Piernicola PEDICINI
  • Piernicola
    PEDICINI
  • Europe of Freedom and Direct Democracy Group
  • Member
  • Italy Movimento 5 Stelle
  • Date of birth: 22 May 1969, Benevento

Vice-Chair

  • DACP Delegation to the ACP-EU Joint Parliamentary Assembly

Member

  • ENVI Committee on the Environment, Public Health and Food Safety
  • D-RU Delegation to the EU-Russia Parliamentary Cooperation Committee
  • D-AF Delegation for relations with Afghanistan

Substitute

  • DEVE Committee on Development
  • ITRE Committee on Industry, Research and Energy

Most recent activities

Joint motion for a resolution on the situation in Burundi

18-01-2017 RC-B8-0075/2017

Joint motion for a resolution on the situation in the Central African Republic

18-01-2017 RC-B8-0074/2017

Motion for a resolution on Central African Republic

16-01-2017 B8-0085/2017

NB: This motion for a resolution is available in the original language only.

  • Ennesima gaffe del #Pd, il Tribunale di Roma rigetta le accuse di illegittimità del codice di comportamento #M5S: https://t.co/9xsnXrmPIE https://t.co/n6NqTeEVJZ
    21/01/2017 09:05 - twitter
  • La #TerraDeiFuochi lucana di cui nessuno parla, centinaia di morti e tonnellate di #Rifiuti nocivi mai bonificati: https://t.co/WXYrqW1wK1 https://t.co/UfQZFYUtYI
    20/01/2017 21:05 - twitter
  • IL TESTO DELL'INTERVENTO DEL #M5S PER LA CARICA DI PRESIDENTE DEL PARLAMENTO EUROPEO. La delegazione del M5S Europa aveva scelto me come candidato alla carica di presidente del Parlamento europeo. Poi le cose sono andate come sapete. Questo sarebbe stato il discorso che avrei letto in plenaria, davanti al mondo, martedì 17 gennaio scorso a Strasburgo. "Grazie Presidente, prendo la parola con il senso del dovere. Noi siamo qui soltanto dall’inizio di questa legislatura, ma questo tempo è bastato per vedere e per ascoltare cose che, credo, nessun cittadino europeo avrebbe mai potuto immaginare. Da quando siamo qui molti parlamentari, con disprezzo, ci hanno definito populisti, talvolta anti-europeisti, se ci andava bene euroscettici. Ma mentre lo dicevano, votavano a favore dell’ingresso della Cina nell’economia di mercato facendo concorrenza sleale alle nostre imprese. Mentre lo dicevano votavano a favore del TTIP, che avrebbe concesso di importare carne con gli ormoni nel nostro territorio. E, mentre lo dicevano, votavano a favore dell’importazione senza dazio dell’olio tunisino mettendo in crisi le nostre piccole economie locali. Abbiamo sentito ripetere più volte la parola “sostenibilità”, ma mentre lo facevano, eleggevano a Commissario per il Clima un petroliere. Abbiamo visto le Istituzioni Europee sedersi a tavola con i grandi banchieri per spolpare fino all’osso la Grecia con la scusa che i loro cittadini avevano vissuto al di sopra delle loro possibilità. Ma mentre lo facevano la maggior parte dei cittadini Greci stavano vivendo nella miseria più assoluta. Abbiamo sentito ripetutamente parlare di crescita del PIL, ma il PIL cresce anche quando continuiamo a distruggere l'unico pianeta a nostra disposizione. Il PIL cresce anche quando aumentano le malattie perché si vendono più farmaci o quando aumentano le guerre perché si producono più armi. Vi abbiamo visto venerare qualcosa che più cresce, più ci distrugge. Abbiamo visto anche applaudire il Presidente della Commissione Europea: l’uomo che impone le politiche di austerità che stanno strangolando le piccole e medie imprese, specialmente del sud Europa. Io voglio ricordare che solo in Italia, dall’inizio della crisi del 2011, si sono suicidati più di 300 imprenditori, perché non riuscivano più a pagare le tasse. Non riuscivano a sopportare il peso di questo fallimento verso la propria famiglia e neanche il peso di dover lasciare per la strada centinaia di famiglie di lavoratori. Ma mentre succedeva tutto questo, l’uomo che avete votato e applaudito qui dentro, permetteva di evadere le tasse alle grandi e ricchissime multinazionali. Incredibilmente poi, solo qualche giorno fa, gli abbiamo sentito dire che se l’Italia vuole uscire dall’Europa la porta è aperta. Caro Presidente Junker, noi non vogliamo uscire dall’Europa, siete voi che dovete uscire dall’Europa. Questa Europa ha bisogno di risolvere la crisi dei migranti ma, incredibilmente, continuiamo a sfruttare