Cécile Kashetu KYENGE
  • Cécile Kashetu
    KYENGE
  • Gruppo dell'Alleanza progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo
  • Membro
  • Italia Partito Democratico
  • Data di nascita: 28 agosto 1964, Kambove (CD)

Interventi in seduta plenaria

211

Uganda, arresto di parlamentari dell'opposizione

13-09-2018 P8_CRE-PROV(2018)09-13(6.1)

Situazione in Ungheria (discussione)

11-09-2018 P8_CRE-PROV(2018)09-11(11)

Partecipazione delle persone con disabilità alle elezioni europee (discussione)

05-07-2018 P8_CRE-REV(2018)07-05(3)

Presentazione del programma di attività della Presidenza austriaca (discussione)

03-07-2018 P8_CRE-PROV(2018)07-03(6)

Epidemia di Ebola nella Repubblica democratica del Congo (discussione)

03-07-2018 P8_CRE-PROV(2018)07-03(20)

Orientamenti per gli Stati membri per evitare la criminalizzazione dell'assistenza umanitaria (discussione)

03-07-2018 P8_CRE-PROV(2018)07-03(23)

Verso una strategia esterna dell'UE contro i matrimoni precoci e forzati (discussione)

02-07-2018 P8_CRE-PROV(2018)07-02(18)

Emergenze umanitarie nel Mediterraneo e solidarietà all'interno dell'Unione europea (discussione)

13-06-2018 P8_CRE-REV(2018)06-13(14)

Relazioni in quanto relatore

1

Relazioni in quanto relatore ombra

2

Pareri in quanto relatore

1

PARERE sulla strategia UE-Africa: un impulso per lo sviluppo

LIBE
29-09-2017 LIBE_AD(2017)607871

Pareri in quanto relatore ombra

3

PARERE sull'accordo di partenariato e di cooperazione tra l'UE e la Repubblica dell'Iraq

DEVE
23-05-2018 DEVE_AD(2018)620878

PARERE sulla proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la decisione n. 1313/2013/UE su un meccanismo unionale di protezione civile

DEVE
25-04-2018 DEVE_AD(2018)618133

PARERE sulla prevenzione della radicalizzazione e del reclutamento di cittadini europei da parte di organizzazioni terroristiche

CULT
17-09-2015 CULT_AD(2015)557258

Proposte di risoluzione istituzionali

158

Proposta di risoluzione comune sulla Nigeria

17-01-2018 RC-B8-0045/2018

  Motion for a resolution Nigeria

15-01-2018 B8-0050/2018

N.B.: questa proposta di risoluzione è disponibile soltanto nella lingua originale

Proposta di risoluzione comune sugli attacchi terroristici in Somalia

15-11-2017 RC-B8-0600/2017

  Motion for a resolution on Terrorist attacks in Somalia

13-11-2017 B8-0632/2017

N.B.: questa proposta di risoluzione è disponibile soltanto nella lingua originale

Proposta di risoluzione sullo Stato di diritto a Malta

10-11-2017 B8-0596/2017

Proposta di risoluzione comune sulla lotta alle molestie e agli abusi sessuali nell'UE

25-10-2017 RC-B8-0576/2017

Proposta di risoluzione sulla lotta alle molestie e agli abusi sessuali nell'UE

24-10-2017 B8-0578/2017

Proposta di risoluzione comune sulla situazione nella Repubblica democratica del Congo

12-06-2017 RC-B8-0397/2017

Proposta di risoluzione sulla situazione nella Repubblica democratica del Congo

07-06-2017 B8-0401/2017

Proposta di risoluzione sulla lotta contro l'antisemitismo

29-05-2017 B8-0383/2017

Dichiarazioni scritte

1

Dichiarazione scritta sul sovraffollamento delle carceri nell'Unione europea

15-12-2014 P8_DCL(2014)0014 Decaduta

Informazioni

Nicola CAPUTO , Miriam DALLI , Aldo PATRICIELLO , Michela GIUFFRIDA , Nicola DANTI , Isabella DE MONTE , Eleonora FORENZA , Barbara SPINELLI , Caterina CHINNICI , Cécile Kashetu KYENGE , Paolo DE CASTRO , Massimo PAOLUCCI , Karima DELLI

Data di apertura : 15-12-2014
Scadenza : 15-03-2015
Numero di firmatari : 105 - 11-03-2015

