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Some Parliament members are suggesting that European politicians should show Euro 2012 in Ukraine the red card in protest over the treatment of opposition...(read more) Facebook
Strong - but not invulnerable. Despite an impressive 4 metres and 600kg, the blue fin tuna is an endangered species. And why? Overfishing and illegal catches....(read more) Facebook Per il 2010, si calcola che la Germania sarà il Paese che contribuirà in maniera maggiore al finanziamento del bilancio europeo, con il 19,6% del totale. Seguono Francia (18%), Italia (13,9%), Inghilterra (10,4%) e Spagna (9,6%).
Nel linguaggio europeo, a volte si parla di "contribuenti netti". Sono quei Paesi che danno di più in termini di contributi all'UE rispetto a quello che ricevono in termini di aiuti e fondi. Alcuni Stati membri - quelli elencati sopra - contribuiscono quindi più di altri, in termini netti e pro capite, al finanziamento dell'Unione europea.
Contrapporre, però, i contributi apportati ai vantaggi ricevuti in termini finanziari da un determinato Stato, facendoli passare come "bilancio netto", è quantomeno un esercizio improprio e controverso per diverse ragioni.
Innanzitutto, una parte considerevole del bilancio non ritorna agli Stati membri, ma serve per sostenere azioni nei Paesi terzi. Inoltre, i fondi comunitari possono cofinanziare, ad esempio, un progetto di infrastrutture in un'area meno sviluppata, che viene così contabilizzato come contributo al Paese di quella regione. A implementare i progetti, però, sono spesso imprese di altri Paesi europei, a cui é stato assegnato l'appalto e a cui andranno una parte considerevole dei fondi comunitari.
Non va dimenticato, inoltre, che l'Unione europea è prima di tutto e per natura, una comunità fondata sulla solidarietà fra gli Stati che la compongono, e che secondo il Trattato si impegnano a "rafforzare l'unità delle economie e assicurarne uno sviluppo armonioso, riducendo le differenze esistenti nelle varie regioni...".
Che dire poi dei dazi doganali, parte delle entrate dell'UE, prelevati dal Paese dove un dato bene entra fisicamente e quindi attribuiti a quel Paese, anche se in realtà i dazi sono pagati dal consumatore finale, che spesso si trova in un altro Paese. Solo per fare un esempio, pensate alle macchine coreane o al petrolio, importati attraverso il porto di Rotterdam, ma che sono destinati ad altri Paesi. Paga l'Olanda, o paga il consumatore finale, rumeno o italiano che sia?!