Accesso diretto alla navigazione principale (Premi "Invio")
Accesso ai contenuti della pagina (premere "Invio") (Premi "Invio")
NOT FOUND ! (Premi "Invio")

Sessione del 6-9 settembre

Accordo anticontraffazione: le perplessità dei deputati

 
 
Fake FIFA football jerseys fill the racks at a stall in a market. ©BELGA_AFP_PHILIPPE LOPEZ   Finte magliette di calcio in un negozio di Shangai, Cina ©BELGA_AFP

Un accordo internazionale per combattere la contraffazione a cui non partecipa la Cina sortirà alcun effetto? Il "mondo digitale" e il "mondo delle cose" dovrebbero avere le stesse regole? Coca-Cola e Champagne, sono da difendere alla stessa stregua? Queste e altre le domande emerse nel dibattito di mercoledì 8 settembre su ACTA, l'accordo internazionale per combattere pirateria e contraffazione. Il commissario al commercio ha annunciato il possibile ritiro dell'UE dal tavolo dei negoziati. Perché? Leggi cosa ne pensano i parlamentari europei e...i fan del Parlamento su Facebook.


Che cos'è ACTA


L'accordo anti-contraffazione (ACTA) dovrebbe "combattere su grande scala le trasgressioni ai diritti di proprietà intellettuale che hanno un significativo impatto commerciale", ha spiegato ieri al Parlamento il commissario europeo al Commercio De Gucht, incaricato di rappresentare l'UE al tavolo dei negoziati. L'Europa, gli Stati Uniti e altri nove paesi (Australia, Canada, Giappone, Corea, Messico, Marocco, Nuova Zelanda, Singapore e Svizzera) hanno dato il via alle trattative nel 2007. Da allora, si sono tenuti 10 "rounds", e l'undicesimo, a fine settembre, potrebbe essere quello decisivo.


Ma, in Europa, come negli Stati Uniti, il trattato anti-contraffazione incontra forti resistenze: le principali critiche sono la mancanza di trasparenza dei negoziati, che si svolgono a porte chiuse e i cui testi non sono resi pubblici, e il rischio di mettere in pericolo la privacy e la protezione dei dati nel capitolo che riguarda internet e la pirateria online.


La battaglia del Parlamento


Il Parlamento europeo si è fatto portatore delle critiche, adottando, in marzo di quest'anno, una risoluzione che minacciava di "rivolgersi alla Corte di Giustizia europea", se la Commissione non avesse pubblicato il testo dei negoziati.


A seguito di questa presa di posizione e della Dichiarazione scritta che chiede trasparenza su ACTA e che ha ricevuto il sostegno di 377 europarlamentari, la Commissione ha pubblicato il 21 aprile i documenti rilevanti.


Possibilità che l'UE si ritiri dall'accordo


Ieri il commissario De Gucht è venuto a Strasburgo per informare il Parlamento delle ultime tappe del negoziato. Dopo aver esposto le questioni ancora aperte, ha annunciato che "se alla fine del processo l'UE sarà messa davanti a un trattato che non ha un gran valore aggiunto, dovremmo riconsiderare la nostra partecipazione".


Ma quali sono i problemi, e quali le maggiori preoccupazioni dei parlamentari? Ecco i pirnicipali.


Negoziati segreti


"Difficile esprimersi su un testo che non ci è dato vedere", ha esclamato il leghista Francesco Speroni, mentre il collega Verde Jan Philipp Albrecht ha parlato di un accordo "estremamente opaco, che alla fine rischia di contraddire il diritto europeo".


Il commissario belga ha assicurato che il Parlamento avrà accesso al testo prima di ogni eventuale firma da parte della Commissione.


Internet e diritto alla privacy


Nonostante le rassicurazioni di De Gucht, per cui ACTA "non ha niente a che vedere coi controlli sui computer o gli I-pod, e non conterrà alcuna limitazione alle libertà individuali", i parlamentari ritengono che sia necessario restare "vigili" sulla questione della privacy.


Il conservatore britannico Syed Kamall ha fatto la distinzione fra mondo digitale e mondo delle cose, sostenendo che "mentre il mondo digitale deve adattarsi ai cambiamenti e trovare nuove opportunità di business, nel mondo reale le industrie europee sono competitive in innovazione e design, che costano miliardi di euro, e i cui benefici non possono andare a profitto dei falsi".


Champagne e Coca-Cola


De Gucht ha ammesso che uno dei principali problemi per l'UE è convincere gli altri paesi a includere nel trattato le Indicazioni Geografiche (Parmigiano, champagne ecc.), alla stessa stregua dei marchi registrati. Questo è uno dei punti sensibili per l'UE, che vuole combattere la l'agro-pirateria subita dai nostri prodotti nel mondo intero: "Champagne e Coca Cola devono essere tutelati allo steso modo", ha affermato il popolare tedesco Daniel Caspary durante il dibattito.


Accesso ai medicinali


Altri dubbi riguardano l'accesso alle medicine generiche: "non si possono trattare allo stesso modo i farmaci generali e le medicine contraffatte", ha affermato il capogruppo dell'Italia dei Valori (ALDE) Nicolò Rinaldi: "l'accesso ai farmaci generici a prezzi ragionevoli nei paesi in via di sviluppo deve essere garantito nel testo".


I prossimi passi


A fine di settembre si terrà a Tokyo quello che potrebbe essere l'ultimo round. Ma i dubbi restano, al Parlamento e fuori: "Il 64% dei beni contraffatti in Europa arriva dalla Cina, che non è parte di ACTA. Siamo sicuri che firmare ha un senso per l'UE?", ha concluso Rinaldi.

 
 
 
ACTA su Facebook del Parlamento
 

Nessun accordo dovrebbe essere discusso a porte chiuse, almeno non dai rappresentanti che ho votato per rappresentarmi. Senza un dibattito pubblico e controllo, gli "accordi" vanno a finire così...(Nick K.)

 
 

ACTA NON riguarda la contraffazione. Riguarda l'imposizione del copyright e la tutela di un modello di business obsoleto, che non è riuscito ad adeguarsi a internet. Il capitolo su internet è ancora essenzialmente basato sulla legge del copyright degli USA, e lo trovo terribile! (Neville B.)

 
 

Questo trattato riguarda molto più il copyright che le borsette contraffatte. Non sono d'accordo che la lotta contro la "pirateria" è vitale per imprese e consumatori, questo è quello che ci fanno credere i detentori di copyright! (Florian L.)