Gianna GANCIA : Written explanations of vote 

Is féidir le Feisirí míniú i scríbhinn dá vóta sa suí iomlánach a thíolacadh. Riail 194

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Sebbene l’urgenza di contrastare, o quanto meno ritardare, i cambiamenti climatici sia fuori discussione, non sono del parere che l’adozione di misure emergenziali ed estemporanee costituisca la migliore soluzione ad un problema tanto complesso. E’ importante che le istituzioni europee adottino una strategia comune, di ampio respiro, che tenga conto degli interessi dei vari stakeholders e che non sia potenzialmente nociva per la crescita di lungo periodo dell’intero continente. Per le ragioni appena espresse, ho votato contro l’adozione della risoluzione che proclama l’emergenza climatica e ambientale.

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Seppur convinta della necessità di agire in fretta per evitare ulteriori conseguenze dannose provocate dal cambio climatico, ho espresso voto negativo all’adozione della risoluzione sulla COP25. In effetti, credo che la soluzione a questo problema di portata mondiale debba passare attraverso un piano strategico di potenziamento del settore delle nuove tecnologie, e di sostegno alla diffusione delle energie rinnovabili, al fine di giungere a risultati concreti. Non ritengo che la convocazione di un’ulteriore conferenza internazionale possa produrre quelle soluzioni concrete di cui hanno bisogno non solo i cittadini europei, ma tutti gli abitanti di questo pianeta

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E’ ormai evidente che il tema dell’eguaglianza di genere debba trascendere le divisioni partitiche e ed essere posto in cima ad ogni agenda politica, vista la diffusione planetaria della problematica della violenza di genere. Gli Stati Membri dell’Unione Europea hanno già provveduto in gran parte a ratificare la Convenzione di Istanbul, ma è importante che l’Unione europea vi aderisca quale entità sovranazionale, affinché il fenomeno della violenza di genere venga contrastato in maniera coordinata ed integrata. Per questo motivo mi unisco all’appello del Parlamento Europeo affinché l’Unione provveda quanto prima a divenire parte contraente della Convenzione di Istanbul.

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. – Ho votato a favore della risoluzione in questione perché ritengo inaccettabile che il settore agricolo debba farsi carico di gran parte dei costi di una disputa giuridica che ha avuto origine in un settore del tutto estraneo. Inoltre, molti dei dazi imposti ai prodotti dell’Unione europea sono stati concepiti per colpire in modo disuguale diversi Stati membri, nel tentativo di dividere la posizione dell'Unione: questa sleale manovra merita una risposta equilibrata ma ferma. E’ dovere delle istituzioni europee proteggere il comparto agricolo nel suo complesso, perché quest’ultimo oltre a rappresentare uno dei capisaldi su cui si è sviluppata l’azione comune europea fin dalle origini dell’Unione, è uno dei settori nei quali maggiormente risalta l’eccellenza europea.

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Alla luce dei gravi danni subiti dall’isola di Creta a seguito eventi metereologici eccezionali, mi sono espressa in senso favorevole alla mobilitazione del fondo di solidarietà per la Grecia, in quanto ritengo doveroso che l’Unione europea intervenga in soccorso degli Stati Membri in momenti di difficoltà. Il sostegno dell’Unione ad uno Stato Membro in una circostanza di tale gravità è espressione di quello spirito di leale collaborazione che dovrebbe sempre caratterizzare l’azione comune europea.

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la proposta in questione non mira a destinare risorse per far fronte a una catastrofe naturale specifica, quanto piuttosto a iscrivere nel bilancio generale dell'Unione per il 2020 un importo sufficiente a garantire il versamento di anticipi, nel caso in cui dovessero verificarsi catastrofi il prossimo anno. Questa misura, finalizzata a garantire l’efficienza e la prontezza di risposta a situazioni di emergenza, si inquadra nel generale rafforzamento dei meccanismi di assistenza e di collaborazione tra Stati membri, ed ha perciò ottenuto il mio pieno sostegno.

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Ho deciso di votare contro l'obiezione presentata dalla Cromomed S.A, finalizzata a richiedere l'autorizzazione all'uso del triossido di cromo, in quanto tale sostanza è stata inserita nell'elenco delle sostanze cancerogene e mutagene nell'ambito della normativa REACH (il regolamento della Commissione sull'autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche). Se ne fosse autorizzato l'utilizzo, il triossido di cromo verrebbe impiegato nei processi produttivi dell'industria siderurgica, con conseguente pericolo per la salute dei consumatori.

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Condivido la ratio della risoluzione in questione, finalizzata a garantire la tutela dei lavoratori e consumatori in caso di insolvenza o bancarotta degli operatori del settore turismo. Ciò premesso, non posso fare a meno di esprimere alcune riserve circa il ricorso a strumenti, quali il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione per sostenere i lavoratori in esubero, o la proposta di istituire un fondo di garanzia, per assicurare assistenza, risarcimento, rimborso e protezione dei consumatori. In effetti, ritengo che avvalersi di tali misure sia rischioso, nella misura in cui incoraggia l'interventismo statale e sovranazionale nel libero esercizio dell'attività di impresa.
Per questi motivi, ritengo necessario mantenere una posizione di astensione.

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Mi sono espressa in senso favorevole nei confronti di una risoluzione, che si prefigge l'obiettivo di imporre alle grandi imprese, l'obbligo di dichiarare i propri dati fiscali, al fine di aumentare la trasparenza e contrastare l'evasione fiscale internazionale. Il fatto che la risoluzione preveda che solo le imprese che registrano in un anno di esercizio finanziario 750 milioni di euro (di fatturato netto consolidato) siano obbligate a fornire tali dati, garantisce che la misura non sia inutilmente vessatoria nei confronti delle piccole e medie imprese.

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Ho espresso la mia posizione contraria nei confronti di una proposta di risoluzione che, nonostante si proponga il condivisibile obiettivo di superare il regolamento di Dublino III, non prevede un meccanismo automatico di ripartizione dei migranti soccorsi in mare. Inoltre, non vi è alcun riferimento nel testo, all'obbligo delle ONG impegnate nel soccorso in mare, di rispettare le leggi nazionali degli Stati membri dell'Unione. Finché le proposte di risoluzione presentate al Parlamento europeo non si occuperanno di questi due punti cardine, sarà impossibile porre fine alla tratta di persone e tutelare effettivamente chi richiede asilo politico.

Teagmháil