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Strong - but not invulnerable. Despite an impressive 4 metres and 600kg, the blue fin tuna is an endangered species. And why? Overfishing and illegal catches....(read more) Facebook Intervista all'ex-premier britannico in veste di rappresentante speciale per il Medio Oriente. Blair ha incontrato lunedì scorso i membri delle commissioni Sviluppo e Esteri del Parlamento per parlare del futuro della Palestina, di come alleviare le sofferenze del popolo e sostenere lo sviluppo dei territori. Molto scetticismo rispetto allo stallo dei negoziati di pace da parte dei deputati.
Partiamo dal processo di pace in Medio Oriente. Pare che non ´ci siano grandi passi avanti per il momento. Possiamo aspettarci qualcosa nel prossimo avvenire?
Blair: E' un cliché dire che il processo di pace "sta entrando in una fase critica". Ma io penso che i mesi che abbiamo davanti sono davvero cruciali per combinare un vero, autentico processo politico con uno sforzo vigoroso per facilitare la fondazione delle basi dello Stato palestinese.
Siamo davanti a un'opportunità significativa. E' chiaro che il presidente Obama è disponibile a lavorare con la comunità internazionale e con le parti in causa per raggiungere un accordo in un arco di tempo ragionevole. Il presidente palestinese Abbas e il Primo ministro Fayyad lavorano alla costruzione di uno Stato palestinese che funzioni e possa vivere fianco a fianco con lo Stato d'Israele, in sicurezza e in pace. E il governo di Israele riconosce il principio dei "due Stati".
Ma il processo è fragile e può essere rovesciato facilmente. Per questo è cruciale che le due parti, con il sostegno della comunità internazionale, passino dai negoziati mediati da attori terzi a trattative dirette, fino alla chiusura di un accordo finale. Solo il dialogo fra loro può portare finalmente a una pace giusta e duratura.
Pensa che la pace possa aiutare lo sviluppo economico del futuro Stato palestinese, com'è successo in Irlanda del Nord?
Certamente. I territori palestinesi sono ricchi di risorse naturali e umane, di persone preparate, intraprendenti e determinate. Il governo di Fayyad ha stabilito le linee guida per la costruzione di uno Stato e le sta mettendo in azione con un piano preciso. Una volta che le fondamenta dello Stato esisteranno e il peso dell'occupazione sarà gradualmente rimosso, le prospettive per un'economia palestinese florida sono enormi. L'Autorità palestinese terrà in giugno la seconda Conferenza per gli Investimenti, con l'obiettivo di incoraggiare gli investimenti stranieri e dare un'ulteriore pulsione all'economia.
Come esempio, basta pensare al settore dell'high-tech in Palestina, che impiega 3.600 ingegneri e tanti imprenditori impegnati a lavorare insieme agli operatori israeliani o da soli, per fornire prodotti high-tech di alta qualità per il mercato mondiale.
La sua fondazione "Faith" (fede) è impegnata nella cooperazione pacifica fra persone di diversa fede. Non è una missione impossibile, in un contesto in cui le tensioni religiose sono così radicate?
Il messaggio di fondo della fondazione Faith in un certo senso è molto semplice. E' che siccome il mondo diventa sempre più globalizzato, la religione può servire a due scopi: uno è enfatizzare le differenze, l'altro promuovere la comprensione reciproca, il rispetto e l'accettazione di un'umanità e una spiritualità condivisa. Lavorando con "Faith", ho scoperto che le persone di differenti credo sono disponibili a lavorare insieme per risolvere problemi comuni, per esempio per combattere la malaria, uno degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio. Il Medio oriente non fa eccezione.
E'troppo facile soccombere agli estremismi, che enfatizzano la differenza e l'odio dell'altro.
La vera sfida, alla fine molto più soddisfacente, è trovare e promuovere i valori condivisi.
Tony Blair è il rappresentante speciale del "quartetto" (ONU, Unione europea, USA e Russia) in Medio Oriente.
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