• Marco   ZANNI  

Marco ZANNI : Spegazzjonijiet tal-vot (in writing.) - It-tmien leġiżlatura 

Il-Membri jistgħu jressqu spjegazzjoni bil-miktub tal-vot tagħhom fis-sessjoni plenarja. Artikolu 194 tar-Regoli ta' Proċedura

Skoperturi fil-forma ta' bonds koperti (A8-0384/2018 - Bernd Lucke) IT  
 

Si tratta della proposta, comprendente un regolamento e una direttiva, con cui si vogliono stabilire i requisiti minimi di armonizzazione, che tutte le obbligazioni garantite (covered bonds) in Europa dovranno rispettare, allo scopo di rafforzarne l'uso, come fonte di finanziamento stabile e conveniente, sotto il profilo dei costi per le banche, specialmente laddove i mercati sono meno sviluppati, offrendo quindi anche agli investitori una gamma di opportunità di investimento più ampia e considerata più sicura.
Tuttavia, ritengo sempre piuttosto problematico, accelerare verso qualsiasi armonizzazione a livello UE, soprattutto in un settore che ha finora funzionato bene a livello nazionale. Inoltre, questi strumenti sono ancora allineati a livello locale, alle procedure di insolvenza e, nel caso, a quelle sui mutui ipotecari e la legge sulla proprietà, che variano da Paese a Paese.
È per questo, che mi sono astenuto su entrambe le relazioni, come scelta più equilibrata, considerando anche che si tratta di misure anche potenzialmente utili, ma intese in ogni caso a rafforzare l'Unione dei mercati dei capitali, emblema di una sempre più massiccia finanziarizzazione dell'economia, con scarsi benefici sull'economia reale e le PMI.

Bonds koperti u superviżjoni pubblika ta' bonds koperti (A8-0390/2018 - Bernd Lucke) IT  
 

Si tratta della proposta, comprendente un regolamento e una direttiva, con cui si vogliono stabilire i requisiti minimi di armonizzazione che tutte le obbligazioni garantite (covered bonds) in Europa, dovranno rispettare, allo scopo di rafforzarne l'uso, come fonte di finanziamento stabile e conveniente sotto il profilo dei costi per le banche, specialmente laddove i mercati sono meno sviluppati, offrendo quindi anche agli investitori una gamma di opportunità di investimento più ampia e considerata più sicura.
Tuttavia, ritengo sempre piuttosto problematico accelerare verso qualsiasi armonizzazione a livello UE, soprattutto in un settore che ha finora funzionato bene a livello nazionale. Inoltre, questi strumenti sono ancora allineati a livello locale alle procedure di insolvenza e, nel caso, a quelle sui mutui ipotecari e la legge sulla proprietà, che variano da Paese a Paese.
È per questo, che mi sono astenuto su entrambe le relazioni come scelta più equilibrata, considerando che si tratta di misure anche potenzialmente utili, ma intese in ogni caso a rafforzare l'Unione dei mercati dei capitali, emblema di una sempre più massiccia finanziarizzazione dell'economia, con scarsi benefici sull'economia reale e le PMI.

Rekwiżiti ta' Kapital (Regolament) (A8-0242/2018 - Peter Simon) IT  
 

Le proposte del cosiddetto pacchetto bancario per la riduzione dei rischi mirano ad attuare le riforme concordate a livello internazionale per rafforzare il settore bancario, soprattutto a seguito della crisi finanziaria del 2007-2008.
Per quanto riguarda nello specifico CRR II e CRD V vi sono alcune misure che sono state accolte e che migliorano la proposta iniziale della Commissione come, ad esempio, la riduzione degli assorbimenti di capitale per la cessione del quinto dello stipendio, la sterilizzazione in termini di capitale di vigilanza degli impatti delle cessioni di NPL, la conferma e l'estensione dell'ambito di applicazione del fattore di sostegno alle PMI.
Permangono tuttavia molte criticità che avranno un considerevole impatto sul sistema bancario italiano, visto che le nostre banche dovranno accantonare nei prossimi anni livelli sempre più alti di capitale e aumenteranno i costi di raccolta.
Inoltre si è cercato di ridurre il pericolo di crisi nel settore bancario senza fare nessun passo avanti verso una vera condivisione dei rischi.
Si persevera nel voler intervenire sulle conseguenze della crisi del 2008 senza però approfondire e intervenire sulle cause che l'hanno scatenata.
Ho scelto quindi di astenermi sulle due relazioni sui requisiti patrimoniali delle banche.

