Combattere la radicalizzazione dei giovani europei senza limitare i diritti dei cittadini 

Gli Stati membri dovrebbero intensificare la cooperazione e lo scambio rapido di informazioni tra gli organismi nazionali di sicurezza e Europol per monitorare i sospetti terroristi o i potenziali "combattenti stranieri". In un progetto di risoluzione in discussione martedì e in votazione mercoledì, i deputati suggeriranno misure volte a eliminare tempestivamente i contenuti illegali online che diffondono l'estremismo violento su internet.

Nel progetto di risoluzione non vincolante, i deputati si dicono a favore di una strategia comune nell'UE per la lotta contro l'estremismo e il reclutamento dei cittadini dell'Unione europea da parte di organizzazioni terroristiche, da applicare in particolare nel web e nelle carceri e attraverso l'educazione e l'inclusione sociale.


Tra le altre misure figurano la confisca dei passaporti, il congelamento delle attività finanziarie, il controllo delle persone potenzialmente radicalizzate che rientrano nell'UE e la creazione di una "black list" di jihadisti europei e sospetti terroristi jihadisti.


Nel testo viene inoltre consigliato di separare i prigionieri radicalizzati, rafforzare il dialogo interculturale e creare sistemi di supporto, come ad esempio numeri telefonici di emergenza, tramite i quali i membri della famiglia e gli amici possono ottenere un aiuto rapido, qualora ravvisassero il timore che qualcuno si stia radicalizzando o possa essere in procinto di lasciare l'UE per partecipare a un'organizzazione terroristica.



Contesto

 

Si stima che circa 5.000 cittadini europei si siano uniti ad organizzazioni terroristiche e ad altre formazioni militari, in particolare ISIS, Jahbat al-Nusra e altre in Medio Oriente e Nordafrica.



Dibattito: martedì 24 novembre

Votazione: mercoledì 25 novembre

Procedura: risoluzione non vincolante