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There has to be room for creativity, according to the culture committee. Read more @ http://epfacebook.eu/a5f and tell us: what do you do in your free time? Facebook
Stifling protest is a no-no in a country that wishes to be part of the EU like #Turkey, say members. Watch the video to find out more @...(read more) Facebook
Un collasso del sistema informatico potrebbe generare danni per 250 miliardi di euro, secondo il World Economic Forum ©BELGA Eserciti di robot capaci di pilotare i computer di ignari cittadini. Ma anche attacchi al cuore della sicurezza nazionale: non è la trama di un film di fantascienza, ma il rischio in cui incorrono i sistemi informatici di tutta Europa. I cyber-attacchi, infatti, non colpiscono più soltanto i singoli, ma possono mirare a mandare in tilt un intero paese. La risposta dell'Europa? Sanzioni più severe e reazione rapida. Ne hanno discusso il 25 ottobre i membri della commissione Sicurezza e Difesa.
Cyber-attacchi, l'inizio di un risiko online?
Estonia, maggio 2007: i siti delle autorità nazionali e dei principali media sono vittime di un'aggressione cibernetica, che mette in luce una nuova forma di "guerra" virtuale. Sospettato numero uno, la Russia.
Georgia, agosto 2008: alla guerra in Ossezia del Sud segue una battaglia cibernetica, e il sito del primo ministro e del governo restano inaccessibili per settimane. Nel mirino, ancora una volta la Russia.
Marzo 2009: vanno in tilt i network di 103 paesi, compresi i server di governi e sistemi industriali. Sono estratti dati sensibili. I sistemi informatici mondiali mostrano la loro fragilità.
Giugno 2010: scoperta di Stuxnet, un virus capace di spiare programmi industriali, diffuso soprattutto in Iran, forse voluto da Israele…
Non è un gioco da ragazzi
Non solo "phising" e clonaggio di carte di credito dunque: i nuovi criminali informatici sono in grado di destabilizzare la sicurezza nazionale, e gli attacchi possono diventare armi politiche micidiali. Per questo la Commissione europea ha proposto a fine settembre due direttive mirate a contrastare gli attacchi.
"I rischi sono politici, come l'hanno dimostrato i casi di Estonia e Georgia, ma anche economici" - ha spiegato il vice-presidente della commissione Sicurezza e Difesa Krzysztof Lisek, polacco del PPE, presentando l'iniziativa il 25 ottobre.
Secondo il World Economic Forum, un serio collasso dell'infrastruttura informatica potrebbe costare fino a 250 miliardi di euro, e c'è fra il 10 e il 20% di possibilità che questo accada nei prossimi 10 anni.
L'Europa contro i cyber criminali
Nel 2004 l'UE ha creato l'Agenzia europea per la sicurezza delle reti e dell’informazione (ENISA), un organismo scientifico che aiuta i paesi membri a difendersi dai cyber-attacchi e l'UE a varare leggi adeguate.
Per rispondere alle nuove sfide, la Commissione oggi propone di:
1) Aumentare le sanzioni contro i cyber-criminali, che potranno andare da 2 a 5 anni.
2) Migliorare la cooperazione fra Stati UE: un network di punti di contatto nazionali chiamati ad aiutare i paesi in difficoltà esiste dal 2005. La Commissione vorrebbe aumentarne la velocità di reazione (8 ore max).
3) Raccogliere informazioni e costruire una base di dati condivisa.
4) Rafforzare l'ENISA, permettendole di collaborare con le autorità nazionali e con società private per la messa a punto di sistemi di protezione al più alto livello.
Prossimi passi
In dicembre toccherà al Consiglio Giustizia e Interni analizzare le proposte dell'esecutivo. La procedura legislativa vera e propria potrebbe cominciare all'inizio del 2011.