Rekwiżiti ta' Kapital (Regolament) (A8-0243/2018 - Peter Simon) IT  
 

Le proposte del cosiddetto pacchetto bancario per la riduzione dei rischi mirano ad attuare le riforme concordate a livello internazionale per rafforzare il settore bancario, soprattutto a seguito della crisi finanziaria del 2007-2008.
Per quanto riguarda nello specifico CRR II e CRD V vi sono alcune misure che sono state accolte e che migliorano la proposta iniziale della Commissione come, ad esempio, la riduzione degli assorbimenti di capitale per la cessione del quinto dello stipendio, la sterilizzazione in termini di capitale di vigilanza degli impatti delle cessioni di NPL, la conferma e l'estensione dell'ambito di applicazione del fattore di sostegno alle PMI.
Permangono tuttavia molte criticità che avranno un considerevole impatto sul sistema bancario italiano, visto che le nostre banche dovranno accantonare nei prossimi anni livelli sempre più alti di capitale e aumenteranno i costi di raccolta.
Inoltre si è cercato di ridurre il pericolo di crisi nel settore bancario senza fare nessun passo avanti verso una vera condivisione dei rischi.
Si persevera nel voler intervenire sulle conseguenze della crisi del 2008 senza però approfondire e intervenire sulle cause che l'hanno scatenata.
Ho scelto quindi di astenermi sulle due relazioni sui requisiti patrimoniali delle banche.

Il-Kapaċità ta' assorbiment tat-telf u ta' rikapitalizzazzjoni għall-istituzzjonijiet ta' kreditu u għad-ditti ta' investiment (Regolament) (A8-0216/2018 - Gunnar Hökmark) IT  
 

Tra le misure fondamentali convenute per ridurre il rischio nel sistema bancario le proposte del cosiddetto pacchetto bancario rafforzano il quadro per la risoluzione delle banche.
Si chiede agli enti a rilevanza sistemica a livello globale (G-SII) una maggiore capacità di assorbimento delle perdite e di ricapitalizzazione, stabilendo i requisiti in materia di importo e qualità di fondi propri e passività ammissibili (MREL) necessari per garantire un processo di bail-in efficace e ordinato. Si prevedono inoltre salvaguardie provvisorie e ulteriori azioni possibili per le autorità di risoluzione.
Per quanto concerne nello specifico le modifiche alla direttiva sul risanamento e la risoluzione delle banche (BRRD) e al regolamento sul meccanismo di risoluzione unico (SRMR) permangono ancora molte criticità che avranno un considerevole impatto sul sistema bancario italiano.
Le nostre banche dovranno infatti accantonare nei prossimi anni livelli sempre più alti di capitale e nuovi requisiti per l'assorbimento delle perdite ai fini del bail-in. È previsto anche il blocco temporaneo dei depositi protetti in caso di risoluzione.
Ho quindi espresso un voto negativo sulle due relazioni sul risanamento e la risoluzione delle banche in difficoltà.

Il-kapaċità ta' assorbiment tat-telf u ta' rikapitalizzazzjoni ta' istituzzjonijiet tal-kreditu u ditti tal-investiment (Direttiva) (A8-0218/2018 - Gunnar Hökmark) IT  
 

Tra le misure fondamentali convenute per ridurre il rischio nel sistema bancario le proposte del cosiddetto pacchetto bancario rafforzano il quadro per la risoluzione delle banche.
Si chiede agli enti a rilevanza sistemica a livello globale ('G-SII') una maggiore capacità di assorbimento delle perdite e di ricapitalizzazione, stabilendo i requisiti in materia di importo e qualità di fondi propri e passività ammissibili (MREL) necessari per garantire un processo di bail in efficace e ordinato. Si prevedono inoltre salvaguardie provvisorie e ulteriori azioni possibili per le autorità di risoluzione.
Per quanto concerne nello specifico le modifiche alla direttiva sul risanamento e la risoluzione delle banche (BRRD) e al regolamento sul meccanismo di risoluzione unico (SRMR), permangono ancora molte criticità che avranno un considerevole impatto sul sistema bancario italiano.
Le nostre banche dovranno infatti accantonare nei prossimi anni livelli sempre più alti di capitale e nuovi requisiti per l'assorbimento delle perdite ai fini del bail in; è previsto anche il blocco temporaneo dei depositi protetti in caso di risoluzione.
Ho quindi espresso un voto negativo sulle due relazioni sul risanamento e la risoluzione delle banche in difficoltà.

