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L'attivista francese José Bové è eletto al Parlamento europeo nelle fila di Europe Ecologie da luglio 2009 I prezzi dei prodotti agroalimentari aumentano per i consumatori, ma non sono gli agricoltori a beneficiarne. Dove vanno a finire i profitti? Un rapporto dell' "écolo" francese José Bové richiede più trasparenza nella catena di distribuzione alimentare. Il famoso leader della "Conféderation paysanne" mette in luce le pratiche sleali della grande distribuzione. La sua relazione al voto oggi, martedì 7 settembre.
Da una parte, i consumatori subiscono l'aumento dei prezzi degli alimentari, dall´altra parte gli agricoltori attraversano una grave crisi a causa di prezzi troppo bassi. José Bové: chi ci guadagna?
JB: La situazione è drammatica. Quando i prezzi per i produttori si abbassano, i consumatori non notano la differenza. Al contrario, quando i prezzi delle materie prime aumentano, il rincaro ha forti conseguenze sulle tasche dei cittadini.
Secondo le dichiarazioni della Commissione, in questo momento gli agricoltori ricavano solo un 21% dell'intero profitto della catena alimentare, mentre nel 1995 ne ottenevano ancora un 31%. Mentre il loro guadagno è continuamente in calo, l'industria agroalimentare e i distributori vedono aumentare i loro incassi.
Che cosa propone lei, per migliorare la situazione?
JB: Prima di tutto si deve affrontare la speculazione sulle materie prime. I mercati non si devono basare sulla speculazione come succede in questo momento, ma sulla realtà delle scorte e dei bisogni.
In secondo luogo, è indispensabile un controllo adeguato sui costi di produzione. È inammissibile che gli agricoltori siano pagati al di sotto delle loro spese.
In terzo luogo, ci vogliono regole strette sull'abuso della posizione dominante della grande distribuzione. Molti paesi, organizzazioni di consumatori e produttori domandano più trasparenza.
Infine, il potere delle associazioni di produttori deve essere rinforzato per affrontare i negoziati fra agricoltori, industria agroalimentare e distributori.
Nel suo rapporto dichiara che lo spreco di cibo potrebbe raggiungere il 30% dell´intera produzione alimentare...
JB: Lo spreco lungo la catena alimentare raggiunge effettivamente il 30%. Tenendo conto dell'aumento della povertà in Europa, questa situazione è inaccettabile. Si devono accorciare le filiere, promuovere la vendita diretta e cercare di creare una prossimità maggiore fra produttori e consumatori. E si devono modificare le regole che causano lo spreco dei prodotti alimentari, sia nei supermercati sia nella produzione agroalimentare.
E' soddisfatto del contenuto della sua relazione, o avrebbe voluto qualcosa di più?
JB: Sono molto soddisfatto perché siamo riusciti a fare un lavoro sodo e abbiamo incontrato persone che hanno saputo esprimere diversi punti di vista. E sono soddisfatto perché durante la votazione nella commissione Agricoltura tutti i membri hanno espresso il loro appoggio alla relazione.
Adesso si deve aspettare il voto in plenaria. Temo che i grandi distributori e l'industria eserciteranno pressioni per togliere dal rapporto alcuni elementi fastidiosi nei loro confronti.
Inizio
Gli argomenti principali all'ordine del giorno
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