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Strong - but not invulnerable. Despite an impressive 4 metres and 600kg, the blue fin tuna is an endangered species. And why? Overfishing and illegal catches....(read more) Facebook Sta aumentando il numero di madri sole. Divorziate, vedove, teenager e altre madri single si trovano a volte in situazioni che potrebbero portarle a condizioni di povertà e esclusione sociale. Ne hanno parlato con alcuni esperti il 31 gennaio i deputati della commissione per i diritti delle donne e l'uguaglianza di genere.
Tra le conclusioni l'esortazione a migliorare i servizi disponibili per i genitori soli, offrendo maggiori soluzioni per le famiglie e dando garanzie a coloro che vivono con un reddito minimo.
"Bisogna mettere fine alla discriminazione di genere, assicurare la responsabilità dei padri e le condizioni per conciliare famiglia e lavoro", ha detto Barbara Matera, PdL (PPE), la deputata che scriverà il rapporto sulla situazione delle madri sole.
Quando le famiglie cambiano
"Mio padre è morto quando ero una bambina e mia madre è riuscita a crescere da sola i suoi sei bambini e a farci diventare quello che siamo ora", ha commentato la presidente della commissione Eva-Britt Svensson, del gruppo della sinistra europea, esortando a prendere in considerazione nuove tipologie di famiglia, diverse da quelle tradizionali.
Secondo Laura Alipranti, del Centre for Social Research, la Grecia è un buon esempio di come la società stia cambiando. Stanno aumentando le nascite fuori dal matrimonio (nell'Unione sarebbero oggi circa il 37% e in alcuni paesi nordici quasi il 50%) e le coppie omosessuali. Ci sono sempre più divorzi e convivenze.
Dove sono i papà?
Nonostante siano donne il 91% dei genitori soli, non bisogna dimenticare i papà che si trovano nella stessa situazione, ha ricordato la deputata britannica Marina Yannakoudakis, del gruppo dei conservatori e riformisti. In Svezia, per esempio, il 26% dei genitori soli sono uomini, ha ricordato Laura Alipranti.
La socialdemocratica danese Britta Thomsen ha esortato una legislazione europea a favore dei bambini, simile a quella già in vigore in Danimarca dove lo Stato paga la mamma e il padre paga lo Stato. Un modo per non rendere le donne economicamente vulnerabili dopo il divorzio.
Silvia Costa, del PD, ha chiesto di analizzare più a fondo le statistiche per capire l'impatto sulle politiche di welfare.
Grande convergenza anche sull'esigenza di puntare su contraccezione e educazione sessuale per prevenire le gravidanze nelle adolescenti.
Cosa vogliono le mamme?
Conciliare lavoro e famiglia, grazie a orari di lavoro più flessibili, veder riconoscere dalla società il ruolo della maternità. E poi ancora avere il tempo da dedicare alla cura e all'educazione dei bambini. Sono queste le richieste delle 11.000 mamme intervistate dall'European Survey of Mothers, presentato durante l'incontro da Anne-Claire de Liedekerke.
Non soltanto una questione di soldi
Disoccupazione, lavori part-time, salari bassi e tasse alte, per non parlare della mancanza di sostegno e di servizi per la cura dei figli. Non è facile essere una madre sola e la povertà è sempre dietro l'angolo.
Tra le altre, l'ungherese Zita Gurmai (S&D) ha proposto di incoraggiare tutti quei programmi, tagli delle tasse e benefici ai dipendenti che possano aiutare a creare dei posti di lavoro conciliabili con le esigenze delle famiglie e di queste donne.
Un reddito minimo
Contro la povertà dovrebbe essere stabilito un reddito minimo, hanno chiesto alcuni partecipanti dicendosi invece scettici sulla possibilità di introdurre salari minimi europei. Secondo la portoghese Ilda Figueiredo, del gruppo della sinistra europea, ci sono enormi differenze tra la prosperità dei cittadini dei vari Stati membri. Per questo un reddito minimo a livello europeo andrebbe garantito.
Per la popolare Astrid Lulling, è utopistico però parlare di uno stipendio minimo a livello europeo.