Un sistema UE di controllo sugli investimenti esteri 

Il PE voterà giovedì la creazione del primo strumento UE per il controllo degli investimenti diretti esteri, che ha l’obiettivo di proteggere i settori strategici.

Sebbene l'UE rimanga aperta agli investimenti, gli investimenti diretti esteri (IDE) in entrata devono essere controllati per verificare se possano mettere in pericolo degli interessi strategici. La proposta protegge settori industriali chiave come l'acqua, i trasporti, le comunicazioni e la tecnologia, compresi i semiconduttori, l'intelligenza artificiale e la robotica.


Contesto


Negli ultimi 20 anni, la struttura e la provenienza degli IDE verso l'UE è cambiata drasticamente, con un aumento degli IDE provenienti dalle economie emergenti. Gli investimenti dalla Cina sono aumentati di sei volte, dal Brasile di dieci volte, mentre quelli provenienti dalla Russia sono più che raddoppiati e sono rivolti, ultimamente, ai settori ad alta tecnologia e spesso attraverso società di proprietà dello Stato o legate ai governi.


Attualmente solo 14 Paesi dell'UE dispongono di meccanismi di controllo degli IDE, con notevoli differenze per portata e concezione (Austria, Danimarca, Germania, Finlandia, Francia, Lettonia, Lituania, Ungheria, Italia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Portogallo, Spagna e Regno Unito). Il nuovo strumento vuole prendere in considerazione anche effetti transfrontalieri degli IDE.



Dibattito: mercoledì 13 febbraio

Votazione: giovedì 14 febbraio

Procedura: procedura legislativa ordinaria

Conferenza stampa: mercoledì 13 febbraio, alle ore 15.30