Eleonora FORENZA : Explications de vote écrites 

Les députés peuvent expliquer par écrit leur vote en plénière. Article 183 du règlement intérieur.

Mise en œuvre de l'accord commercial UE-Colombie et Pérou (A8-0446/2018 - Santiago Fisas Ayxelà) IT  
 

La Colombia conta oggi il maggior numero di omicidi di difensori dei diritti umani nel mondo (rapporti di Amnesty International e Front Line Defenders). Nel 2017 dei 313 difensori uccisi nel mondo, ben 212 erano latinoamericani, e di questi 92 sono stati uccisi in Colombia.
Nel report trimestrale dell’ONU sulla missione di verifica in Colombia, del 26 dicembre, si riferisce come soltanto nel settembre 2018 siano stati almeno sette gli omicidi di leader verificati, mentre 22 sono in fase di accertamento. Dalla firma degli accordi di pace ci sono poi 456 casi di omicidi, 163 dei quali già verificati dalle autorità colombiane.
Il Segretario generale ONU, Guterres, ha ribadito la preoccupazione per i continui attacchi contro i leader sociali e i difensori dei diritti umani in Colombia, nonostante gli impegni per l’attuazione degli accordi di pace presi dal presidente Ivan Duque nei suoi primi cento giorni di mandato.
La Colombia ha un serio e ripetuto problema con il rispetto dei diritti umani. Questa relazione è un’occasione persa per cercare di esercitare una reale pressione nei confronti del governo colombiano, perché non prende posizione netta su questa situazione. Per questo ho votato contro questa relazione.

Situation des droits fondamentaux dans l’Union européenne en 2017 (A8-0466/2018 - Josep-Maria Terricabras) IT  
 

La risoluzione presenta un buon avanzamento in tema di diritti fondamentali, incluso il diritto all'aborto libero e sicuro, di cui sono molto soddisfatta e ringrazio i colleghi deputati e deputate che hanno duramente lavorato su questo documento. Tuttavia, l'esplicita associazione tra antisemitismo e l'opposizione alle politiche di sangue che Israele mette in atto è per me inaccettabile. Per questo ho deciso di astenermi al voto generale della risoluzione.

Rapport annuel sur la mise en œuvre de la politique commerciale commune (A8-0166/2018 - Tokia Saïfi) IT  
 

Oggi a Strasburgo abbiamo votato la relazione Saïfi sulla relazione annuale sull'attuazione della politica commerciale comune (2017/2070(INI)).
Vorrei esprimere le ragioni del mio voto contrario alla relazione. In generale considero che la relazione della collega Saïfi contenga elementi apprezzabili, abbiamo sempre lavorato molto bene insieme nella commissione INTA di cui entrambe siamo componenti.
Tuttavia l'impostazione generale della relazione opta per le politiche di liberalizzazione e favorisce le grandi concentrazioni invece che i piccoli investitori. Inoltre, ancora più significativo per la propensione del mio voto è la mancanza di un'indicazione vincolante in quei paragrafi che affrontano lo sviluppo sostenibile, che significa diritti umani, tra cui diritti delle donne, i diritti del lavoro e il rispetto degli standard in materia di difesa dell'ambiente.
La mancata richiesta di un vincolo rende queste clausole soltanto dei propositi, quando nelle due relazioni di cui sono stata relatrice sull'uguaglianza di genere negli accordi commerciali dell'UE (A8-0023/2018) e sull'attuazione delle raccomandazioni 2010 del Parlamento sulle norme sociali e ambientali, i diritti umani e la responsabilità delle imprese (A8-0217/2016) proprio questo Parlamento aveva raggiunto altri e migliori risultati da questo punto di vista.
Penso che non si debba mai retrocedere rispetto a tali avanzamenti che tutelano il bene di tutte e di tutti.

Mobilisation du Fonds européen d’ajustement à la mondialisation: demande EGF/2017/004 IT/Almaviva (A8-0346/2017 - Daniele Viotti) IT  
 

Questo provvedimento destina risorse agli oltre 1 600 lavoratori e lavoratrici, di cui moltissime donne e mamme, licenziati da Almaviva, azienda multinazionale italiana che opera nel settore dei call center . Tuttavia, è solo una misura tampone rispetto a politiche economiche e del lavoro italiane ed europee che sono profondamente ingiuste e che compromettono diritti ed occupazione.
L'Italia vorrebbe accedere al Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione per reinserire i lavoratori nel mercato del lavoro, ma è la globalizzazione stessa a creare ingiustizie intollerabili. È un sistema che va cambiato radicalmente, non adeguato.
Il settore dei call center è caratterizzato da sfruttamento e precariato elevatissimi e salari bassissimi. La deregolamentazione, le gare al massimo ribasso e le delocalizzazioni stanno prosciugando il comparto. Le commesse off-shore, con salari e diritti incompatibili con gli standard europei, sono alla base delle crisi.
In Italia il Jobs Act ha accelerato questo processo. Almaviva è andata in crisi anche per la concorrenza di chi poteva assumere con il Jobs Act senza le tutele dei contratti passati. La lotta dei lavoratori Almaviva continuerà fino al reinserimento con rispetto delle clausole sociali e il mantenimento dei diritti pregressi. Servono politiche economiche e sociali alternative, che mettano le persone davanti ai profitti.

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