le risorse africane e del medio oriente creando le condizioni che generano i flussi migratori. Questa Europa ha bisogno di sconfiggere il terrorismo internazionale ma, incredibilmente, abbiamo visto votare a favore della vendita di armi nelle zone di guerra. Questa Europa dovrebbe combattere il riscaldamento globale ma, incredibilmente, abbiamo visto difendere le industrie che non vogliono intraprendere la strada del cambiamento verso le rinnovabili. Abbiamo visto la destra e la sinistra alternarsi al comando di queste Istituzioni facendo la stessa identica politica, sempre in difesa degli interessi delle lobby, mai dalla parte dei cittadini. Vi abbiamo visto espropriare la sovranità degli Stati per sottometterli alle élite finanziarie che hanno svenduto la nostra dignità, la nostra libertà e anche la fraternità tra i nostri popoli. Per questi motivi io non sono venuto qui a chiedere il voto ai vostri gruppi politici. E non sono neanche venuto a chiederlo alle vostre macchine di partito. Io mi rivolgo a voi come singoli deputati perché avete firmato un contratto di responsabilità politica con il vostro popolo. Io mi rivolgo a voi come cittadini greci, come spagnoli, come irlandesi, portoghesi, cechi, polacchi, rumeni, inglesi, francesi, tedeschi. Noi non siamo figli della casta o dei poteri forti. Siamo semplicemente dei cittadini che hanno deciso di non lasciare ai politici il futuro dei propri figli e della loro terra. Possiamo offrirvi questo nostro impegno se volete. Noi non riceviamo finanziamenti dalle banche o dalla grande finanza e non siamo mai scesi a patto con loro, abbiamo solo un patto d’onore con la lobby dei cittadini. Possiamo offrirvi questa certezza se volete. Noi non siamo di destra e non siamo neanche di sinistra. La contrapposizione ideologica tra destra e sinistra ha diviso i nostri popoli mentre ci rubavano il futuro dei nostri ragazzi, per questo siamo liberi dalle ideologie. Possiamo offrirvi questa libertà se volete. Oggi siamo qui pur sapendo che la conclusione di questa elezione è già scontata e che nessuno di voi ci voterà. Per noi è comunque un onore essere arrivati fino a qui da cittadini liberi, perché siamo convinti che altri ne arriveranno fino a quando le istituzioni non saranno capaci di servire degnamente il proprio popolo. Possiamo offrirvi questa possibilità se volete".
    20/01/2017 21:01 - facebook
  • Il #caffè solubile e gli #omogeneizzati possono contenere #Furano, composto organico altamente cancerogeno: https://t.co/TCjOqW31D2 https://t.co/HzaYfdnfjn
    20/01/2017 17:05 - twitter
  • EX MATERIT, EX LIQUICHIMICA E EX ENICHEM: CENTINAIA DI MORTI E TONNELLATE DI #RIFIUTI NOCIVI MAI BONIFICATI. ECCO LA TERRA DEI FUOCHI LUCANA DI CUI NESSUNO PARLA. In #Basilicata c'è un disastro ambientale e sanitario di dimensioni enormi che da troppi anni viene trascurato e non affrontato come sarebbe urgente fare. Stiamo parlando della gravissima situazione provocata dalla ex Materit, una fabbrica che lavorava l'amianto, nonché dalla ex Liquichimica e dalla ex Enichem, tutte aziende che operavano nell'area industriale della #Valbasento. È uno scandalo che deve essere chiarito in tutta la sua complessità e drammaticità almeno per quattro motivi: perché è necessario fare luce sulla morte di centinaia di persone che sarebbero decedute per malattie tumorali causate dall'inquinamento industriale; perché ci sono ritardi inauditi per la bonifica delle aree coinvolte; perché i rifiuti nocivi e pericolosi non sono stati rimossi e continuano a mettere a rischio la salute pubblica e l'ambiente; perché il protocollo di sorveglianza sanitaria per gli ex lavoratori e per i familiari è parziale e andrebbe incrementato. Si tratterà di capire come sia stato possibile che in oltre venti anni di palleggiamenti vari, le istituzioni pubbliche regionali e nazionali, gli organi di controllo e la magistratura, non abbiano affrontato l'emergenza in corso con la determinazione che occorre in vicende come queste. È una delle pagine più brutte della Basilicata sulle quali non è possibile continuare a tergiversare. È l'esempio di come la politica e le istituzioni abbiano fallito miseramente. E questo, nonostante, nel corso degli anni, alcune meritevoli associazioni e organi di informazione abbiano tentato di tenere i riflettori