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Strong - but not invulnerable. Despite an impressive 4 metres and 600kg, the blue fin tuna is an endangered species. And why? Overfishing and illegal catches....(read more) Facebook La domanda di Parigi e Roma di riconsiderare la possibilità di reintrodurre controlli temporanei alle frontiere all'interno della zona Schengen e la relativa risposta della Commissione europea sono state al centro di un acceso dibattito oggi alla presenza del presidente della Commissione Barroso e della commissaria Mallström in plenaria.
In molti riconoscono il bisogno di gestire meglio i flussi migratori e le emergenze come quella recente del Nord Africa, ma la maggior parte dei deputati si oppone a ogni possibile tentativo di indebolire il principio di libera circolazione all'interno dei confini europei.
La rappresentante della presidenza ungherese Enikő Győri ha anticipato che la questione sarà all'ordine del giorno del Consiglio europeo di giugno. "Ogni possibile reintroduzione dei controlli alle frontiere deve essere fatta in quadro comune e con l'accordo delle istituzioni europee", ha affermato.
La Commissione europea ha presentato la settimana scorsa il suo piano per una gestione coordinata della pressione migratoria a seguito degli eventi nel Mediterraneo. Il presidente José Manuel Barroso ha sottolineato che la "libertà di circolazione è per l'Europa quello che le fondamenta sono per gli edifici: se si tolgono crolla tutto". Ha tuttavia ricordato che l'opzione di reintrodurre controlli alle frontiere "è già prevista nel sistema Schengen per casi eccezionali. Queste eccezioni devono essere veramente l'ultima opzione possibile".
A nome del PPE il tedesco Manfred Weber ha detto che Schengen è una grande realizzazione per l'Europa "e i cittadini lo sentono ogni volta che si mettono per strada". Ha citato l'esempio della Svezia dove "ogni anno vengono accolti almeno 25.000 rifugiati ma Stoccolma non ha mai chiesto la reintroduzione delle frontiere". Ha anche ammonito che "l'accesso di Romania e Bulgaria nell'area Schengen non deve essere ritardato a causa della discussione in corso".
"25.000 immigrati che attraversano il Mediterraneo non sono una crisi, e possono essere facilmente gestiti via una giusta ripartizione del carico", ha constatato il leader socialista Martin Schulz, accusando la Francia e l'Italia di "creare il problema" e poi domandare la chiusura delle frontiere per affrontarlo. "Non potete sospendere i diritti dei cittadini europei così, stiamo perdendo lo spirito europeo", ha protestato.
Di "ping pong fra due governi sulle spalle dei rifugiati" ha parlato il capogruppo liberale Guy Verhofstadt. Reintrodurre i controlli alle frontiere è "contro l'essenza dell'UE" e si tratta di "una reazione sproporzionata" rispetto alle dimensioni del problema.
Di un altro tono il conservatore britannico Timothy Kirkhope. Per lui "è ora di focalizzarsi su un migliore controllo delle frontiere, più che sulla libertà di movimento. Oggi siamo davanti a sfide che non esistevano prima: disoccupazione di massa, immigrazione dal Nord Africa, terrorismo... Il sistema in vigore non è adeguato a rispondere a queste nuove problematiche".
Daniel Cohn-Bendit, voce dei Verdi, è andato all'attacco ricordando che quando c'è stata la guerra in Bosnia, l'UE ha ospitato migliaia di rifugiati senza gridare alla crisi. "La Germania ne ha accolti qualche centinaia di migliaia, e non è ancora affondata! Smettetela di dirci che i problemi del Nord Africa sono problemi di sicurezza! D'altra parte se si reintroducessero i controlli alle frontiere, sarebbero controlli facciali: sarebbero controllati solo quelli un po' abbronzati, o diversi".
Sulla stessa lunghezza d'onda Rui Tavares, portoghese della Sinistra Unita: "Non possiamo e non dobbiamo allontanarci da Schengen, sarebbe un danno irreversibile per l'Europa. E dobbiamo proteggere i nostri cittadini, ma anche quelli di siriani, quelli di Bengasi e di altrove".
Ultimo a parlare fra i capigruppo il rappresentante degli euroscettici Nigel Farage, secondo cui "la disputa scoppiata fra Francia e Italia dimostra che quando c'è una crisi è lo Stato nazione a vincere". Rivolto a Barroso, ha attaccato: "lei accusa quelli che vogliono controllare le frontiere di essere xenofobi, estremisti, populisti. Ma si ricordi: i populisti sono i veri democratici".
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