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Cambiamento climatico: un accordo globale entro il 2015

Ambiente 12-12-2011 - 16:27
 
  • "Firmare un accordo contro il cambiamento climatico entro il 2015".
  • "Abbiamo bisogno di un maggiore impegno, perché ancora molto resta a fare".
 
Il ministro sudafricano per gli Affari esteri e presidente del COP17 Maite Nkoana-Mashabane (a destra)  ©AFP / RAJESH JANTILAL   Il ministro sudafricano per gli Affari esteri e presidente del COP17 Maite Nkoana-Mashabane (a destra) ©AFP / RAJESH JANTILAL

Un ulteriore passo avanti è stato fatto verso un trattato globale contro il cambiamento climatico. L'accordo raggiunto domenica al summit organizzato dall'ONU a Durban, in Africa del sud, prevede di tagliare le emissioni di gas serra entro il 2020. "Si tratta di un buon risultato a cui deve seguire un'azione concreta", ha dichiarato il deputato di centro sinistra Jo Leinen, presidente della delegazione parlamentare per il summit (COP17).


I termini del protocollo di Kyoto stavano per terminare nel corso del 2012. E l'obiettivo principale delle discussioni del summit di Durban si è quindi concentrato sul futuro della lotta al riscaldamento globale. Coinvolgendo tanto i paesi sviluppati quanto quelli in via di sviluppo.


“Il Parlamento europeo ha fortemente sostenuto una seconda fase del protocollo di Kyoto" ha sottolineato Jo Leinen, presidente della delegazione parlamentare per il summit (COP17). "Abbiamo bisogno che tutti i paesi vadano nella stessa direzione per firmare un accordo contro il cambiamento climatico entro il 2015", ha aggiunto Jo Leinen.


Ora le trattative di Durban si devono trasformare in un'azione concreta. "Se l'accordo internazionale sarà effettivo unicamente a partire dal 2020, l'obiettivo comune di limitare il surriscaldamento del pianeta entro 2 gradi sarà messo in grave pericolo".


Il deputato di centro destra Karl-Heinz Florenz, e vice-presidente della delegazione del Parlamento europeo a Durban, ha aggiunto: “L'Unione europea ha fatto un buon lavoro. Il mondo è cambiato ed è giusto, oggi, definire quali sono i paesi sviluppati e quali in via di sviluppo secondo nuovi criteri".


Anche i paesi più prudenti come gli Stati Uniti, l'India e la Cina, hanno finalmente deciso di continuare la lotta al cambiamento climatico. "Mi congratulo con la Cina che ha mostrato che intende prendersi delle nuove responsabilità e giocare un nuovo ruolo nel mondo. Abbiamo bisogno di un maggiore impegno, perché ancora molto resta a fare" ha aggiunto Karl-Heinz Florenz.

RIF. : 20111208STO33555
 
 
 
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