Interrogazioni scritte

40

La situazione drammatica in Bosnia-Erzegovina

07-09-2018 E-004570/2018 Commissione

Presunta violazione dei diritti dei migranti salvati dalla nave Diciotti

30-08-2018 E-004396/2018 Commissione

Chiusura del Centro Stampa di Gorizia

26-06-2018 E-003531/2018 Commissione

Situazione al confine italo-francese nei pressi di Bardonecchia

03-05-2018 E-002484/2018 Commissione

La brutalità della polizia contro i rom

26-03-2018 E-001802/2018 Commissione

Sicurezza in Messico e nuovo accordo globale

28-02-2018 E-001226/2018 Commissione

VP/HR - Cittadini italiani scomparsi in Messico

28-02-2018 E-001225/2018 Commissione

Lotta contro l'afrofobia

13-02-2018 E-000893/2018 Commissione

Limitazioni del traffico merci lungo il Brennero

18-01-2018 E-000277/2018 Commissione

Ammissibilità dei programmi di promozione dei prodotti agroalimentari

08-12-2017 E-007594/2017 Commissione

Interrogazioni orali

15

Decimo anniversario della proposta di direttiva orizzontale

22-06-2018 O-000071/2018 Commissione

La protezione dei minori migranti

20-03-2018 O-000031/2018/riv.1 Commissione

Responsabilità sociale d'impresa

01-03-2018 O-000026/2018 Commissione

Lotta contro la tratta di donne e ragazze per finalità di sfruttamento sessuale e lavorativo nell'UE

01-12-2017 O-000094/2017 Commissione

Respingimento di cittadini turchi da parte delle autorità greche

26-06-2017 O-000059/2017 Commissione

Giornata internazionale dei rom

08-03-2017 O-000017/2017 Commissione

Giornata internazionale dei rom

08-03-2017 O-000016/2017 Consiglio

Effetti delle ordinanze del Tribunale sulla dichiarazione UE-Turchia

06-03-2017 O-000014/2017 Commissione

Lotta contro la scomparsa di minori migranti in Europa

03-02-2017 O-000009/2017 Commissione

Lottare contro il razzismo, la xenofobia, l'omofobia e le altre forme di intolleranza

26-10-2016 O-000130/2016 Commissione

Dichiarazioni di voto scritte

73

Il diritto d'autore nel mercato unico digitale (A8-0245/2018 - Axel Voss)

05-07-2018

Da questa votazione non esce nessun vincitore. Non hanno vinto i fautori del "sì", cioè coloro che pensavano di soccombere alle grandi piattaforme online . Ma non hanno vinto neanche i fautori del "no", cioè coloro che fino all'ultimo hanno temuto che queste disposizioni potessero minare la libertà di espressione. In realtà, l'unica grande protagonista è stata la manipolazione dell'informazione, in parte dovuta all'ambiguità di alcune disposizioni contenute nella direttiva, che ricordo, risponde all'ambizione della Commissione europea di creare un "mercato unico digitale" nel Vecchio Continente. Ecco, il mio voto contrario è dovuto soprattutto al fatto che il testo così come licenziato dalla commissione Giuridica del Parlamento europeo, non è stato attentamente analizzato da tutti i componenti dell'aula.
Con il voto negativo, l'aula non si è espressa contro la direttiva. Abbiamo semplicemente evitato che questo testo andasse al vaglio del Consiglio per poter in seguito essere negoziato. Abbiamo cioè "congelato" il testo fino alla prossima plenaria di settembre dandoci più tempo per decidere, liberi da pressioni istituzionali, proteste dei colossi del web o piattaforme digitali.
Non vogliamo né la disintegrazione di internet né la fine dell'industria creativa europea. Ma solo misure a tutela e sostegno dei cittadini europei.