Titoli koperti minn bonds sovrani (A8-0180/2019 - Jonás Fernández) IT  
 

Si tratta di una proposta di regolamento che intende promuovere lo sviluppo di titoli garantiti da obbligazioni sovrane (SBBS), di fatto un nuovo prodotto che integra i bond di diversi paesi dell'Eurozona.
La proposta ha l'obiettivo di sostenere un'ulteriore integrazione e la diversificazione all'interno del settore finanziario europeo, basandosi sui cardini dell'Unione bancaria e dell'Unione dei mercati dei capitali, con tutte le criticità più volte sottolineate per tali progetti. Con questa iniziativa si verrebbe a creare un nuovo strumento che di fatto non sarà privo di rischi in caso di scenari estremi, come ad esempio, una crisi che coinvolga gli Stati membri dell'eurozona, e quindi si dimostra senza una particolare utilità o efficacia.
Da sottolineare, invece, come questo porterà ad una nuova penalizzazione per il sistema italiano, in quanto, ad esempio, i titoli di debito tedeschi e francesi, considerati meno rischiosi, finirebbero nelle tranche senior, mentre quelli italiani, finirebbero in quelle più rischiose, non risolvendo affatto le problematiche che riguardano la gestione dei nostri titoli di Stato, ma aprendo piuttosto la via ad una concezione per cui questi strumenti non sono più considerati privi di rischio. Per tutti questi motivi ho scelto di votare contro tale relazione.

Divulgazzjoni tal-informazzjoni dwar it-taxxa fuq l-introjtu minn ċerti intrapriżi u fergħat (A8-0227/2017 - Hugues Bayet, Evelyn Regner) IT  
 

L'obiettivo di questa proposta è quello di garantire la cosiddetta comunicazione pubblica paese per paese in merito ai dati fiscali delle imprese, al fine di aumentare la trasparenza e contrastare l'evasione e l'elusione fiscale internazionale. La dichiarazione dovrebbe essere pubblicamente accessibile sul sito dell'impresa stessa e in un registro comune gestito dalla Commissione UE.
Nella relazione vengono indicate tutte le informazioni che devono essere presenti nella dichiarazione, riguardanti le imprese che registrano nel bilancio di un esercizio finanziario un fatturato netto consolidato superiore a 750 000 000 EUR: una cifra piuttosto elevata che garantirebbe che non si vadano a colpire le piccole e medie imprese. Visti i minimi progressi ottenuti rispetto al mandato conferito dal Parlamento europeo nel 2017, si è preferito chiudere ora con questa posizione e rimandare al nuovo Parlamento la ricerca dell'accordo finale.
Credo, che questa proposta sia positiva; resta per me importante, infatti, mantenere una soglia elevata al di sopra della quale diventi necessaria la rendicontazione paese per paese, al fine di garantire che siano effettivamente le multinazionali, che sono quelle che traggono maggiore beneficio da pratiche fiscali internazionali, a dover sottostare a queste nuove misure.

VAT: Sistema definittiva għat-tassazzjoni ta' kummerċ bejn l-Istati Membri (A8-0028/2019 - Fulvio Martusciello) IT  
 

L'intento di questa proposta, parte del pacchetto di riforma IVA presentato nei mesi scorsi dalla Commissione europea, sarebbe quello di ridurre i rischi di frodi IVA trasfrontaliere e semplificare le procedure relative all'IVA, con la creazione di una sorta di spazio unico IVA a livello UE. Presentato in questa maniera, appare un fine legittimo e chiaramente condivisibile, a maggior ragione se si tiene in considerazione il fatto che, secondo diverse stime, le frodi IVA causano mancati introiti per circa 50 miliardi di euro annui ai Paesi UE. Tuttavia, ciò che mi lascia più perplesso è la volontà di procedere verso un'armonizzazione a livello UE, con il rischio di perdere ulteriore margine di manovra anche in ambito di tassazione indiretta. La relazione in oggetto, in effetti, tocca solo in minima parte quest'ultima criticità, che resta però parte di un disegno più ampio su cui ho espresso i miei dubbi fin dal principio.
Alla luce di quanto detto e mantenendo sempre la posizione già espressa per le altre relazioni riguardanti la modifica IVA, ho scelto di astenermi.

