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Omaggio alla democrazia e alla Primavera araba

Diritti umani 30-12-2011 - 08:05
 
 
La Primavera araba ha dimostrato che  la democrazia è un processo continuo e non deve essere mai dato per scontato. ©BELGA   La Primavera araba ha dimostrato che la democrazia è un processo continuo e non deve essere mai dato per scontato. ©BELGA

La Tunisia è stato il primo paese a rivoltarsi e a chiedere delle elezioni democratiche, seguita da altre nazioni del nord Africa e del mondo arabo. Gi sviluppi e le sfide poste dalla Primavera araba, nome dato al movimento democratico che si è diffuso nel 2010, ha mostrato che la democrazia è un processo continuo e non deve essere mai dato per scontato.


Il Parlamento ha reso omaggio alle popoli arabi che hanno lottato contro la dittatura assegnando il premio Sakharov per la libertà di pensiero 2011 a cinque attivisti della Primavera araba.


Social media: farsi sentire in tutto il mondo


Facebook, Twitter e Youtube hanno avuto un ruolo inimmaginabile per questi movimenti di protesta. In molti casi erano l'unico mezzo disponibile per denunciare quello che stava succedendo in tutto il mondo. "I social media sono stati i mezzi di comunicazioni alternativi. Ecco come siamo riusciti a trasmettere alla gente ciò che stavamo vivendo e a raccontare la verità sul regime di Mubarak. Abbiamo annunciato le nostre manifestazioni e incoraggiato gli altri cittadini a partecipare. I social media sono stati fondamentali per raggiungere la massa critica". Questa è la dichiarazione di uno dei vincitori del premio Sakharov di quest'anno, l'egiziana Asmaa Mahfouz, i cui video, tweets e posts su Facebook hanno contribuito a rovesciare il regime Mubarak.


Gli attivisti della Primavera araba vincono il premio Sakharov 2011


"Osservando gli eventi di quest'anno, dopo la rivoluzione del gelsomino in Tunisia abbiamo assistito alla fine di una dittatura e recentemente a delle elezioni democratiche", ricorda Jerzy Buzek, presidente del Parlamento europeo, durante la cerimonia di premiazione. L'ultimo numero di decessi segnalati supera i 5000, compresi 300 bambini. Gli eventi storici ci ricordano anche le nostre responsabilità, incluso il bisogno di sostenere un'emergenza e una società" civile giovane e vivace".

RIF. : 20111216STO34364