Definizione di PMI (B8-0304/2018)

04-07-2018

Le PMI sono il cuore battente dell'Unione europea e di conseguenza era necessario per noi adottare questa risoluzione. I 23 milioni di PMI dell'Unione europea rappresentano il 99% di tutte le imprese e impiegano circa due terzi della popolazione attiva in Europa. Abbiamo chiesto alla Commissione di adeguare la definizione di PMI con una prospettiva per il lungo termine. Per ripensare alla definizione di PMI abbiamo ritenuto necessario evidenziare che oltre il numero di dipendenti, ampiamente accettato come criterio principale, il fatturato e il totale di bilancio siano criteri altrettanto importanti ai fini della definizione.
La risoluzione che abbiamo approvato chiede di porre inoltre una particolare attenzione su start-up e microimprese che paiono sempre più in crescita e sempre più importanti nell'economia dell'Unione e dei singoli Stati membri.
Avendo bene a mente la misura sproporzionata con cui gli oneri amministrativi e gli ostacoli finanziari colpiscono generalmente le PMI, con l'approvazione di questa risoluzione abbiamo esortato la Commissione a vagliare un adeguamento a vantaggio delle PMI, in modo da agevolare il loro accesso al sostegno pubblico ed al contempo impedire che soggetti di dimensioni più grandi possano sviluppare strutture societarie artificiali per trarre vantaggio dalla definizione di PMI.

Violazione dei diritti dei popoli indigeni nel mondo (A8-0194/2018 - Francisco Assis)

03-07-2018

La risoluzione che abbiamo approvato è un grande passo in avanti per il pieno riconoscimento, la tutela e la promozione dei diritti dei popoli indigeni, compresa la protezione dei loro territori. Nel testo abbiamo evidenziato l'importante lavoro che la società civile e le ONG svolgono per il riconoscimento legale dell'autonomia territoriale e dell'autodeterminazione delle popolazioni indigene. Abbiamo altresì sottolineato come spesso i problemi di garanzia dei diritti dei popoli indigeni siano dovuti ad un mancato riconoscimento legale nei registri nazionali. Le terre utilizzate dai popoli indigeni per stanziamento e pascolo hanno fonte giuridica solo nel diritto consuetudinario attraverso diritti di proprietà fondiaria tradizionale a cui manca però troppo spesso un riconoscimento formale nel quadro giuridico nazionale. Il Parlamento europeo è preoccupato per la situazione dell'accaparramento dei terreni a seguito di pratiche corrotte da parte di imprese, investitori esteri e attori statali. Con questa risoluzione abbiamo ricordato che questo tema è fondamentale anche per quanto riguarda la lotta al cambiamento climatico dato che l'80% delle foreste mondiali è costituito da terre e territori tradizionali dei popoli indigeni ancora in grado di fornire una gestione sostenibile delle risorse naturali e della conservazione della biodiversità.

Diplomazia climatica (A8-0221/2018 - Arne Lietz, Jo Leinen)

03-07-2018

Abbiamo approvato, con una larga maggioranza, una risoluzione che invita l'UE ad utilizzare l'accordo di Parigi anche come quadro per relazioni diplomatiche multilaterali. Abbiamo invitato il Servizio europeo per l'azione esterna e gli Stati membri dell'Unione a rendere la loro cooperazione con i Paesi partner pienamente coerente con gli obiettivi dell'accordo di Parigi sul cambiamento climatico. Gli effetti dei cambiamenti climatici hanno un impatto su tutti gli aspetti della vita umana, su risorse globali, opportunità di sviluppo, rapporti commerciali, insicurezza alimentare, lo sfollamento, migrazione e povertà. Questo genera ripercussioni che si manifestano soprattutto in problematiche di pace e sicurezza, temi centrali nel dibattito europeo e globale.
Abbiamo constatato con piacere che ancora l'Unione europea ed i sui Stati membri sono il principale fornitore di finanziamenti pubblici per il clima, e condannato fortemente la decisione degli Stati Uniti di uscire dall'Accordo di Parigi. Data questa posizione di leadership che UE e i suoi Stati membri ricoprono, con questa risoluzione abbiamo voluto sottolineare l'importanza della diplomazia parlamentare: serve un impegno costante per affrontare il cambiamento climatico e questo impegno si deve manifestare durante le attività europee, nazionali, internazionali nonché con gli attori subnazionali/non statali e la società civile.

