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Il capo della delegazione UE-Giappone: "Nessuno sa come può andare a finire"

Relazioni esterne 14-03-2011 - 18:47
 
 
Aerial of Sendai, Japan, following earthquake. ©US Navy Imagery   Sendai,Giappone, dopo il terremoto ©US Navy Imagery

L'inimmaginabile catastrofe che ha colpito il Giappone sta facendo il giro del mondo, una tragedia umana di un'ampiezza che è difficile da immaginare. Dopo il terremoto e lo tsunami, ora è la minaccia nucleare a terrorizzare il paese. Siamo davanti alla "peggiore tragedia dopo la seconda guerra mondiale", come ha detto il primo ministro giapponese. Che cosa può fare l'UE? Abbiamo parlato con il leader della delegazione per le relazioni con il Giappone, il liberale olandese Hans Van Baalen.



Le dimensioni della catastrofe sono al di fuori di ogni comprensione, e il peggio, ricorda Van Baalen, è che nessuno sa "dove finirà". Il parlamentare ci racconta che ha preso contatto con gli ambasciatori giapponesi in Belgio e Olanda, e che la paura peggiore è quella della fusione dei reattori nucleari. Una paura che non si è ancora spenta.


"Ho anche chiamato alcuni membri del Parlamento giapponese, la Dieta, e ognuno di loro aveva famiglia o amici colpiti dal disastro. Una dimensione umana che è immensa e potrebbe ancora ingrandirsi", continua il deputato.


"I giapponesi stanno facendo il possibile, sono ben preparati e formati a una calamità del genere, ma la violenza dello Tsunami è stata molto peggio di quello che ci si sarebbe mai aspettati".


Yiukio Hatoyama, ex-premier, l'ha ringraziato in una telefonata per le offerte di aiuti umanitari da parte dell'UE, insistendo sul fatto che l'Europa con la sua esperienza può contribuire a evitare il disastro nucleare. Van Baleen ha ripetuto che "il paese è molto organizzato e individuerà esattamente quello di cui ha bisogno e ci chiederà aiuto". Per il momento, "non hanno bisogno di cibo e medicine".


Il futuro dipende da "cosa succederà con i reattori nucleari", continua il deputato olandese. "La perdita di 10.000 persone è una tragedia immensa, che non si può nemmeno capire, ma se ci sarà una nuova Chernobyl, le ripercussioni si sentiranno su tutta la regione, addirittura sul mondo intero". I giapponesi "possono far fronte allo Tsunami e al terremoto" ma "possiamo solo sperare" che sappiano rispondere anche alla minaccia nucleare: un disastro nucleare "avrebbe conseguenze di portata ben peggiore".


L'Europa quindi, come il resto del mondo d'altronde, "può solo riunire i cervelli più brillanti, gli esperti più capaci, e metterli a disposizione di Tokio, pronti ad entrare in azione quando sarà richiesto".



RIF. : 20110314STO15458