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De Castro: verso una PAC più flessibile ed efficace

Agricoltura 10-11-2011 - 15:57
 
  • La sfida più grande per gli agricoltori europei sarà quella di "produrre di più, ma inquinare di meno".
  • Per far progredire i colloqui bisognerà fare dei compromessi da entrambe le parti.
 
Paolo De Castro   Paolo De Castro

La politica agricola comune (PAC) è una delle più importanti politiche comunitarie, sia da un punto di vista storico che di bilancio. La discussione sul futuro della PAC non deve interessare solo gli agricoltori: tutti i cittadini europei si devono confrontare alla sfida della sicurezza alimentare, ha dichiarato Paolo De Castro presidente della commissione Agricoltura e sviluppo rurale, e a capo delle negoziazioni per una nuova politica agricola europea 2014-2020.


La sfida più grande per gli agricoltori europei sarà quella di "produrre di più, ma inquinare di meno" ha affermato il parlamentare De Castro sottolineando l'importanza di un bilancio per la PAC capace di sostenere la sfida sulla sicurezza alimentare. Il deputato italiano di centro-sinistra afferma che il bilancio per la PAC (che rappresenta circa il 40% del bilancio totale comunitario) in realtà è molto modesto rispetto a quello di altre economie: "Ci sono 2 milioni di agricoltori in America e la loro spesa è il doppio di quella europea. Noi abbiamo 10 milioni di agricoltori. E con lo stesso bilancio siamo passati da 15 a 27 Stati membri".


Provvedimenti "più verdi": una maggiore burocratizzazione e una minore produttività


É stato molto criticato l'elemento ambientalista nella proposta della Commissione europea per la riforma della PAC, in particolare per la scelta di utilizzare il 7% delle terre coltivabili a scopi ecologici. Il presidente della commissione  Agricoltura e sviluppo rurale teme che la proposta possa portare ad una maggiore burocratizzazione, diventando così un altro fardello per gli agricoltori europei. Ha poi sottolineato come le misure proposte "mantengono bassa la produzione invece che promuoverla". "Non penso che questo sia il modo migliore per ottimizzare il potenziale agricolo europeo perché dopo tutto, ciò di cui abbiamo bisogno in futuro è di produrre più cibo in modo sostenibile. Come posso spiegare per esempio ai produttori di olive che devono ridurre la produzione del 7%? Devono sradicare i loro alberi? Non penso che sia il modo più giusto di agire".


Il parlamentare De Castro crede anche che la proposta della Commissione mette a rischio la necessità di una maggiore flessibilità: "Con 27 Stati membri e 27 tipi di agricolture non è possibile applicare le stesse leggi. Non tutti i paesi sono pronti: alcuni hanno bisogno di più tempo per introdurre la tariffa unica. La Commissione non prende in considerazione che la situazione è diversa da paese a paese; non siamo tutti allo stesso punto di partenza. Inoltre, c'è il problema delle misure di mercato. Abbiamo proposto nei mesi precedenti di introdurre nuovi strumenti, ma non ve n'è traccia nella proposta della Commissione".


[DICO]Citation.

Spero che la Commissione e il Consiglio ci aiuteranno a trovare una buona soluzione per il futuro del settore agricolo.
Paolo De Castro
Una distribuzione più equa tra Est e Ovest


Il parlamentare di centro-sinistra ammette che bilanciare le opinioni dei vecchi e nuovi Stati membri è una sfida. Per far progredire i colloqui bisognerà fare dei compromessi da entrambe le parti. "Tutti i nuovi Stati membri vogliono velocizzare il loro allineamento e io sono d'accordo con loro. Vogliamo andare più veloci con questo processo nei prossimi 20 o 25 anni ma allo stesso tempo dobbiamo mantenere un equilibrio. Per esempio dovremmo accettare la proposta del Parlamento per il bilancio perché solo così possiamo muoverci più rapidamente. Spero troveremo una giusta soluzione per arrivare a un compromesso rapidamente, ma un buon bilancio è la condizione necessaria."


Il Parlamento ha un ruolo molto importante nelle negoziazioni


Storicamente il Parlamento aveva limitato l'influenza sulla politica agricola, ma col Trattato di Lisbona le cose sono cambiate: "Prima, solo il Parlamento europeo dava la sua opinione. Il ministro europeo per l'agricoltura lavorava alla proposta del Commissario e prendeva una decisione. Oggi, il Parlamento ha lo stesso potere del Consiglio, e questo significa che dobbiamo collaborare. Senza un voto positivo del Parlamento, nessuna riforma può essere approvata".


Il 7 novembre - per la prima volta nella storia - i 27 ministri per l'agricoltura e tutti i membri della commissione  Agricoltura e sviluppo rurale si sono trovati nella stessa stanza per discutere delle prospettive future della PAC. De Castro ha descritto il meeting come "molto importante" dato che ha aperto la strada per una migliore comprensione tra le visioni delle due istituzioni. "Ho notato che abbiamo molti punti in comune con il Consiglio, quindi speriamo davvero che la Commissione e il Consiglio ci aiutino a trovare una buona soluzione per il futuro del settore agricolo".

RIF. : 20111110STO31142