Accesso diretto alla navigazione principale (Premi "Invio")
Accesso ai contenuti della pagina (premere "Invio") (Premi "Invio")
NOT FOUND ! (Premi "Invio")

Famiglie senza frontiere e problemi legali da risolvere

Politica sociale 01-12-2010 - 18:00
 
 
©BELGA_BELPRESS_Philippe Turpin   ©BELGA_BELPRESS_Philippe Turpin

Nascere, sposarsi, farsi una famiglia, qualche volta divorziare e morire sono spesso le esperienze emotive più importanti della nostra vita. Ma sono anche materie legali, regolate da leggi e pratiche sviluppate nel corso dei secoli. E con la sempre maggiore facilità a spostarsi di paese in paese le regole dei singoli Stati sono spesso troppo diverse le une dalle altre.


Per questo deputati europei, parlamentari nazionali ed esperti si sono incontrati per discutere come è possibile facilitare la vita delle famiglie e dei cittadini europei.


Facciamo un esempio. Se un bambino è figlio di genitori non sposati provenienti da due paesi diversi, chi ottiene la custodia del piccolo se uno dei due muore?


Se un omosessuale è regolarmente sposato nel suo paese di origine, ma possiede una casa in una nazione che non riconosce il suo matrimonio cosa succede alla proprietà se uno dei due membri della coppia muore?


Quali diritti ha un padre nei confronti dei suoi figli nel caso di divorzio di due persone originarie di paesi diversi se la ex moglie, per esempio, torna nello Stato di origine?


Non sono casi rari, ma il pane quotidiano degli avvocati che si occupano delle questioni delle famiglie e dei diritti di successione. E la risposta non è semplice, vista la miriade di legislazioni diverse nei vari paesi europei.



Una strada ancora in salita 


Di questo e altro hanno parlato i deputati, tra cui il presidente della commissione giuridica, il popolare tedesco Klauss-Heiner Lehne e la vicepresidente del Parlamento, la liberaldemocratica inglese Diana Wallis, nel corso del seminario.


"Reagiamo alle conseguenze del movimento tra i vari Stati, lavoriamo insieme alla legislazione civile", ha chiesto Melchior Wathelet per la presidenza belga.


Il senso è che è meglio lavorare più lentamente con tutti e 27 gli Stati membri che avanzare più velocemente con pochi, ma finora i risultati sono stati poco significativi. Un certificato di successione aiuterebbe i cittadini a esercitare i propri diritti con un documento identico in tutti gli Stati membri, per esempio.



Legge di famiglia


Ci sono casi in cui i tribunali dell'Unione non possono legalizzare un divorzio sancito in un altro Stato membro perché non esiste concretamente una possibilità del genere nella loro legislazione nazionale, ha commentato Katharina Boele-Woeki, docente in Legge.


Alcuni partecipanti hanno invocato una legislazione comune europea specialmente per i matrimoni tra persone dello stesso sesso, per incoraggiare il loro riconoscimento e fare passi avanti nel dibattito.



I diritti dei bambini


"Sarebbe utile rafforzare l'istituto del mediatore", ha commentato Roberta Angelilli (PdL/PPE), scelta come mediatore del Parlamento europeo per i casi di sottrazione internazionale dei minori.


"La regola generale è che, quando un bambino è rapito in uno Stato membro, lo Stato d'origine dovrebbe continuare ad avere la giurisdizione su quel caso, lasciando alla seconda nazione interessata la possibilità di occuparsi soltanto di circostanze specifiche", ha affermato l'avvocato Christina Blacklaws.



Costruire un'Europa per le famiglie


"Non vogliamo avere legislazioni uguali", ha precisato Luigi Berlinguer (PD/S&D), vicepresidente della commissione giuridica del Parlamento. "Qui stiamo parlando di fiducia reciproca e reciproci riconoscimenti".


I prossimi passi saranno ora le proposte della Commissione per una nuova legislazione sui diritti di proprietà matrimoniali (nel 2011), sul riconoscimento dei documenti di status civile (nel 2013) e sulle decisioni sulle responsabilità dei genitori.

RIF. : 20101129STO02028