Laura FERRARA
  • Laura
    FERRARA
  • Europe of Freedom and Direct Democracy Group
  • Member
  • Italy Movimento 5 Stelle
  • Date of birth: 11 September 1983, Napoli

Vice-Chair

  • JURI Committee on Legal Affairs

Member

  • LIBE Committee on Civil Liberties, Justice and Home Affairs
  • D-CL Delegation to the EU-Chile Joint Parliamentary Committee
  • DACP Delegation to the ACP-EU Joint Parliamentary Assembly
  • DLAT Delegation to the Euro-Latin American Parliamentary Assembly

Substitute

  • AFET Committee on Foreign Affairs
  • DROI Subcommittee on Human Rights

Most recent activities

  • Vi consiglio di guardare il servizio "Un mare di ipocrisia" realizzato da Report e andato in onda ieri, che mette in luce diverse criticità del sistema di gestione dei flussi migratori.
    21/11/2017 21:07 - facebook
  • Ora #reportrai3 sta sollevando tutti i temi che abbiamo denunciato noi del #m5s mesi e mesi fa sugli sbarchi, su operazione Triton, su ONG e su mancanza di solidarietà europea nella gestione dell’immigrazione. #M5S_Europa
    20/11/2017 21:59 - facebook
  • REGOLAMENTO DI DUBLINO: ECCO PERCHÈ ABBIAMO VOTATO CONTRO Vorrei fare un ulteriore chiarimento su Dublino, anche alla luce dei diversi messaggi che sto ricevendo : non c’è alcuna demonizzazione dei migranti nella nostra posizione sulla riforma del regolamento di Dublino. Perché abbiamo votato contro la proposta di riforma? Qui di seguito provo ad esporre le nostre ragioni, il testo è un po’ lungo ma credo sia doveroso dare risposta a quanti mi stanno chiedendo maggiore chiarezza. Siamo stati i primi a chiedere una immediata e radicale riforma di Dublino. Cosa volevamo ottenere? Un’equa ripartizione delle responsabilità tra tutti i Paesi dell’Unione europea nella gestione dei flussi migratori. Nulla di più e nulla di diverso rispetto a quanto previsto dall’art.80 del Trattato sul funzionamento dell’UE. Abbiamo raggiunto questo obiettivo con il primo testo di riforma votato dal Parlamento europeo? A nostro avviso, purtroppo, NO. I motivi? Perché il primo Paese di ingresso continuerà a dover: ➖effettuare le operazioni di identificazione ➖effettuare i controlli di sicurezza (se dopo i controlli vi saranno richiedenti asilo che dovessero risultare potenzialmente pericolosi, non verranno ricollocati ma resteranno nel primo Paese di ingresso che dovrà rimpatriarli, con tutte le difficoltà dovute all’assenza di accordi bilaterali con i Paesi terzi) ➖effettuare le operazioni di registrazione delle richieste di protezione internazionale ➖effettuare i primi colloqui per identificare soggetti vulnerabili e casi di ricongiungimento familiare ➖esaminare prima facie le domande di tutti i richiedenti asilo arrivati e verificare se gli argomenti sollevati dal richiedente asilo siano rilevanti per l’ottenimento della protezione internazionale o se vi siano altre informazioni disponibili; se da questa prima valutazione la richiesta dovesse risultare chiaramente non convincente, questi richiedenti asilo non verranno ricollocati ma resteranno nel primo Paese di ingresso. Queste prime procedure e verifiche le faranno anche gli altri Stati membri? NO. Vi invito poi a ragionare da un’altra prospettiva: quali erano gli obiettivi che si prefissavano di raggiungere Paesi come la Germania o la Francia, e in generale i Paesi del nord Europa? 1) fermare i movimenti secondari, ovvero l’arrivo nei loro Paesi di migranti sbarcati in Italia che avvalendosi dell’area Schengen e delle frontiere interne aperte si spostavano e andavano laddove c’erano parenti, familiari, amici, comunità pronte ad accoglierli. (Abbiamo visto come negli ultimi anni Schengen sia stato sempre più volte sospeso, siano stati reintrodotti i controlli alle frontiere interne, l’Austria abbia addirittura minacciato di schierare l’esercito). Obiettivo raggiunto per loro? Si. I movimenti secondari non ci saranno più: si ingloba nel regolamento di Dublino il sistema hotspot (tanto criticato dalla sinistra e stavolta accolto di buon grado) e dunque la domanda dovrà essere registrata sempre nel primo Paese di ingresso. E se un migrante passa le frontiere interne e prova a presentarla in un altro Paese dell’UE? Il richiedente asilo verrà rispedito nel primo Paese di ingresso, che verrà pure sanzionato con lo stop ai ricollocamenti e agli aiuti economici! 