Dario TAMBURRANO : Explications de vote écrites 

Les députés peuvent expliquer par écrit leur vote en plénière. Article 183 du règlement intérieur.

Règles communes pour le marché intérieur de l'électricité (A8-0044/2018 - Jerzy Buzek) IT  
 

A livello emendativo e negoziale, le nostre priorità si sono concentrate sul riconoscimento dei diritti di partecipazione dei cittadini nel mercato elettrico e sui diritti contrattuali e la protezione consumatori. Abbiamo prestato particolare attenzione alla democratizzazione del sistema energetico, intervenendo in maniera coerente al fine di introdurre l'aspetto sociale, partecipativo e di solidarietà. Il coinvolgimento attivo di tutti i cittadini è la chiave di volta della transizione verso un'economia efficiente dal punto di vista energetico e basata al 100% sulle rinnovabili.
L'accordo sancisce il diritto dei cittadini di partecipare al sistema energetico tramite l'istituzione di due nuovi attori, i clienti attivi e le citizens energy communities , che garantiscono il diritto dei consumatori di partecipare, individualmente o collettivamente, in maniera non discriminatoria, al mercato elettrico tramite pratiche diverse. Su nostra richiesta, si riconosce anche il diritto delle comunità energetiche di condividere tra i propri membri l'elettricità prodotta dalle unità produttive della comunità anche facendo uso delle tecnologie ICT.
Il compromesso interistituzionale raggiunto migliora gli articoli relativi ai prosumers e, sebbene si registri qualche passo indietro rispetto alle posizioni iniziali del Parlamento sugli articoli legati ai diritti contrattuali, permane un livello di protezione abbastanza spiccato. Per questa ragione votiamo positivamente l'accordo.

Marché intérieur de l'électricité (A8-0042/2018 - Jerzy Buzek) IT  
 

Il regolamento stabilisce norme direttamente applicabili in tutti gli Stati membri al fine di rendere il mercato dell'energia elettrica più flessibile e meno distorto. I nostri temi prioritari durante i negoziati sono stati la priorità di dispacciamento e i meccanismi di capacità.
I meccanismi di capacità sono delle forme di supporto pubblico che remunerano gli impianti di generazione elettrica affinché siano disponibili a produrre energia in caso vi siano problemi di approvvigionamento dell'elettricità. Questi strumenti si sono trasformati nel tempo in sussidi ingiustificati alle fossili e per questo motivo la Commissione nella sua proposta stabilisce principi applicativi restrittivi a livello UE. Il Parlamento ha bloccato le intenzioni di continuare a sovvenzionare liberamente il carbone fino al 2035 e oltre. L'accordo riesce a garantire la fine dei sussidi per il carbone nell'UE a partire dalla metà del 2025.
Per quanto riguarda la priorità di dispacciamento, il Parlamento è riuscito a mantenerla per le piccole installazioni rinnovabili e per quelle dimostrative, anche se si riducono le soglie di riferimento.
L'accordo implica alcuni passi indietro rispetto alle posizioni iniziali del Parlamento (generalmente più ambiziose), ma limita fortemente i danni rispetto alle posizioni iniziali del Consiglio e per questo motivo abbiamo deciso di supportarlo.

Agence de l'Union européenne pour la coopération des régulateurs de l'énergie (A8-0040/2018 - Morten Helveg Petersen) IT  
 

Il regolamento proposto riformula la legislazione che istituisce l'agenzia, adattandola ai cambiamenti nei mercati dell'energia e affrontando la necessità di una cooperazione regionale rafforzata. Assegna all'ACER un ruolo più forte nello sviluppo dei codici di rete e nel coordinamento del processo decisionale regionale. Assegna inoltre una serie di nuovi compiti relativi ai centri operativi regionali da stabilire, la supervisione degli operatori del mercato elettrico designato e la valutazione dell'adeguatezza della generazione e della preparazione al rischio.
Il testo concordato allinea il regolamento ACER agli accordi provvisori sulle altre proposte relativi al mercato dell'energia, ampliando il ruolo dell'ACER nella regolamentazione dei mercati energetici dell'UE. Anche se il Parlamento non ha ottenuto tutto ciò che voleva, il quadro che regola l'ACER sarà migliore di quello esistente. Alcuni aspetti sono piuttosto deludenti, ad esempio, in relazione all'indipendenza del direttore dell'ACER. Ma, nel complesso, il Parlamento europeo è riuscito a resistere ai tentativi di alcuni Stati membri di indebolire l'ACER. Inoltre, grazie all'approccio molto unito del Parlamento, l'ACER acquisirà alcuni importanti poteri aggiuntivi, ad esempio, l'Agenzia sarà in grado di emettere una raccomandazione alle entità paneuropee e regionali sulla possibile violazione della normativa dell'UE. Per questi motivi abbiamo votato a favore.

