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It's International Day Against Homophobia, so share this post to show your support and join the Parliament in saying STOP to homophobia and transphobia! Facebook Dovremo un giorno rinunciare all'internet neutrale e aperto a cui siamo ormai abituati? Forse sì. Mentre sempre più persone navigano su internet, iniziano ad emergere problemi di gestione del traffico in rete con un rischio di congestione dei dati. E gli internet provider stanno già iniziando a imporre qualche restrizione sui servizi offerti.
Ne hanno discusso la settimana scorsa esperti di settore, associazioni dei consumatori e autorità di regolamentazione insieme a politici e funzionari dell'UE nel corso di un vertice "su internet aperto a tutti e sulla neutralità della rete".
Tra gli argomenti trattati, la qualità dei servizi, la trasparenza di termini e condizioni, i comportamenti contrari alla libera competizione e la gestione del traffico. Specialmente nell'ottica per cui potremmo trovarci tra qualche anno alle prese con seri problemi nel trasferimento dei dati.
Trasparenza prima di tutto
La cosa più importante è quella di assicurare la trasparenza, ha insistito l'europarlamentare britannico Malcolm Harbour, del gruppo dei Conservatori e Riformisti, a capo della commissione mercato interno e protezione dei consumatori.
I service provider dovrebbero informare chiaramente su eventuali blocchi dei servizi e dovrebbero dare una spiegazione, mentre le autorità di regolamentazione dovrebbero intervenire in presenza di un comportamento anticompetitivo degli operatori.
"Quello che vogliamo è una regolamentazione minima a fronte di grandi innovazioni e della possibilità di scelta per i consumatori", ha spiegato Harbour.
Inevitabile fissare priorità per il traffico dei dati
Il problema è che è inevitabile un peggioramento dei servizi visto il costante aumento del numero di navigatori online.
Prendiamo per esempio la possibilità di accedere a internet sui cellulari: secondo Robindhra Mangtani, dell'Associazione GSM, la navigazione via smart phone quadruplicherà nei prossimi tre anni. D'altronde "non possiamo sconfiggere le leggi della fisica", ha aggiunto Sigurd Schuster di Nokia Siemens Networks.
Attenti alle discriminazioni
Un appello speciale è arrivato da Jean-Jacques Sahel di Skype. "Dovete fermare quelle pratiche che bloccano innovazione e possibilità di scelta", ha chiesto alle autorità di regolamentazione spiegando che l'utilizzo di Skype sui cellulari, per esempio, è bloccato da tutti gli operatori di telefonia mobile francesi.
Un accenno alla difficoltà di cambiare operatori è invece stato fatto da Jérémie Zimmermann di "Quadrature du net", una associazione che si batte per 'open source, e da Thomas Nortvedt del Consiglio norvegese dei consumatori.
L'iniziativa ai consumatori
"Assumete voi l'iniziativa! Se Skype è bloccato abbandonate il vostro operatore e sceglietene un altro", ha consigliato il commissario per l'agenda digitale Neelie Kroes ai consumatori, avvisando di essere pronta a entrare in azione e a modificare le leggi in caso di assenza di un trattamento equo da parte degli operatori.
Molti gli interventi dei parlamentari: la popolare spagnola Pilar del Castillo Vera e le socialdemocratiche Catherine Trautmann e Maria Badia Cutchet si sono tutte espresse a favore di un internet aperto e democratico.
"Perdiamo ogni anno 20 miliardi di euro per colpa della frammentazione del mercato europeo delle comunicazioni online", ha poi aggiunto la liberaldemocratica rumena Adina-Ioana Vălean.
"Internet non è soltanto un mercato da regolamentare", ha concluso il verde tedesco Jan Philipp Albrecht. "Dovrebbero valere anche per la rete gli stessi principi in vigore nelle società democratiche. I provider si comportano adesso come se fossero dei veri e propri Stati... ma dov'è la loro democrazia?".