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Orizzonte 2020: verso un'agricoltura più compatibile e più sostenibile

Agricoltura 19-11-2010 - 12:35
 
  • Presentate giovedì 18 novembre le attese linee guida per la riforma della PAC
  • Il Parlamento europeo scelto come platea per il lancio delle nuove proposte
 
Bales near Newtimber looking towards the South Downs, East Sussex England. ©BELGA_TOPFOTO   Balle di fieno: un paesaggio familiare a tutti i cittadini europei ©BELGA

La politica agricola comune deve rispondere meglio alle aspettative della società se non vuole perdere di credibilità. E' il messaggio del commissario Dacian Ciolos, incaricato di preparare una vigorosa riforma della più antica politica comunitaria. Ieri ha presentato le sue idee davanti ai deputati della commissione "AGRI" del Parlamento.



Due le parole d'ordine per Ciolos, ex-ministro dell'agricoltura rumeno: competitività e sostenibilità. Priorità condivise dai deputati esperti di agricoltura, capitanati dall'italiano Paolo De Castro (PD/ S&D), che ieri ha presieduto l'incontro: "la PAC è la più importante delle politiche europee, e il Parlamento ha guadagnato potere in quest'area grazie al Trattato di Lisbona".

Il commissario nella sua presentazione ha affermato che la scelta fra competitività e sostenibilità "è un falso dilemma", e che l'obiettivo delle nuove proposte è di estendere il campo della PAC per andare oltre la produzione alimentare, e includere la gestione delle risorse naturali.


Cibo di qualità, naturale e coltivato in modo sostenibile, più giustizia fra grandi e piccoli produttori nella distribuzione degli aiuti PAC: questo è quello che gli europei si aspettano dalla politica comune. E per continuare a finanziarla con denaro pubblico, conclude Ciolos, dobbiamo giustificarla agli occhi dei contribuenti.


I gruppi politici hanno accolto le nuove linee guida in modo piuttosto positivo. A nome del PPE, Albert Dess, tedesco ha sottolineato il bisogno che "i soldi della PAC siano destinati a investimenti produttivi e non a spese amministrative", e che per le importazioni ci siano requisiti chiari su "standard ambientali, la salute dei consumatori e degli animali, e la sicurezza alimentare".


Il portoghese Luis Manuel Capoulas Santos, intervenuto a nome dei socialisti e democratici, ha criticato la decisione di tagliare le quote latte a partire dal 2015, e ritiene che serva "più chiarezza nella distinzione fra grandi e piccoli produttori". A questa osservazione il commissario ha replicato che "in pratica, gli aiuti devono andare solo ai veri produttori, quelli attivi", e che "le imprese piccole non possono essere escluse" dalla distribuzione dei fondi.


Per George Lyon, inglese, portavoce dei Liberali sull'agricoltura, la questione della giustizia nella distribuzione è "fondamentale per i nuovi paesi membri, e la sostenibilità deve essere al cuore della riforma, perché non c'è nessuna contraddizione con la competitività".Ma, conclude, "dobbiamo assicurarci che non finiamo per rendere i nostri agricoltori non competitivi".


Più critico il connazionale James Nicholson, che si è espresso a nome del gruppo dei Conservatori e Riformisti: "ogni volta che vogliamo semplificare la PAC, finiamo per creare più burocrazia. Ricordiamoci che si parla di politica agricola, non di ambiente né di welfare".


"E' cruciale che la PAC sia più giusta e più verde, altrimenti non sarà più accettata dalla gente. Se i contadini ricevono gli aiuti, devono impegnarsi a sviluppare e tutelare la biodiversità", è la posizione del Verde tedesco Martin Hausling, a cui Ciolos risponde che una politica basata sui pagamenti riequilibrerà le disparità fra grandi e piccoli.



Per "Europa della Libertà e della Democrazia" interviene il leghista Lorenzo Fontana, che insiste sulla necessità di sostenere i piccoli produttori, e denuncia "la concorrenza sleale" dei cibi importati, che "non rispettano gli stessi criteri di qualità" dei prodotti europei.


Non lontana la posizione del francese Patrick Le Hyaric, rappresentante della Sinistra Unitaria: "Serve maggiore protezionismo. Il nuovo accordo sulle importazioni di carne dal Sud America potrebbe essere un disastro per alcune regioni europee".


Prossimi passi


La Commissione presenterà le sue proposte legislative dettagliate per una riforma comprensiva della PAC nel 2011.

RIF. : 20101112STO94321