Politica di coesione ed economia circolare (A8-0184/2018 - Davor Škrlec)

13-06-2018

La risoluzione che abbiamo approvato è un passo avanti per la riforma strutturale dell'economia europea verso un modello ciclico e sostenibile. Riteniamo che questa necessità di transizione verso l'economia circolare vada portata avanti nel contesto della politica di coesione, che è la principale politica di investimento comunitaria e sostiene la creazione di posti di lavoro, la crescita economica, lo sviluppo sostenibile e il miglioramento della qualità della vita dei cittadini.
Con questa risoluzione ci siamo dati un'importante sfida sia a livello globale che a livello locale. Abbiamo infatti sottolineato il ruolo fondamentale della regionalità: le PMI, che conoscono meglio i mercati locali, possono sensibilizzare sulle pratiche positive attraverso il lavoro congiunto con le comunità, nonché creare posti di lavoro.
Ad oggi, nell'UE circa il 60 % dei rifiuti non viene riciclato. La risoluzione che abbiamo approvato sostiene l'impegno preso nell'accordo di Parigi (COP21) e apre la strada a notevoli vantaggi a beneficio di PMI che potranno introdurre nuovi modelli aziendali circolari.
La bioeconomia è fondamentale per lo sviluppo regionale e locale e, come già succede per gli investimenti nella politica di coesione, anche in questa risoluzione abbiamo tenuto dei canali preferenziali per le regioni più in difficoltà.

Modernizzazione dell'istruzione nell'UE (A8-0173/2018 - Krystyna Łybacka)

12-06-2018

Con il voto di oggi in plenaria, sulla modernizzazione dell'istruzione nell'UE, abbiamo ribadito ancora una volta, l'importanza della sfida educativa.
Nonostante in materia di istruzione e formazione, la giurisdizione spetti agli Stati membri, l'Unione europea svolge un ruolo di promozione delle buone pratiche e definizione di obbiettivi comuni. Per questo, con l'approvazione di questa risoluzione, abbiamo sottolineato l'importanza per il futuro dell'Europa, di un'educazione di qualità, che promuova i valori democratici, i diritti umani, la coesione sociale e l'integrazione per il raggiungimento di una società aperta, pluralistica ed inclusiva.
Abbiamo chiesto che l'istruzione sia amministrata e finanziata adeguatamente. Per raggiungere l'auspicata modernizzazione, dobbiamo passare attraverso risorse didattiche e metodi d'insegnamento all'avanguardia, utilizzando le opportunità offerte dalla digitalizzazione, ma soprattutto abbiamo sottolineato la necessità, di migliorare lo status degli insegnanti: dalla loro formazione alle loro condizioni di lavoro – compresa la retribuzione – che devono evitare forme instabili di occupazione.
Uno dei principali obbiettivi che ci siamo posti con questa risoluzione è stato quello di fornire le linee guida, per un insegnamento di qualità e moderno, con insegnanti motivati e competenti, per il conseguimento di un'istruzione permanente, caratterizzata da eccellenza, equità e diversità.

Il futuro dell'alimentazione e dell'agricoltura (A8-0178/2018 - Herbert Dorfmann)

30-05-2018

Con l'adozione di questa risoluzione, il Parlamento dà un segnale importante agli oltre 22 milioni di agricoltori e lavoratori agricoli europei, in vista della prossima riforma della Politica agricola comune. Un riforma che sarà chiamata a rispondere, in maniera più soddisfacente, alle esigenze dei suoi destinatari principali, gli agricoltori, nonché a garantire la sicurezza e la sovranità alimentari, la resilienza e la sostenibilità dei sistemi e dei territori agricoli dell'UE.
La Politica agricola comune è, e resta una politica comunitaria. Non chiediamo pertanto nessuna rinazionalizzazione ma al contrario, confermiamo l'attuale architettura a due pilastri. Il primo, come mezzo efficace di sostengo al reddito, alle misure ambientali di base e al mantenimento delle attuali misure di mercato, interamente finanziato con fondi dell'UE. Il secondo, per soddisfare le esigenze specifiche degli Stati membri. Un'attenzione particolare va prestata ai piccoli agricoltori il cui regime semplificato dovrà essere preservato.
Ci siamo infine opposti alla riduzione del 25% del bilancio per lo sviluppo rurale così come delineata nella recente proposta della CE sul QFP 2021-2027: gli eventuali tagli di bilancio nel settore dell'agricoltura e dello sviluppo rurale non devono comportare un abbassamento del livello di ambizione rispetto all'attuale PAC.