Préparation aux risques dans le secteur de l'électricité (A8-0039/2018 - Flavio Zanonato) IT  
 

La proposta del regolamento sulla preparazione ai rischi nel settore dell'energia elettrica affronta le carenze della legislazione vigente, in particolare la mancanza di coordinamento regionale e le diverse norme e procedure nazionali. Obbligherà gli Stati membri a predisporre gli strumenti appropriati per prevenire, preparare e gestire le situazioni di crisi derivanti da condizioni meteorologiche estreme, attacchi malevoli inclusi attacchi informatici o carenza di carburante.
L'accordo raggiunto è un miglioramento rispetto alla proposta originale della Commissione e abbiamo quindi deciso di supportarlo. Il testo richiede una metodologia comune per la valutazione dei rischi a livello nazionale e regionale (intesa come più Stati membri). La rete europea dei gestori dei sistemi di trasmissione di energia elettrica svilupperà anche una metodologia comune per le valutazioni dell'adeguatezza stagionali e a breve termine negli Stati membri e nelle regioni.
Ci piace anche il maggiore coinvolgimento delle parti interessate nella valutazione dei rischi, nell'identificazione degli scenari di crisi regionali e nazionali e nella definizione di metodologie. Le parti interessate devono inoltre essere informate dell'applicazione di misure non di mercato in caso di una crisi dell'elettricità in uno Stato membro.
Per questi motivi abbiamo votato a favore.

Étiquetage des pneumatiques en relation avec l'efficacité en carburant et d'autres paramètres essentiels (A8-0086/2019 - Michał Boni) IT  
 

I pneumatici sono probabilmente una delle più grandi fonti di inquinamento plastico nei nostri oceani, fiumi e mari. L'abrasione dei pneumatici emette microplastiche che contribuiscono all'aumento delle polveri sottili in ambito urbano e non, e che vengono spazzate via dal vento e lavate dalla pioggia in corsi d'acqua, che portano all'oceano, e possono danneggiare animali acquatici, ecosistemi fragili e anche la salute umana. È quindi cruciale migliorare l'etichettatura dei pneumatici, in modo da consentire ai consumatori di ottenere informazioni più pertinenti e comparabili e di adottare decisioni di acquisto economicamente vantaggiose e rispettose dell'ambiente all'acquisto di nuovi pneumatici.
Purtroppo, il testo approvato è poco ambizioso in questo riguardo, togliendo spazio all'economia circolare e alla riduzione dell'inquinamento da microplastiche. Noi sostenevamo la proposta della Commissione di includere quanto prima, nell'etichetta, le informazioni relative all'abrasione e al chilometraggio - parametri ambientali importanti di cui adesso la discussione è stata rinviata alla prossima revisione del presente regolamento.
Abbiamo quindi votato contro la proposta.

Le droit d'auteur dans le marché unique numérique (A8-0245/2018 - Axel Voss) IT  
 

La proposta di direttiva mira a modificare le norme in materia di diritto d'autore e si inserisce nel contesto più ampio della realizzazione del mercato digitale unico.
Il testo finale poteva ritenersi un compromesso accettabile se non fosse per la presenza di due articoli controversi: l'articolo 11, che mira a introdurre la c.d. linktax , in altre parole un diritto ancillare al diritto d'autore, a favore degli editori dei giornali, per l'uso digitale delle loro pubblicazioni di carattere giornalistico; l'altro, è l'articolo 13, che disciplina l'uso di contenuti protetti da parte dei prestatori di servizi delle società dell'informazione che memorizzano e danno accesso a grandi quantità di opere e altro materiale caricati dagli utenti (es. Youtube), e prevede l'uso di filtri automatici. Questi due articoli rischiano di mettere a repentaglio sia la libertà di espressione in rete, sia Internet così come è nato e l'abbiamo sempre conosciuto: libero e aperto.
Noi del M5S siamo da subito stati contrari e abbiamo presentato degli emendamenti di stralcio di questi articoli che però non sono passati.
Riteniamo questo accordo inaccettabile e abbiamo pertanto votato contro.

Changement climatique (B8-0184/2019, B8-0188/2019, RC-B8-0195/2019, B8-0195/2019, B8-0198/2019, B8-0199/2019, B8-0200/2019, B8-0201/2019, B8-0202/2019, B8-0203/2019) IT  
 

Il cambiamento climatico è una delle sfide più minacciose della nostra epoca. L'UE deve inviare un messaggio chiaro al mondo, che l'Europa è in prima linea, nel raggiungere gli obiettivi dell'accordo di Parigi. Abbiamo quindi votato a favore questa risoluzione.
La risoluzione richiede un aggiornamento dei contributi determinati a livello nazionale: vogliamo che gli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra, siano pari a 55% nel 2030 rispetto ai livelli del 1990. Siamo anche contenti che il principio Energy Efficiency First, sia stato riconosciuto nella risoluzione e deve essere applicato lungo tutta la catena energetica e considerato come base per ogni scenario verso l'obiettivo 2050. Ci dispiace tuttavia che il Parlamento europeo non abbia accettato la nostra richiesta di una "Legge europea sul clima". Anche se le attuali norme dell'UE sull'azione per il clima sono complete, mancano delle leggi climatiche efficaci. Inoltre, avevamo chiesto alla Commissione europea di presentare uno scenario per le emissioni nette a zero entro il 2050, che escluda i combustibili fossili, ma questo non è stato raccolto. Possiamo solo chiederci, perché fino ad oggi non è stato presentato uno scenario con 100% rinnovabili - l'unico modo in cui possiamo decarbonizzare l'economia europea.

