Marco ZANNI : Spegazzjonijiet tal-vot (in writing.) 

Il-Membri jistgħu jressqu spjegazzjoni bil-miktub tal-vot tagħhom fis-sessjoni plenarja. Artikolu 194 tar-Regoli ta' Proċedura

Is-sitwazzjoni attwali rigward id-divulgazzjoni tal-informazzjoni dwar it-taxxa fuq l-introjtu minn ċerti intrapriżi u fergħat - rapportar pubbliku għal kull pajjiż (B9-0117/2019) IT  
 

Con la risoluzione in votazione oggi, il Parlamento europeo intende ribadire la propria posizione - votata in prima lettura lo scorso marzo - sulla comunicazione pubblica paese per paese, in merito ai dati fiscali delle imprese, il cui obiettivo è l'aumento della trasparenza ed il contrasto all'evasione ed elusione fiscale internazionale, anche tramite una soglia di applicazione sufficientemente elevata, e i criteri di applicazione sensati.
Questa risoluzione invita gli Stati membri a sbloccare la situazione di stallo in seno al Consiglio, con il fine di portare a termine appena possibile l'iter legislativo, tramite l'avvio di negoziati interistituzionali con il Parlamento.
Mi sono quindi espresso a favore di questa risoluzione, ribadendo la posizione già affermata la scorsa primavera.

L-operazzjoni militari Torka fil-Grigal tas-Sirja u l-konsegwenzi tagħha (RC-B9-0123/2019, B9-0123/2019, B9-0125/2019, B9-0126/2019, B9-0127/2019, B9-0128/2019, B9-0129/2019, B9-0133/2019) IT  
 

Ho deciso di astenermi sulla risoluzione sull'operazione militare turca nel Nord-Est della Siria e le sue conseguenze, poiché il testo finale risulta incompleto.
Sicuramente sono condivisibili la condanna delle violenze, la preoccupazione per la presenza di combattenti ISIS e la sospensione delle esportazioni di armi.
Tuttavia il testo ignora completamente le questioni relative alle trivellazioni illegali a Cipro da parte di navi turche e non menziona mai la possibilità di tagli dei fondi verso il regime di Erdogan, né la eventualità di mettere fine ai negoziati di adesione, iniziati nel 2004.

Baġit ġenerali tal-Unjoni Ewropea għas-sena finanzjarja 2020 - it-taqsimiet kollha (A9-0017/2019 - Monika Hohlmeier, Eider Gardiazabal Rubial) IT  
 

La risoluzione in voto oggi rappresenta la posizione del Parlamento europeo sul bilancio annuale dell'UE: non solo viene rigettata la quasi totalità dei tagli di spesa chiesti dal Consiglio, ma addirittura aumentata la richiesta di fondi rispetto alla proposta iniziale della Commissione europea.
Dalle ultime elezioni è arrivato un chiaro messaggio politico alle istituzioni europee e, considerando che il bilancio rappresenta l'atto più politico di una Istituzione, mi sarei aspettato qualcosa di diverso nel bilancio 2020. Quello che viene presentato oggi invece è un testo insostenibile che conferma la scarsa volontà di cambiamento delle Istituzioni europee.
I contribuenti nazionali vengono sottoposti all'ennesima richiesta di nuove ed ingenti risorse.
L'Italia è uno dei principali contributori netti del bilancio UE e per questo chiedo efficienza e trasparenza nell'utilizzo dei fondi europei.
Inoltre resto scettico rispetto alla gestione di alcune risorse, spesso amministrate in modo sconsiderato e senza risultati concreti. Mi riferisco ad esempio ai fondi per i flussi migratori, a cui la gestione nazionale avrebbe garantito maggiore efficienza.
Per questi motivi mi sono espresso in maniera contraria a questa relazione.

Kwittanza 2017: Baġit Ġenerali tal-UE - Il-Kunsill Ewropew u l-Kunsill (A9-0010/2019 - Isabel García Muñoz) IT  
 

La procedura di discarico consiste nell'approvare la chiusura dei conti di un determinato esercizio di bilancio delle Istituzioni europee. Da diversi anni è in corso una lunga diatriba tra Parlamento europeo e Consiglio in cui quest'ultimo si rifiuta sistematicamente di sottostare alle richieste di maggiori informazioni e trasparenza finanziaria in merito alla propria gestione, dando luogo a continui scontri interistituzionali.
Ritengo inaccettabile che non sia fatta piena luce sull'utilizzo del denaro dei contribuenti europei.
Voto quindi in maniera favorevole alla decisione di non concedere il discarico al Consiglio e al Consiglio europeo per l'anno 2017, e sostengo altresì la risoluzione che accompagna la proposta.

Abbozz ta' baġit emendatorju Nru 4 għall-Baġit Ġenerali tal-2019: Tnaqqis tal-approprjazzjonijiet ta' impenn u ta' pagament f'konformità mal-ħtiġijiet aġġornati tan-nefqa u aġġornament tad-dħul (riżorsi proprji) (A9-0012/2019 - John Howarth) IT  
 

La proposta originale della Commissione avrebbe ottenuto il nostro sostegno, poiché prevedeva una modifica della ripartizione dei contributi degli Stati membri al bilancio UE e, nel caso specifico dell'Italia, avrebbe comportato una riduzione dei contributi da versare a Bruxelles. Tuttavia, tale proposta è stata purtroppo modificata ed è stata ripristinata la quasi totalità delle riduzioni previste, cancellando così la possibilità di una riduzione del contributo dell'Italia.
Per questo motivo mi sono espresso in maniera contraria a questa relazione.

