Accesso diretto alla navigazione principale (Premi "Invio")
Accesso ai contenuti della pagina (premere "Invio")
Accesso diretto all'elenco degli altri siti web (Premi "Invio")

Cyber-attacchi: una normativa europea per difendersi dai nuovi criminali

Sicurezza e difesa 03-11-2010 - 18:08
 
 
Un collasso del sistema informatico potrebbe generare danni per 250 miliardi di euro, secondo il World Economic Forum   Un collasso del sistema informatico potrebbe generare danni per 250 miliardi di euro, secondo il World Economic Forum ©BELGA

Eserciti di robot capaci di pilotare i computer di ignari cittadini. Ma anche attacchi al cuore della sicurezza nazionale: non è la trama di un film di fantascienza, ma il rischio in cui incorrono i sistemi informatici di tutta Europa. I cyber-attacchi, infatti, non colpiscono più soltanto i singoli, ma possono mirare a mandare in tilt un intero paese. La risposta dell'Europa? Sanzioni più severe e reazione rapida. Ne hanno discusso il 25 ottobre i membri della commissione Sicurezza e Difesa.


Cyber-attacchi, l'inizio di un risiko online?


Estonia, maggio 2007: i siti delle autorità nazionali e dei principali media sono vittime di un'aggressione cibernetica, che mette in luce una nuova forma di "guerra" virtuale. Sospettato numero uno, la Russia.


Georgia, agosto 2008: alla guerra in Ossezia del Sud segue una battaglia cibernetica, e il sito del primo ministro e del governo restano inaccessibili per settimane. Nel mirino, ancora una volta la Russia.


Marzo 2009: vanno in tilt i network di 103 paesi, compresi i server di governi e sistemi industriali. Sono estratti dati sensibili. I sistemi informatici mondiali mostrano la loro fragilità.


Giugno 2010: scoperta di Stuxnet, un virus capace di spiare programmi industriali, diffuso soprattutto in Iran, forse voluto da Israele…


Non è un gioco da ragazzi


Non solo "phising" e clonaggio di carte di credito dunque: i nuovi criminali informatici sono in grado di destabilizzare la sicurezza nazionale, e gli attacchi possono diventare armi politiche micidiali. Per questo la Commissione europea ha proposto a fine settembre due direttive mirate a contrastare gli attacchi.


"I rischi sono politici, come l'hanno dimostrato i casi di Estonia e Georgia, ma anche economici" - ha spiegato il vice-presidente della commissione Sicurezza e Difesa Krzysztof Lisek, polacco del PPE, presentando l'iniziativa il 25 ottobre.


Secondo il World Economic Forum, un serio collasso dell'infrastruttura informatica potrebbe costare fino a 250 miliardi di euro, e c'è fra il 10 e il 20% di possibilità che questo accada nei prossimi 10 anni.


L'Europa contro i cyber criminali


Nel 2004 l'UE ha creato l'Agenzia europea per la sicurezza delle reti e dell’informazione (ENISA), un organismo scientifico che aiuta i paesi membri a difendersi dai cyber-attacchi e l'UE a varare leggi adeguate.


Per rispondere alle nuove sfide, la Commissione oggi propone di:


1) Aumentare le sanzioni contro i cyber-criminali, che potranno andare da 2 a 5 anni.


2) Migliorare la cooperazione fra Stati UE: un network di punti di contatto nazionali chiamati ad aiutare i paesi in difficoltà esiste dal 2005. La Commissione vorrebbe aumentarne la velocità di reazione (8 ore max).


3) Raccogliere informazioni e costruire una base di dati condivisa.


4) Rafforzare l'ENISA, permettendole di collaborare con le autorità nazionali e con società private per la messa a punto di sistemi di protezione al più alto livello.


Prossimi passi


In dicembre toccherà al Consiglio Giustizia e Interni analizzare le proposte dell'esecutivo. La procedura legislativa vera e propria potrebbe cominciare all'inizio del 2011.


RIF. : 20101025STO89965