Accesso diretto alla navigazione principale (Premi "Invio")
Accesso ai contenuti della pagina (premere "Invio") (Premi "Invio")
NOT FOUND ! (Premi "Invio")

2012: i principali dossier del Parlamento

Efficienza e sicurezza energetica

 
 
l'Unione europea importa più del 60% di gas e l'80% del suo petrolio. ©BELGA_Monkey   l'Unione europea importa più del 60% di gas e l'80% del suo petrolio. ©BELGA_Monkey

L'efficienza e la sicurezza del rifornimento energetico fanno parte dei temi principali trattati nel 2012 dalla commissione per l'industria, la ricerca e l'energia. In agenda anche la sicurezza delle operazioni legate all'estrazione offshore di petrolio e gas, un migliore coordinamento della politica energetica esterna e il rafforzamento della rete energetica europea.


Ogni anno l'Unione europea spende più di 400 miliardi di euro per importare energia dall'esterno. Ma un migliore utilizzo dell'energia permetterebbe di far risparmiare i consumatori e ridurre l'inquinamento dovuto al riscaldamento globale. Nei prossimi mesi, i deputati voteranno una direttiva sull'efficienza energetica che mira al risparmio del 20% di energia entro il 2020.


Gli obiettivi: ogni anno l'1,5% di riduzione energetica e il 3% di rinnovamento degli edifici pubblici, nuove regole per i contratti pubblici, la promozione di abitazioni ad alto risparmio energetico (doppi vetri, isolamento termico dei muri…), la cogenerazione e una maggiore informazione dei consumatori.



La sicurezza offshore


Quest'anno il Parlamento europeo discuterà anche di nuove regole sulla sicurezza nell'estrazione offshore di petrolio e gas. Con una maggiore attenzione all'ambiente. A seguito del disastro ambientale della piattaforma petrolifera Deepwater Horizon nel 2010, la Commissione si è espressa l'anno scorso sulla possibilità di aprire nuove piattaforme offshore in Europa a condizione che rispettino degli adeguati piani di emergenza e che ci siano le risorse per rimediare ad eventuali danni ambientali.



Garanzie e accordi internazionali



Attualmente l'Unione europea importa più del 60% di gas e l'80% del suo petrolio. E le cifre sono destinate a salire. In generale i contratti per il rifornimento di petrolio sono negoziati da aziende private. Nonostante ciò, alle volte vengono conclusi degli accordi di maggiore entità tra governi europei e paesi come la Russia o la Libia. In particolare per quello che riguarda la costruzione di gasdotti e oleodotti.


Per assicurare che questi accordi rispettino le regole dei mercati energetici dell'Unione europea e gli obbiettivi del piano di sicurezza di rifornimento, i deputati voteranno una proposta che permetterebbe alla Commissione europea di esaminare questo tipo di accordi internazionali.