accesi. La Regione Basilicata, più di tutti, deve dare conto dei ritardi e deve assumersi le responsabilità delle inefficienze e inadempienze. Noi, come parlamentari europei del #M5S, nonostante abbiamo già presentato due interrogazioni sull'inquinamento del Basento e sulla radioattività nell'area della ex Liquichimica di #Tito, presenteremo un'altra interrogazione alla Commissione Ue e avvieremo una serie di iniziative per fare in modo che le istituzioni competenti si attivino con maggiore celerità, che la magistratura verifichi se ci sono responsabilità civili e penali e che l'opinione pubblica venga informata in modo trasparente. Non è possibile apprendere che lo stabilimento e le aree dismesse della ex Materit, che è stata in attività dal 1973 al 1989, siano custodite alla meno peggio e che dentro ci siano ancora 500-600 sacconi da mille chili di amianto ciascuno che aspettano di essere bonificati. Oltre a questo ci sono tonnellate di fanghi e di manufatti d’amianto sotterrati nei 76mila metri quadrati di pertinenza dell’industria, varie tonnellate abbandonate all'aperto, e coperte solo da un telone, in un'area accanto alla statale 407 Basentana, ad un chilometro circa dall’uscita per #Pisticci. Poi, secondo le testimonianze di alcuni ex lavoratori, ci sarebbero altri rifiuti nocivi disseminati un po' in tutte le campagne di #Ferrandina perché gli scarti di amianto sarebbero stati buttati anche in burroni e calanchi. Una situazione terribile e vergognosa che ci porta a ritenere che si tratti di una Terra dei fuochi lucana. Un dramma ambientale e sanitario che colpisce chi frequenta quei territori e chi è costretto a respirare le fibre di amianto trasportate dal vento, perché va a lavorare nelle aziende della Valbasento. E non è concepibile che solo nel 2013 siano partite le ordinanze di non utilizzo delle acque del Basento per l’abbeveraggio degli animali o per l’irrigazione, quando poi, dalle relazioni dell’Arpab già nel 2004 si documentavano situazioni raccapriccianti riferite al superamento delle soglie di legge di pericolosi inquinanti. Un altro tema riguarda il riconoscimento delle malattie professionali e i protocolli sanitari che dovrebbero essere garantiti agli ex lavoratori, ma anche ai familiari e alle vedove che sono stati a contatto con le polveri di amianto a causa delle tutte di lavoro e della biancheria che venivano portate a casa. Un riconoscimento indispensabile se si considera che il picco di mortalità si dovrebbe avere nel 2020 e sappiamo bene l’importanza di una diagnosi precoce delle malattie oncologiche. In questo caso, va dato atto delle straordinarie battaglie portate avanti in questi anni dei volontari dell'Aiea (associazione italiana esposti amianto di Matera). Infine, rispetto agli interventi di bonifica, pur se sono stati stanziati 46 milioni di euro, per la Valbasento e per l'area della ex Liquichimica di Tito di cui ci occuperemo prossimamente, ad oggi non è stato fatto ancora niente di concreto, e siamo solo al punto che l'assessore regionale all'Ambiente della Basilicata Pietrantuono ha promesso che tra il 2018 e il 2020 tutti gli interventi dovrebbero essere completati. Una promessa di cui non ci fidiamo, visti i colpevoli ritardi avvenuti finora, pertanto vigileremo con grande attenzione. Per le stesse ragioni, ma anche per le inefficienze, reticenze e coperture del passato, non ci fidiamo dell'Arpab e neanche del ministero dell’Ambiente, che dovrebbe essere una sorta di cabina di regia di tutte le azioni. Davanti a questo quadro ci auguriamo, pertanto, che sia più celere l'azione giudiziaria della Procura di Matera. Resta la nostra rabbia e il nostro disappunto per aver verificato come un disastro di tali dimensioni sia stato gestito con tanta superficialità dalle istituzioni pubbliche e come i cittadini e i lavoratori siano stati abbandonati a se stessi.
    20/01/2017 17:01 - facebook

Contacts

Bruxelles

  • Parlement européen
    Bât. Altiero Spinelli
    07H141
    60, rue Wiertz / Wiertzstraat 60
    B-1047 Bruxelles/Brussel

Strasbourg

  • Parlement européen
    Bât. Winston Churchill
    M03001
    1, avenue du Président Robert Schuman
    CS 91024
    F-67070 Strasbourg Cedex

Postal address

  • European Parliament
    Rue Wiertz
    Altiero Spinelli 07H141
    1047 Brussels