degli Stati membri sono attualmente definite nella direttiva 2010/65/UE relativa alle formalità di dichiarazione.
La direttiva ha lo scopo di semplificare e armonizzare le procedure amministrative applicate ai trasporti marittimi introducendo un'interfaccia unica per le formalità di dichiarazione delle navi.

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