Emendi tar-Regoli ta' Proċedura tal-Parlament (A8-0462/2018 - Richard Corbett) IT  
 

La maggioranza ha presentato questa relazione come semplice "aggiustamento" del regolamento. Tuttavia, impossibile non denunciare come in realtà è chiaro si tratti di un tentativo dei principali gruppi europeisti di acquisire maggior controllo sui gruppi di opposizione: una proposta che rischia di esautorare dall'attività parlamentare i gruppi e i deputati che non si attengono scrupolosamente ai canoni e alle prescrizioni del "politicamente corretto" europeista.
I principali gruppi europeisti, infatti, potranno decidere se un gruppo debba essere sciolto per carenza di affinità politica sulla base di prove fornite da loro stessi. Inoltre, la relazione presenta tutta una serie di limiti e sanzioni nei confronti dell'utilizzo di "linguaggio offensivo", irrogate in maniera arbitraria e inquisitoria; modifiche sulle votazioni in blocco e su votazioni a scrutinio segreto.
Alla luce di questo, ho deciso di esprimermi con voto negativo nei confronti di suddetta proposta.

Armonizzazzjoni tal-introjtu nazzjonali gross bi prezzijiet tas-suq (ir-Regolament dwar l-ING) (A8-0009/2018 - Roberto Gualtieri) IT  
 

L'obiettivo della relazione in oggetto è delineare modalità uniformi di definizione e calcolo del reddito nazionale lordo ai prezzi di mercato (RNL), soprattutto in funzione dell'utilizzo di questa risorsa come principale quota delle entrate del Bilancio dell'UE.
È in sostanza un regolamento di natura tecnica, nei confronti del quale ho ritenuto opportuno astenermi. Sebbene io condivida gli obiettivi generali della proposta, ritengo siano presenti delle criticità per la sua realizzazione pratica. Inoltre, quello che mi lascia più perplesso è un ampio potere lasciato alla Commissione europea per l'adozione di atti delegati in questo ambito, un tipo di strumento di difficile controllo che spesso può avere un impatto significativo in ambito di applicazione legislativa.

Rapport Annwali dwar il-Politika tal-Kompetizzjoni (A8-0474/2018 - Michel Reimon) IT  
 

Il Parlamento europeo si occupa, ogni anno, di analizzare lo stato della politica di concorrenza dell'Unione, attraverso una relazione d'iniziativa. Al di là dell'ormai consueto rammarico per un ruolo marginale, essendo infatti in questo ambito privato della procedura di codecisione, e limitato alla semplice consultazione, questo testo si sofferma su diversi settori e casi, sempre con un'ottica che sottolinea l'importanza del mercato unico, della difesa della concorrenza e della tutela dei consumatori.
Rispetto agli altri anni, in questa relazione è interessante la parte relativa all'ampia sfera del commercio internazionale, dove si sottolinea il rischio che prodotti, provenienti da paesi terzi e non conformi alle medesime norme, possano creare situazioni di concorrenza sleale per i prodotti europei. Reputo invece negativo il riferimento alla normativa su aiuti di Stato con particolare riferimento ai sistemi bancari: è chiaro come in passato si siano usati metodi diversi e si continuino a tutelare alcuni interessi e Paesi a scapito di altri, con l'Italia fortemente penalizzata.
Pur riconoscendo che il relatore dei Verdi ha sviluppato un testo sicuramente più bilanciato rispetto ad altri visti sul tema nel recente passato, la relazione presenta ancora passaggi nel del tutto condivisibili. Credo quindi che astenermi, sia la scelta più opportuna.

Il-protezzjoni tal-baġit tal-Unjoni f'każ ta' nuqqasijiet ġeneralizzati fir-rigward tal-istat tad-dritt fl-Istati Membri (A8-0469/2018 - Eider Gardiazabal Rubial, Petri Sarvamaa) IT  
 

Ancora una volta emerge chiaro il tentativo di ricattare gli Stati membri non allineati al pensiero comune di Bruxelles attraverso la sospensione dei finanziamenti.
Un'iniziativa presentata lo scorso maggio nel pacchetto di proposte per il prossimo quadro finanziario pluriennale, con il fine di tutelare il bilancio dell'Unione in caso di carenze generalizzate riguardanti lo Stato di diritto negli Stati membri. In realtà, significa bloccare o ridurre l'accesso ai fondi UE per gli Stati che non rispettino i valori sanciti dall'articolo 2 del TUE. Inoltre, vengono indicate anche altre cause di possibile intervento, come ad esempio il caso in cui uno Stato sia d'ostacolo al corretto funzionamento dell'economia di mercato.
Non posso che essere contrario a questa proposta: pericolosa e da condannare con fermezza poiché renderebbe gli Stati membri ancora meno liberi di agire in diversi ambiti, come dimostrato dalle varie prese di posizione contro Ungheria o Polonia, assolutamente emblematiche della maniera in cui verrà utilizzato questo regolamento.