2) garantire la pubblica sicurezza. Anche in questo caso, obiettivo raggiunto dai Paesi del nord Europa! I richiedenti asilo che a seguito di controlli dovessero risultare un pericolo per la sicurezza pubblica resteranno nel primo Paese di ingresso e non verranno ricollocati. 3) frenare l’arrivo dei c.d. migranti economici. Più volte abbiamo sentito Angela Merkel o Macron dire di essere pronti ad accogliere rifugiati ma non i c.d. migranti economici. In questo caso, avranno raggiunto l’obiettivo? Certo che sì! Grazie alla procedura filtro introdotta a carico dei Paesi di primo ingresso, i richiedenti asilo che non hanno chances di ottenere protezione internazionale non verranno ricollocati ma resteranno nel Paese di primo ingresso. Una puntualizzazione: dal punto di vista tecnico-giuridico non esiste alcuna definizione di “migrante economico”. Si tratta di una definizione ormai ampiamente usata in ambito comunicativo per indicare tutti coloro i quali non hanno diritto alla protezione internazionale e che arrivano sul territorio europeo per svariate ragioni. Si può sapere se un richiedente asilo ha o meno diritto alla protezione internazionale solo al termine di tutta la procedura di esame della domanda. Da qui la levata di scudi di PD e FORZA ITALIA: “non è corretto parlare di migrante economico! Non è vero che resteranno tutti in Italia!”, dichiarazioni fatte evidentemente in preda all’amnesia. Se si guarda infatti alla procedura filtro (la c.d. verifica prima facie prevista dall’art.9), sia che la procedura di esame si concluda, caso per caso, con esito positivo (riconoscimento protezione internazionale) sia con esito negativo (rifiuto protezione internazionale), in entrambi i casi il rifugiato o l’irregolare (cd migrante economico) resteranno a carico del primo Paese di ingresso. E allora per l’estrema destra xenofoba, il voto contrario è stato dettato dal non volere alcun tipo di meccanismo di ricollocamento, nemmeno in via ipotetica. Per noi il voto contrario è motivato da ragioni esattamente opposte: un testo a nostro avviso troppo poco ambizioso, un meccanismo di ricollocamento filtrato e non automatico (così come da noi invece richiesto), una solidarietà ipocrita, una ripartizione di responsabilità non equa ed una ricaduta di oneri sui Paesi di primo ingresso in misura non paragonabile a quella degli altri Paesi dell’UE.
    20/11/2017 15:01 - facebook
  • Anche oggi si procede su una corsia sola sulla “nuova” autostrada del Mediterraneo. Un’autostrada che è stata ed è un eterno cantiere e alla quale il governo Renzi è riuscito a cambiare solo il nome. Una presa in giro ai cittadini calabresi che ogni giorno si trovano a percorrerla per lavoro o per motivi di studio. Spero che i calabresi ci diano una mano a mandarli a casa una volta per tutte!
    20/11/2017 09:02 - facebook
  • Oggi insieme a Paolo Parentela a Cosenza abbiamo discusso insieme ai cittadini di acqua pubblica e tributi illegittimi. L'acqua è un bene pubblico e come MoVimento 5 Stelle ci siamo sempre battuti contro la sua privatizzazione. Un diritto inalienabile come quello dell'accesso all'acqua ed alla fornitura idrica non può e non deve essere ad esclusivo appannaggio di un privato. Non si possono fare affari sull'acqua. La stragrande maggioranza degli italiani ha detto NO a ogni legge che possa affidare in mani private la gestione dell'acqua pubblica. Si rispetti la volontà del popolo Italiano!
    19/11/2017 23:36 - facebook

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