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Africa, Caraibi e Pacifico: nuove politiche di sviluppo

Relazioni esterne 18-11-2011 - 10:43
 
  • Un terzo dei paesi africani, caraibici e del Pacifico sono in una situazione di indebitamento.
  • La maggioranza dei disabili nei paesi in via di sviluppo sono disoccupati e vivono in condizioni di povertà.
 
Un terzo dei paesi africani, caraibici e del Pacifico sono in una situazione di indebitamento o ad alto rischio di indebitamento. ©BELGA/AFP/A.KISBENEDEK   Un terzo dei paesi africani, caraibici e del Pacifico sono in una situazione di indebitamento o ad alto rischio di indebitamento. ©BELGA/AFP/A.KISBENEDEK

Due volte all'anno i deputati incontrano i rappresentanti eletti dai paesi dell'Africa, Caraibi e Pacifico (ACP) per discutere di questioni relative allo sviluppo. Il prossimo incontro si terrà in Togo tra il 19 e il 23 novembre. L'agenda rimanda all'attualità: l'impatto del debito pubblico sullo sviluppo, la Primavera araba e la politica economica.


L'Assemblea parlamentare paritaria UE-ACP riunisce i parlamentari dell'Unione europea e i rappresentanti dei paesi ACP. Vengono da 78 stati e nel 2000 hanno firmato la convenzione di Cotonou, che é la base della cooperazione per lo sviluppo tra Unione europea e i paesi ACP.


In agenda la prossima settimana:


  • L'impatto del debito sul finanziamento dello sviluppo dei paesi ACP

Un terzo dei paesi africani, caraibici e del Pacifico sono in una situazione di indebitamento o ad alto rischio di indebitamento: un grande ostacolo per lo sviluppo. Le possibili soluzioni sono la cancellazione, la rinegoziazione o il rimborso del debito. La cancellazione del debito porterebbe contribuire al risparmio di risorse utilizzabili per l'aumento della spesa sociale (l'educazione, la salute...) e servire i bisogni della popolazione. 


  • L'integrazione delle persone disabili

La maggioranza dei disabili nei paesi in via di sviluppo sono disoccupati e vivono in condizioni di povertà. E quando aumenta la povertà, aumenta anche probabilità di disabilità. Da sottolineare le conseguenze sociali ed economiche del fenomeno: i paesi africani ci rimettono dal 3% al 7% del loro PIL. Quindi il costo dell'integrazione è minore rispetto a quello dell'esclusione. Perciò c'è bisogno di una discriminazione positiva, sfidare gli stereotipi e promuovere l'inclusione.


  • Altro dibattito

La crisi alimentare nel Corno dell'Africa, le sfide dello sviluppo urbano, l'impatto della Primavera araba sulle regioni sub-sahariane.

RIF. : 20111110STO31151