Unjoni Bankarja - Rapport annwali 2018 (A8-0419/2018 - Nils Torvalds) IT  
 

Il testo in oggetto rappresenta la quarta relazione annuale sull'unione bancaria, introdotta nel 2014 per risolvere, in teoria, le problematiche legate al settore bancario.
Si tratta di uno strumento nato con un obiettivo chiaro quanto perverso, ovvero favorire la concentrazione oligopolista dei grandi istituti a livello UE, e spazzare via il sistema di piccole e medie banche locali e regionali che spesso sappiamo essere le più attente alle esigenze e allo sviluppo dei nostri territori. Inoltre, da notare, l'attenzione che è stata messa per voler colpire alcuni e risparmiare altri, motivo per cui nel testo sono inseriti riferimenti espliciti alle problematiche legate al debito sovrano, particolarmente rilevante per la situazione italiana, e si insiste con determinazione sulla questione dei crediti deteriorati, accennando invece solo in minima parte alla questione ben più grave e irrisolta delle migliaia di miliardi di euro in derivati e strumenti finanziari complessi e illiquidi gestiti da talune banche del Nord Europa. Partendo da queste considerazioni e aggiungendo il fatto che, a oggi, solamente due dei tre pilastri su cui si basa l'unione bancaria sono stati realizzati senza però raggiungere reali obiettivi, non ho ritenuto opportuno sostenere questa relazione.

Sistema komuni ta' taxxa fuq is-servizzi diġitali fir-rigward tad-dħul li jirriżulta mill-provvista ta' ċerti servizzi diġitali (A8-0428/2018 - Paul Tang) IT  
 

L'obiettivo della seguente proposta è l'introduzione di un sistema comune d'imposta sui servizi digitali a livello UE. Le attuali norme in materia di imposta sulle società per l'economia digitale si sono più volte rilevate inadeguate poiché stabilite per il sistema delle imprese cosiddette "tradizionali". Infatti, tali regole, non tengono conto della portata globale delle attività digitali e delle notevoli ed ovvie differenze esistenti tra imprese digitali ed imprese tradizionali.
La relazione in oggetto propone un'aliquota unica del 3% per tutta l'Unione, applicata alle imprese operanti nel settore digitale il cui importo totale dei ricavi a livello mondiale dichiarati dall'entità per l'ultimo esercizio finanziario completo, per il quale è disponibile un bilancio consolidato, superi i 750 milioni di euro e l'importo totale dei ricavi imponibili ottenuti dall'entità nell'Unione durante tale esercizio finanziario sia superiore ai 40 milioni di euro.
Se da un lato si può comprendere il desiderio di equiparare il settore digitale a quelli tradizionali ai fini fiscali, dall'altro è piuttosto rischioso accettare che sia l'UE a stabilire un'aliquota unica, poiché questo lederebbe, almeno in parte, la piena autonomia e potere decisionale in ambito fiscale degli Stati membri. Alla luce di questi elementi, ho deciso di adottare un voto di astensione.

Tassazzjoni korporattiva ta' preżenza diġitali sinifikanti (A8-0426/2018 - Dariusz Rosati) IT  
 

La proposta in oggetto indica i criteri necessari affinché un'impresa, con presenza digitale significativa, venga inclusa nella proposta della Commissione in merito ad una tassazione del settore.
Ho ritenuto che l'astensione fosse la posizione migliore da adottare poiché, se da un lato è sicuramente giusto intervenire affinché le grandi multinazionali del digitale siano equiparate ai loro competitori tradizionali e non si avvantaggino più in maniera così marcata di massicci benefici fiscali, dall'altro è assai pericoloso lasciare che sia l'UE ad imporre una linea comune in questo ambito, poiché credo che la fiscalità dovrebbe rimanere competenza esclusiva degli Stati membri. Ritengo quindi un voto di astensione come la posizione migliore da adottare.