Recommandations relatives à l'ouverture de négociations entre l'Union européenne et les États-Unis (B8-0163/2019) IT  
 

Il Presidente Trump ha dato via ad una nuova era nelle relazioni commerciali, volendo eliminare il surplus economico che altri Stati hanno nei confronti degli Stati uniti, applicando una serie di tariffe su determinati prodotti importati, riaprendo così il dibattito su quali debbano essere le future relazioni transatlantiche. Juncker, nella dichiarazione congiunta UE-US del 25 luglio 2018, ha deciso, unilateralmente, senza aver consultato il Parlamento o gli Stati membri, di riaprire le trattative commerciali con gli Stati uniti.
Da sempre siamo stati critici, in quanto si tratta di un mini TTIP, che vede l'inclusione del settore della pesca oltre che la possibilità, sotto pressione americana, di tariffe sulle auto, l'introduzione del settore agricolo, fortemente richiesto dall'amministrazione Trump. Da sempre abbiamo dichiarato che non possiamo negoziare sotto minaccia e la Commissione ha invece deciso di farlo.
La risoluzione, come richiesto anche da noi, avrebbe invitato il Consiglio a revocare le direttive di negoziato per un partenariato transatlantico sugli scambi e gli investimenti con gli Stati Uniti, prima di adottare qualsiasi nuovo mandato relativo ai negoziati commerciali tra l'UE e gli Stati Uniti. Tuttavia, purtroppo, la risoluzione è stata rifiutata dalla maggioranza del Parlamento europeo.

Création du Fonds monétaire européen (A8-0087/2019 - Pedro Silva Pereira, Vladimír Maňka) IT  
 

Questa proposta dimostra ancora una volta che nell'UE, si vogliono continuare a punire e a mettere sotto controllo i Paesi con alti disavanzi e debiti pubblici, al posto di affrontare i profondi e crescenti squilibri macroeconomici alla base di quest'unione monetaria incompleta e non ottimale.
Il compito del Fondo monetario europeo, sarebbe quello di salvaguardare la stabilità finanziaria nell'Eurozona, attivando linee di credito per salvare gli Stati a rischio. Il Fondo, per concedere un aiuto, chiederebbe allo Stato in difficoltà di intervenire sul bilancio attuando riforme strutturali in grado di rimettere il paese in carreggiata. Il Fondo, inoltre, potrebbe intervenire come rete di sicurezza nel sistema creditizio per attenuare i rischi bancari.
La creazione del FME non è altro che l'istituzionalizzazione del trattamento ingiusto e umiliante che è stato riservato alla Grecia con l'azione della Troika. Concedere prestiti in cambio di misure di austerità è un vero e proprio ricatto che viene fatto ai piccoli Stati membri per volere di paesi più grandi.
Il M5S si è opposto a tutto questo e ha chiesto il rigetto della proposta. Nonostante ciò questa è stata accolta con favore dalla maggior parte dei partiti mainstream.

Suivi donné par le SEAE deux ans après le rapport du PE sur la communication stratégique de l’Union visant à contrer la propagande dirigée contre elle par des tiers (A8-0031/2019 - Anna Elżbieta Fotyga) IT  
 

La presente relazione ha lo scopo di dare continuità alla precedente "Risoluzione del Parlamento europeo del 23 novembre 2016 sulla comunicazione strategica dell'UE, per contrastare la propaganda nei suoi confronti, da parte di terzi (2016/2030)" e si occupa della situazione aggiornata al 2018, con lo scopo di contrastare la "guerra ibrida" (ovvero quelle forme di conflitto non cinetico che possono avvenire anche sul piano informativo o della propaganda), sensibilizzare su forme di "cattiva informazione, disinformazione e propaganda" per poi proseguire con una serie di paragrafi sull'approccio europeo e le future elezioni europee del 2019.
La relazione, che dovrebbe avere come obiettivo, quello di dare una posizione del Parlamento per quanto riguarda la contropropaganda o la disinformazione in senso lato, pone il focus, secondo noi voluto, sulla Russia e le possibili interferenze che Mosca potrebbe avere nella politica europea e sulle prossime elezioni.
Noi abbiamo votato contro questa relazione, in quanto include dei passaggi che non condividiamo, come per esempio l'ennesima accusa che si tratta principalmente di disinformazione russa, escludendo quindi tutte le altre possibili campagne di disinformazione, o si chiede di aumentare i finanziamenti della task force di comunicazione strategica del SEAE (quindi il focus è sempre l'Europa dell'Est).

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