Aġġustamenti għall-ammonti mobilizzati mill-Istrument ta' Flessibbiltà għall-2019 biex jintużaw għall-migrazzjoni, għad-dħul tar-refuġjati u għat-theddid għas-sigurtà (A9-0013/2019 - John Howarth) IT  
 

Lo strumento di flessibilità è destinato a permettere il finanziamento di spese straordinarie che non potrebbero essere finanziate all'interno dei massimali disponibili per una o più rubriche.
Pur continuando a nutrire diverse perplessità sull'efficacia dell'utilizzo dei fondi UE che trattano la questione dell'immigrazione e la gestione della sicurezza delle frontiere, vista la situazione in corso in diversi Stati membri, tra cui l'Italia, ho deciso di astenermi, auspicando che per il futuro, tali fondi possano realmente essere utilizzati in maniera proficua per il nostro Paese.

Il-Qafas Finanzjarju Pluriennali 2021-2027 u r-riżorsi proprji: wasal iż-żmien li nissodisfaw l-aspettattivi taċ-ċittadini (B9-0110/2019, B9-0112/2019, B9-0113/2019) IT  
 

La risoluzione in voto oggi, che rappresenta un ulteriore contributo del Parlamento alle negoziazioni in atto sul nuovo Quadro Finanziario Pluriennale 2021-2027, prevede che il massimale del nuovo QFP raggiunga l'1,3% dell'RNL dell'UE, comportando un aumento sostanzioso dei contributi nazionali e quindi un aggravio per i contributori netti come l'Italia.
La nuova impostazione che si cerca di dare al QFP dei prossimi sette anni è, a mio avviso, estremamente antidemocratica: il principio che viene portato avanti è che si riceveranno fondi solo se si faranno le riforme strutturali o politiche volute da Bruxelles.
In aggiunta, l'UE continua a insistere sulla questione delle risorse proprie che non sono altro che nuove tasse europee.
Per i motivi soprascritti mi sono espresso in maniera contraria a questa risoluzione.

L-abbozz ta' baġit emendatorju Nru 1/2019: is-surplus mill-2018 (A9-0005/2019 - John Howarth) IT  
 

. – Ho votato a favore della proposta di bilancio rettificativo n. 1/2019, sulla contabilizzazione dell'eccedenza (1 802 988 329 EUR) ottenuta dall'esecuzione del bilancio dell'esercizio 2018. Infatti, nonostante nutra delle perplessità legate alle cause ed al significato di ogni sotto esecuzione – sintomo non soltanto di un'inefficienza di previsione, ma anche di malfunzionamento dei programmi e dei progetti – ritengo comunque positivo il fatto che questo provvedimento comporti una riduzione del contributo globale degli Stati membri al bilancio del 2019.

Il-mobilizzazzjoni tal-Fond ta' Solidarjetà tal-Unjoni Ewropea biex tingħata assistenza lir-Rumanija, l-Italja u l-Awstrija (A9-0002/2019 - Siegfried Mureşan) IT  
 

Il Fondo di solidarietà dell'Unione europea è destinato a far fronte alle situazioni emergenziali in aree colpite da catastrofi naturali.
Mi sono espresso a favore della richiesta di mobilitazione di 293 551 794 EUR così suddivisi tra Italia, Austria e Romania:
- 277,2 milioni per l'Italia a seguito della violenta ondata di maltempo che ha provocato inondazioni e frane in autunno 2018;
- 8,1 milioni per l'Austria per il maltempo nello stesso periodo;
- 8,2 milioni per la Romania a seguito delle inondazioni che hanno colpito la parte nord-orientale del Paese.
Pur sostenendo il provvedimento, ritengo importante rilevare che l'Italia, in qualità di contributore netto, non sta ricevendo nessuna solidarietà europea ma semmai una restituzione molto parziale di quanto generosamente versa al bilancio UE.

Mobilizzazzjoni tal-Fond Ewropew ta' Aġġustament għall-Globalizzazzjoni - EGF/2019/000 TA 2019 - Għajnuna teknika fuq l-inizjattiva tal-Kummissjoni (A9-0001/2019 - Bogdan Rzońca) IT  
 

Questa relazione tratta la richiesta di mobilitazione del FEG per un importo pari a 610 000 EUR, per coprire l'assistenza tecnica per le iniziative della Commissione. L'obiettivo dell'assistenza tecnica consiste nel finanziare il monitoraggio e la raccolta dei dati, le informazioni, la creazione di database, gestione del sito, la realizzazione di seminari e la prestazione di consulenze agli Stati membri, in relazione all'utilizzo del fondo.
In linea di principio, guardo con favore il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG) che dovrebbe aiutare i lavoratori colpiti da crisi industriali. In questo caso però si tratta di assistenza tecnica e i fondi erogati non andranno ad aiutare i lavoratori in difficoltà ma saranno veicolati in iniziative spot e pratiche amministrative. Per questo motivo mi sono astenuto sulla relazione in esame.

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