Baġit ġenerali ġdid tal-Unjoni Ewropea għas-sena finanzjarja 2019 – it-taqsimiet kollha IT  
 

La proposta di Bilancio dell'UE per l'anno 2019 è il risultato di negoziazioni serrate avvenute la settimana scorsa sulla proposta presentata dalla Commissione il 30 novembre 2018. Come sempre, la soluzione è stata trovata nel mezzo, con un incremento degli stanziamenti generali di bilancio, per fortuna lontano dalle esorbitanti richieste del PE, e con la rinuncia a far valere l'articolo 15.3 del nuovo Regolamento finanziario, che consentiva un riutilizzo automatico delle somme non spese con particolare riferimento al settore della ricerca.
La somma globale di 165.795,6 milioni di euro in impegni e 148.198,9 milioni in pagamenti, rappresenta un incremento consistente rispetto al bilancio 2018 (circa il 3%), che di conseguenza si traduce in un aggravio per le contribuzioni da parte degli Stati membri, tra cui l'Italia, che vedrà aumentare le già ingenti risorse che perde ogni anno nel meccanismo del dare-avere.
Nonostante la presenza di quelle problematicità che ho sempre denunciato in questi anni, resta innegabile il fatto che tale proposta presenti delle migliorie (parte di fondi destinati alla Turchia vengono spostati all'area del Mediterraneo centrale, fondi incrementati per imprese e giovani (Erasmus), nonché alcune riduzioni, seppur modeste, di spese amministrative), ho quindi deciso di astenermi.

Regoli dwar għajnuna mill-Istat: kategoriji ġodda ta' għajnuna mill-Istat (A8-0315/2018 - Sander Loones) IT  
 

La relazione in oggetto ha lo scopo di aggiornare un elenco di categorie di aiuti compatibili con il mercato interno e non soggette all'obbligo di notifica di cui all'articolo 108 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, modificando nei fatti un regolamento del 2015 sulla materia.
Ho ritenuto opportuno sostenere questa relazione attraverso un voto positivo sebbene essa tocchi solo marginalmente la tematica ben più complessa e rilevante degli aiuti di Stato. In ogni caso si tratta di una proposta che presenta delle migliorie, seppur marginali.
Con l'approvazione di questa relazione, anche i finanziamenti erogati mediante strumenti finanziari o garanzie di bilancio dell'UE a gestione centralizzata o da essi sostenuti, nonché i progetti sostenuti da programmi di cooperazione territoriale europea dell'UE, saranno sgravati da questo obbligo di notifica, sempre che vengano rispettate determinate norme precise, stabilite dagli articoli 107 e 108 del TFUE e dal suddetto regolamento (UE) 2015/1588.

L-għoti tas-setgħa lill-awtoritajiet tal-kompetizzjoni u li jiġi żgurat il-funzjonament tajjeb tas-suq intern (A8-0057/2018 - Andreas Schwab) IT  
 

La proposta in oggetto si occupa del ruolo delle autorità nazionali garanti della concorrenza, con particolare riferimento al "corretto" funzionamento del mercato interno, un tema particolarmente rilevante, poiché sia il mercato interno che il rispetto della concorrenza hanno un impatto notevole su realtà economiche e sociali consolidate dei nostri territori.
In linea di principio, questa proposta dovrebbe garantire maggiori poteri di applicazione da parte delle autorità nazionali in questo ambito; tuttavia, non posso non sottolineare la perplessità suscitata dal fine ultimo di tale relazione.
Di fatto non si garantisce una vera e propria indipendenza e pieni poteri alle autorità nazionali, bensì si vuole probabilmente ancora di più vincolarle a norme generali stabilite per tutti da Bruxelles; mi riferisco ad esempio alla definizione dell'entità sanzionatoria in caso di adempienze.
Con l'intento quindi di bilanciare i giusti obiettivi di trasparenza e cooperazione con i diversi dubbi sopraelencati, ho ritenuto che l'astensione fosse la posizione migliore.

Mobilizzazzjoni tal-Fond ta' Solidarjetà tal-Unjoni Ewropea biex tingħata assistenza lil-Latvja (A8-0357/2018 - Inese Vaidere) IT  
 

Mi sono espresso a favore nei confronti della richiesta di mobilitare 17 730 519 EUR a titolo del Fondo di solidarietà dell'UE in favore della Lettonia. Quest'ultima, nei mesi di agosto, settembre e ottobre 2017 è stata colpita da diverse inondazioni che, secondo stime delle autorità del paese baltico ammontano a oltre 380 milioni di euro, rientrando così nella definizione di "catastrofe naturale grave" ai sensi del regolamento
Come ormai da prassi consolidata, appoggio l'utilizzo del Fondi di solidarietà dell'UE al fine di far fronte ai danni causati da fenomeni come quello in oggetto. Inoltre, tale somma verrà finanziata integralmente attraverso l'impiego degli stanziamenti già inseriti nel bilancio 2018 e non ancora utilizzati, non richiedendo pertanto alcun bilancio rettificativo in merito.