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L'Agorà dei cittadini: la povertà sotto i riflettori

Politica sociale 31-01-2011 - 16:50
 
  • Quasi 85 milioni di europei vivono sotto la soglia di povertà
  • I deputati ne hanno discusso con un gruppo di cittadini europei che subiscono il disagio sulla loro pelle
 

Quasi 85 milioni di cittadini europei vivono sotto la soglia di povertà e la crisi economica non ha certo migliorato la situazione. Ma cosa può fare l'Europa? Deputati e esperti del settore ne hanno discusso in Parlamento con persone in condizioni di povertà arrivate da diversi Stati membri per l'Agorà dei cittadini il 27 e 28 gennaio. Guarda le immagini dell'incontro.



L'esclusione sociale e le nuove forme di povertà sono tra i problemi più seri dell'Europa di oggi. È stata questa la conclusione dei tre seminari organizzati dall'Agorà dei cittadini che hanno visto la partecipazione anche del presidente del Parlamento Jerzy Buzek e del commissario all'occupazione László Andor.


"L'Unione europea dovrebbe analizzare l'impatto sociale di tutte le misure economiche prese finora, prestando particolare attenzione ai gruppi più vulnerabili", hanno sostenuto i partecipanti.


"C'era molta rabbia in questi seminari", ha commentato la vicepresidente del Parlamento e copresidente di Agorà Isabelle Durant. "Non contro di noi, ma contro il modo in cui la povertà è stata trattata. L'Europa ha fatto molto per l'economia, ma non abbastanza per proteggere le parti più vulnerabili della società".


"Il messaggio principale è che non possiamo dimenticare il nostro modello sociale nemmeno quando ci concentriamo sul sistema finanziario", ha aggiunto un altro vicepresidente del Parlamento e copresidente di Agorà Libor Rouček, del PPE.



La conferenza per "un accordo condiviso"


In contemporanea ai tre seminari, un gruppo di 20 persone si è riunito dal 26 al 28 gennaio per una conferenza finalizzata a trovare punti di accordo su come l'Europa possa affrontare la piaga della povertà . Due le caratteristiche dei partecipanti, provenienti da diversi Stati membri: l'età sopra i 60 anni e il reddito basso.


"Le pensioni dovrebbero essere indicizzate al costo della vita e non dovrebbero essere tassate", hanno concluso i partecipanti. "Agli anziani dovrebbero essere proposte attività culturali e sociali gratuite".


Una nota anche per la tecnologia che dovrebbe essere messa a disposizione dei più anziani, via corsi di formazione e manuali comprensibili. L'Unione, sostengono poi i partecipanti, dovrebbe offrire accesso a telefonate e connessioni internet a prezzi più vantaggiosi per coloro che sono in difficoltà per reddito o età.

RIF. : 20110131STO12826