Quadro finanziario pluriennale 2021-2027 e risorse proprie (B8-0239/2018, B8-0240/2018, B8-0241/2018)

30-05-2018

Per poter rispondere efficacemente alle loro funzioni e conseguire gli obiettivi per cui sono state preposte, le politiche dell'UnioneeEuropea devono essere adeguatamente finanziate. Riteniamo inaccettabili le recenti proposte della Commissione, che comportano una netta riduzione del bilancio della politica agricola comune e della politica di coesione, così come ogni tentativo di sottofinanziare iniziative e programmi europei. Le nostre richieste sono chiare e all'altezza delle sfide che l'UE è chiamata ad affrontare nei prossimi setti anni, nonché delle richieste e delle aspettative dei cittadini europei. Chiediamo di triplicare l'attuale dotazione del programma Erasmus+; a raddoppiare i finanziamenti specifici destinati alle PMI e ad affrontare il problema della disoccupazione giovanile; a incrementare almeno del 50% l'attuale dotazione per la ricerca e l'innovazione, portandola a 120 miliardi di EUR; a raddoppiare il programma LIFE+, incrementare sostanzialmente gli investimenti attraverso il Meccanismo per collegare l'Europa e garantire finanziamenti supplementari per la sicurezza, la migrazione e le relazioni esterne. Chiediamo inoltre, a seguito dell'accordo di Parigi, che le spese per le politiche climatiche siano sensibilmente incrementate rispetto all'attuale QFP e raggiungere quanto prima una quota del 30% e comunque al più tardi entro il 2027.

Raccomandazione al Consiglio, alla Commissione e al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante sulla Libia (A8-0159/2018 - Pier Antonio Panzeri)

30-05-2018

Stabilizzazione, ricostruzione e riconciliazione: ecco il percorso che deve intraprendere la Libia, nell'interesse primordiale della sua popolazione, martoriata da anni di violenze e conflitti, ma anche nell'interesse dei paesi circostanti. Un percorso che coinvolga tutti gli attori internazionali e tutte le parti interessate, inclusi i rappresentanti delle diverse comunità locali e la società civile. Il Paese ha un disperato bisogno di assistenza umanitaria, le infrastrutture di base sono inesistenti. Le condizioni di vita dei cittadini, ma anche dei migranti presenti nei centri di trattenimento in Libia è drammatica. Donne, uomini e minori che subiscono trattamenti inumani e degradanti, vittime di sfruttamento, trafficati e venduti al migliore offerente.
Ho votato per un testo più incisivo, per chiedere che l'Unione europea valuti attentamente la possibilità di congelare il finanziamento e il sostegno alla guardia costiera libica, anche alla luce delle presunte violazioni dei diritti umani e degli incidenti in mare.
Occorre trovare delle soluzioni a lungo termine efficaci e sostenibili, che affrontino le cause profonde della migrazione in Africa nei paesi d'origine e di transito e aprano vie sicure e legali per i migranti e i richiedenti asilo, anche mediante reinsediamenti attraverso il meccanismo del transito di emergenza.

Relazione annuale sul funzionamento dello spazio Schengen (A8-0160/2018 - Carlos Coelho)

30-05-2018

La creazione dello spazio Schengen, rappresenta una delle conquiste principali dell'Unione europea. Una conquista raggiunta grazie alla volontà politica e alla fiducia reciproca tra gli Stati membri, ma anche grazie a misure di compensazione, come il rafforzamento dello scambio di informazioni tramite la creazione del sistema d'informazione Schengen (SIS) e l'istituzione di un meccanismo di valutazione, per verificare l'applicazione dell'acquis di Schengen da parte degli Stati membri. Con questa risoluzione difendiamo lo spazio Schengen e condanniamo senza mezzi termini la continua reintroduzione dei controlli alle frontiere interne da parte di molti Stati membri. Controlli che noi riteniamo non siano conformi alle norme esistenti, in quanto alla loro estensione, necessità o proporzionalità, risultando pertanto illeciti. Molti Stati membri hanno addirittura modificato la base giuridica per la reintroduzione dei controlli per prorogarli oltre il periodo massimo possibile. Senza peraltro fornire giustificazioni sufficienti per tali controlli, né informazioni sufficienti sui risultati, ostacolando quindi l'analisi da parte della Commissione e il controllo esercitato dal Parlamento. Mettere a rischio lo spazio Schengen avrà delle conseguenze politiche, economiche e sociali dannose, non solo al principio della libera circolazione ma anche alla prosperità dei cittadini europei.

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